Aumentare la consapevolezza della malattia e rompere lo stigma

Aumentare la consapevolezza della malattia e rompere lo stigma

Sono Warren, ho 44 anni e non sono fumatore.
È stato solo a causa del Covid che mi sono accorto di una tosse persistente, altrimenti forse non mi sarei accorto così tanto né mi sarei eccessivamente preoccupato.
La tosse è stata la molla che mi ha spinto ad andare dal mio medico di famiglia che ha prescritto una radiografia., seguita da una TAC considerato che la RX segnalava anomalie. Questo esame ha confermato il sospetto di tumore maligno e da lì è iniziato tutto il percorso diagnostico che ha portato alla diagnosi di cancro ai polmoni allo stadio 3 A.

Il primo passo per me però è stato venire a patti con il mio cancro: ci è voluto un po’ di tempo per accettarlo. Ero arrabbiato e incredulo. Non sapevo come dirlo alla mia famiglia. Stavo correndo per 20 miglia ogni settimana e non mi sentivo male. Continuavo a chiedermi perché mi stesse succedendo. Tutti dicono che ero e sono l’immagine della salute.
Ero invece terrorizzato. Avevo paura di morire. Avevo paura di non avere la possibilità di invecchiare.

Tuttavia, nonostante tutte queste emozioni, sono anche grato, grato di aver percepito subito che la tosse era un sintomo da non sottovalutare ed infatti questo mi ha aiutato a ricevere una diagnosi più rapida e ad iniziare il trattamento. Una volta che ho avuto il piano terapeutico, mi sono sentito sicuramente più sicuro. Questo mi ha aiutato ad iniziare ad accettare la mia diagnosi e a concentrarmi sul modo di superarla.

Dopo aver ricevuto i risultati della TAC, sono stato indirizzato ad uno specialista respiratorio che ha organizzato un test di spirometria, una scansione PET e una biopsia. La biopsia è stata inconcludente, ma il team era fiducioso che si trattasse di cancro e ha suggerito un intervento chirurgico per rimuoverlo. Ho subito una lobectomia robotica in alto a sinistra nel gennaio 2022 e, incredibilmente, due giorni dopo ero a casa. Mi sento molto fortunato perché ho ricevuto cure mediche straordinarie dai fantastici team in tutti gli ospedali in cui sono transitato.

Dopo il mio intervento chirurgico, ho fatto la chemioterapia per distruggere tutte le cellule che avrebbero potuto essere ancora libere nel corpo . Questa è stata la parte peggiore del viaggio.

Il primo ciclo è andato bene, ma poi mi sono sentito molto male durante i trattamenti successivi. Fortunatamente avevo un brillante team di infermieri chemioterapisti che con l’ oncologo che mi hanno aiutato a superare questa prova. Anche se è stato orribile, avevo gli occhi puntati sul premio e continuavo a ripetermi che questo momento sarebbe stato solo temporaneo…

Ho quindi continuato a sottopormi a radioterapia nell’area chirurgica come precauzione a causa della difficile posizione del mio cancro. Il trattamento è stato intenso: mi ci sono sottoposto dal lunedì al venerdì per quattro settimane, ma è andato assolutamente bene. Un ottimo team fa sentire il paziente a suo agio, spiega tutto chiaramente e inoltre non ho avuto effetti collaterali. Ad un certo punto stavo persino chiedendo se funzionava dato che mi sentivo così bene, ma mi hanno assicurato che il trattamento funzionava benissimo. Infatti, ad oggi, sono attualmente NED (nessuna evidenza della malattia) e in remissione.

Riflessione di Warren
Sento così fortemente che il cancro ai polmoni non fa discriminazioni, non gli importa se sei giovane o vecchio, se fumi o non hai mai fumato. Da quando l’ ho incontrato, ho conosciuto così tante altre persone sulla quarantina a cui è stata fatta la mia stessa diagnosi e tutti ritengono che sia importante aumentare la consapevolezza e non solo presumere che si tratti di una malattia del fumatore o che accada alle persone anziane e rompere lo stigma in modo che più persone possano ricevere una diagnosi precoce.

Sono molto fortunato. Ho un’incredibile rete di supporto tra i miei amici e la mia famiglia. Sono stati tutti fantastici, aiutandomi a mantenere un po’ di normalità durante questo periodo e continuando a farmi ridere.
Al di fuori dei miei cari, ho trovato supporto nei gruppi sui social media che mi hanno aiutato a entrare in contatto con altri che stavano sperimentando i miei stessi dubbi e le mie stesse paure.

Fonte Roy Castle Lung Cancer Foundation

 

 

Sei un malato di cancro al polmone?  

 

NON FERMARTI QUI.  VISITA LA NOSTRA HOME.

Solo da lì è possibile accedere a tutti i servizi che

ALCASE Italia mette a disposizione per te!

Per altre pagine clicca ovunque, fuori dal riquadro