Uso della mascherina chirurgica: nessun effetto collaterale o controindicazioni?

Uso della mascherina chirurgica: nessun effetto collaterale o controindicazioni?

Egregio dottore anzitutto grazie per questo spazio.
La mia domanda è :cosa succede se espiriamo l aria che il nostro corpo ispira per tante ore? È aria cattiva che il nostro corpo espelle e riportarla dentro porterà problemi? Quali?
Fa male a lungo andare?
Grazie

Anna Grazia.

Gentile Anna Grazia ...

sono io che la ringrazio per l’opportunità che mi dà di esprimere la mia opinione su una questione, troppo sottovalutata, soprattutto, da parte degli… “organi di informazione e propaganda governativa”.

Premetto che ciò che dirò è basato esclusivamente su opinioni personali, suffragate da nozioni derivanti da un normale bagaglio di conoscenze mediche (e pneumologiche) ed ispirate da un innato senso critico e da una forte indipendenza di giudizio.  Sin dalla prima insorgenza della pandemia, infatti, ho deciso di non fare alcuna personale ricerca sull’ormai sterminata documentazione medico-scientifica riguardante il Covid-19 e di non crearmi, conseguentemente, una expertise specifica:  il mio unico ed totalizzante interesse medico-professionale, come sanno bene tutti gli amici di ALCASE, è e rimane il cancro del polmone e tutto ciò che lo riguarda.   Ciò non mi impedisce, comunque, di ragionare su tutto il resto e di esprimere delle opinioni che, però, non possono e non devono essere considerate opinioni di un “esperto della materia”.

E vengo alla sua domanda, che io ho riassunto nell’interrogativo: “è del tutto innocua la mascherina per chi la utilizza?...”.

La mia risposta è NO, e pertanto, anche nella mia vita privata, cerco di usarla il meno possibile, e soltanto quando c’è un chiaro obbligo di legge.  Perché?… Perché la mascherina provoca:

  •  Aumentata resistenza al flusso durante la ventilazione polmonare, lieve, certamente, ma che diventa significativa in:
    • sportivi che corrono o fanno una qualunque altra attività fisica intensa;
    • persone affette da broncopneumopatia cronica ostruttiva o asma;
    • uso molto prolungato per ragioni di lavoro.
  • Re-inspirazione della propria C02 appena emessa e minore concentrazione della 02 ambientale inspirata, a parità di volumi aerei mobilizzati.  Anche qui, l’intrappolamento nella mascherina dei propri gas e la loro mancata, naturale emissione nell’ambiente costituisce un fenomeno di lievissima entità, ma che, nelle condizioni di cui sopra e soprattutto nella insufficienza respiratoria cronica o latente può avere un peso significativo.
  • Cattura ed inalazione di virus, miceti e soprattutto batteri, presenti nelle proprie vie aeree superiori.  Normalmente tali batteri, ad esempio quelli che si sviluppano numerosi nelle sacche gengivali periodontali, sono ospiti (relativamente) innocui, ma se arrivano a livello polmonare sono in grado di provocare fenomeni pneumonitici anche gravi. Soprattutto negli anziani e nelle persone con deficit della risposta immunitaria (pazienti chemio-trattati, displasie midollari, malattie mielo-proliferative, ecc…).   Lo stesso ragionamento vale per i miceti, ad esempio per la Candida Albicans, responsabile del mughetto, ma anche di gravi peumopatie, se inalata da soggetti immunodepressi.  E persino alcuni virus (non esiste solo il nuovo Coronavirus!!), che son di solito dormienti nella mucosa orale come ad esempio l’Herpex Simplex, possono dar luogo a gravi polmoniti se in grado di arrivare ai polmoni di una persona gravemente immunodepressa…

In conclusione, se è vero che in certe, limitate e ben definite condizioni i pro (sociali) della mascherina superano i contro (individuali), ciò non è vero sempre e i media (di governo), che ci “bombardano” tutti i giorni con generici e perentori inviti rivolti, indiscriminatamente, a tutta popolazione, non fanno un buon lavoro.

Secondo me, bisognerebbe che ci fosse la possibilità, da parte dei medici, di CERTIFICARE l’ESENZIONE all’uso della mascherina per alcuni casi molto particolari.

Cordiali saluti,

.

direttore medico
Gianfranco Buccheri

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A Novembre, mese di sensibilizzazione del cancro al polmone,
le città italiane aderiscono alla campagna Illumina Novembre 

e si illuminano di bianco.
Perché?

 


Per informare sulla patologia e soprattutto sui nuovi strumenti terapeutici e diagnostici, ed in particolare sui test molecolari.