Convivere con il cancro con allegria e speranza – La storia di Virginia Purdy

Convivere con il cancro con allegria e speranza – La storia di Virginia Purdy

La mia storia inizia nei primi mesi dell’anno 1999. Avevo problemi con la spalla. Quando ero al lavoro, non riuscivo a togliere le cose dagli scaffali senza soffrire molto. Sono andato dal medico che mi ha consigliato di eseguire determinati esercizi. Ciò non ha risolto il problema. Sono stata quindi indirizzata a un fisioterapista il quale mi ha detto che stavo perdendo tempo e che non c’era niente di sbagliato in me, ma mi ha consigliato una radiografia. Mi sono innervosita e non ho minimamente pensato di eseguire la radiografia perché ero insoddisfatta dal modo in cui mi aveva parlato senza neppure provare a farmi fare esercizi.

Ma, dopo aver lavorato con dolore per alcuni giorni, ho pensato che quella radiografia avrei dovuto farla e così feci. Subito dopo ho ricevuto una chiamata dall’infermiera che mi chiedeva di tornare per un’altra visita. Ero sempre più nervosa, ma alla fine sono andata e lì ho scoperto di avere il cancro del polmone al primo stadio.

Mi è stata rimossa la metà superiore del polmone sinistro nell’ottobre del 1999. Il cancro non si era diffuso altrove. Ero stata fortunata, aveva detto il medico.

Non pensavo di essere stata fortunata: avevo il cancro ai polmoni anche se non avevo mai fumato! Nessun problema! La vita è bella! Niente di cui preoccuparsi, così avevano detto.

Otto anni dopo, nel 2007, ho iniziato a tossire. Mio marito continuava a dirmi di andare dal dottore, ma io continuavo a rimandare. Quando finalmente l’ho fatto, ho scoperto che il cancro era tornato. Ora avevo un carcinoma polmonare in stadio IV. C’erano tre tumori nei miei polmoni con metastasi alle ossa della schiena.

Il mio oncologo non mi ha dato molte speranze, ma io di speranza ne ho in abbondanza e così anche di determinazione, tanto da non fermarmi ed andare oltre la linea del tempo fissata da chiunque. Ho detto a mio marito che avrei fatto di tutto per avere più tempo dalla mia parte e così ho fatto.

I primi dieci trattamenti di chemioterapia sono stati utili. Dei tre tumori ne sono rimasti solo due che dovevo mantenere il più possibile piccoli.

Negli ultimi cinque anni mi sono sottoposta ad altri quattro diversi cicli di chemioterapia.
Attendo ora di iniziare la terapia mirata nei prossimi mesi.
Un paio di mesi fa la biopsia non ha segnalato nulla, quindi verrà fatta di nuovo.

Il cancro per me significa fare tutto, il più spesso possibile e ancora e ancora e ancora.
Se sarà più chemioterapia, la farò.
Se saranno tante terapie diverse mi ci sottoporrò. Ho una famiglia meravigliosa e molti amici fantastici che continuano a ridere, sono speranzosi e mi danno allegria e speranza.

Aggiornamento del 2015: l’anno scorso ho scoperto che il cancro si era diffuso al braccio e anche al cervello.
Il mio dottore ha fatto partire subito una terapia d’urto.

Ora sto andando alla grande: non c’è più presenza di metastasi nel cervello o nel braccio.

Ho ancora il cancro nei polmoni, ma ho la chemio a cui ogni anno mi sottopongo per evitare che i tumori diventino troppo grandi. E, grazie a famigliari ed amici, continuo ad affrontare il cancro con allegria e speranza

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