Un lunghissimo cammino – La storia di Wells Whitney

Un lunghissimo cammino – La storia di Wells Whitney

Mi è stato diagnosticato un cancro ai polmoni nel 1998, all’età di 65 anni. Avevo una laurea in chimica ad Harvard e una laurea in scienze e ingegneria dei materiali presso il MIT e avevo lavorato per oltre 4 decenni per varie aziende che si occupavano di ricerca e sviluppo di prodotti. All’epoca lavoravo ancora nello sviluppo di prodotti per Raychem Corp a Menlo Park, CA..

Prima della diagnosi non mi sentivo bene, avevo il respiro corto, una tosse persistente, avevo perso circa 9 kg ed ero stanco e irritabile per la maggior parte del tempo. Sapevo che qualcosa non andava, ma pensavo fosse dovuto solo al lavoro eccessivo, ai viaggi eccessivi all’estero e alla perdita di sonno.

Mia moglie e un ottimo amico però la pensavano in modo diverso e hanno insistito perché vedessi un dottore. Quando ho sentito la diagnosi (stadio IV NSCLC) e la prognosi (10 mesi di vita), sono rimasto scioccato e sbalordito.

Tuttavia, il mio istinto di sopravvivenza ha preso il sopravvento: per prima cosa quel pomeriggio mi sono ritirato dal lavoro e “ho lavorato” sul mio cancro.

Il primo passo è stato iniziare a imparare tutto ciò che potevo sulla malattia, la sua evoluzione, l’epidemiologia e i trattamenti possibili.

Quello che i medici mi avevano detto a quel tempo era vero: era probabile che morissi entro l’anno. Ma dal momento che ero stato uno sperimentatore per tutta la mia vita professionale, ho sentito il parere di diversi medici, ottenuto una seconda opinione e scelto l’oncologo che sembrava più disponibile a provare le cose anche se non erano in protocollo. Ho persino preso accordi con un chirurgo toracico che, se avessi ridotto la massa del 50%, avrebbe seriamente valutato un intervento per rimuoverla.

Così ho fatto diversi mesi di un doppietta di chemio, che ha ridotto il tumore del 50%, mi sono sottoposto a lobectomia per rimuovere il tumore maggiore e poi ho fatto molti altri mesi di diversi regimi chemio per sbarazzarmi di 19 piccoli noduli che erano comparsi dopo l’operazione.

Queste nuove lesioni più piccole sono stati ridotte a 4, e poi mi hanno concesso per uso compassionevole (si era all’inizio dell’utilizzo di farmaci mirati) con Iressa, un nuovissimo farmaco EGFR TKI.

Ho aggiunto quotidianamente Celebrex, un farmaco FANS Cox-2, per un effetto antinfiammatorio. La combinazione di farmaci è stata utilizzata a lungo per questa malattia in diversi studi clinici.

Durante questi primi anni ho continuato a studiare, utilizzando Internet, frequentando varie biblioteche e informandomi su libri, anche accedendo ai siti web delle case farmaceutiche…  Ho anche partecipato all’ASCO, il grandissimo convegno nazionale di oncologia e ascoltato le sessioni dedicate al cancro dei polmoni e ho conosciuto alcuni dei principali medici del settore.

Ho tenuto ossessivamente registrazione di tutto: riviste, rapporti di visite mediche, fogli di calcolo di farmaci, risultati di scansioni, ecc. Spesso sapevo di più sul mio caso rispetto ai miei medici …

Una volta che ero al sicuro in una situazione stabile (non guarito né in remissione ma in fase cronica), ho iniziato a parlare, a incontrare altri, a tenere discorsi sulla mia storia e ho persino avviato una società di siti web e ho realizzato un video di 50 minuti su il mio viaggio. In seguito sono entrato a far parte e sono stato presidente del gabinetto di oncologia toracica presso l’UCSF, e poi co-fondatore della Bonnie J. Addario Lung Cancer Foundation, dove sono ancora a capo del comitato consultivo scientifico, aiutando a scegliere progetti di ricerca sul cancro del polmone da finanziare. Ho cercato di aiutare numerosi pazienti con nuova diagnosi di cancro ai polmoni negli ultimi 10 anni o più.

Allora, dove mi lascia tutto questo ora, 16 anni dopo la mia dolorosa diagnosi iniziale e alla veneranda età di 80 anni? Ora sono completamente in pensione, avendo realizzato diversi progetti negli ultimi 10 anni. Faccio un po’ di volontariato, principalmente nel campo del cancro ai polmoni, ma anche per programmi e agenzie civiche e alcune organizzazioni non profit.

Ero così sicuro di poter continuare a sopravvivere che ho sostituito un’anca ed entrambe le ginocchia alcuni anni fa e ora sto giocando di nuovo a tennis e camminando per miglia ogni giorno.

Il mio viaggio contro il cancro ai polmoni mi ha sicuramente cambiato. Non solo mi ha dato fiducia e un senso di controllo sul mio benessere, ma mi ha anche permesso di affrontare la certezza della mia morte definitiva e di accettare meglio l’inevitabile flusso della vita.

Mi è stato dato così tanto da altri e spero di essere stato in grado di restituire loro qualcosa.

Continuerò a lavorare con gli altri e per gli altri il più a lungo possibile, sperando che tanti possano essere fortunati quanto me.

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