Terapie salvavita nel cancro del polmone

Terapie salvavita nel cancro del polmone

CONTESTO

Dall’INPS “Malati oncologici: guida ai diritti e alle tutele”

terapie salvavita

 

Con Sentenza di C. Cass. Sez. I, 11 luglio 2002, n. 26646, si è affrontato questo delicato capitolo delle cure salvavita asserendo che è salvavita quella terapia che consente di salvare la vita al paziente, sono “salvavita” quelle cure “indispensabili a tenere in vita” la persona e, in certa misura, sono indipendenti dalla qualità intrinseca del/dei farmaco/i usati ad essere salvavita. […]

Da Fondazione Veronesi

Oltre alla chemioterapia, “l’immunoterapia non è la sola strategia anti cancro dei polmoni. Proprio perché alcune neoplasie polmonari presentano caratteristiche genetiche peculiari, negli anni sono stati sviluppati farmaci a bersaglio molecolare capaci di agire selettivamente sulle caratteristiche specifiche di questi tumori.”


Buonasera, Avvocato.

Le scrivo per sapere se i certificati medici con dicitura grave patologia e terapie salvavita sono estesi anche a chi si sta curando con la terapia molecolare a bersaglio, le famose pasticche per intenderci. Il mio medico ogni volta che richiedo il certificato di malattia da presentare al lavoro mi domanda sempre se continuo a fare la chemioterapia oppure no, in tal caso non potrebbe spuntare la dicitura “grave patologia e terapie salvavita”.
Può gentilmente aiutarmi a fare chiarezza?
Grazie!

Alessandra

Gentilissima Alessandra...

qualsiasi terapia per patologia oncologica è da considerarsi salvavita. Nel caso specifico dovrebbe essere il medico prescrittore a indicarlo o comunque il medico di base. Non posso essere più specifica perché non so se la patologia è regredita, in fase di remissione o altro ma il fatto che comunque è sotto terapia ritengo che debba insistere con il suo medico a dare valide spiegazioni e motivazioni


Cordialmente,
avv. Mara Piscitelli

 


Riflessione del Direttore Medico di ALCASE Italia, dott. Gianfranco Buccheri:

“Personalmente ritengo che le terapie con farmaci a bersaglio molecolare, attivi contro tutte le mutazioni note e curabili del cancro al polmone, rientrino a buon diritto, ancora più della stessa chemioterapia, nelle “terapie salvavita”.
L’affermazione del medico curante, secondo la quale “se continuo a fare la chemioterapia oppure no, in tal caso non potrebbe spuntare la dicitura *grave patologia e terapie salvavita*” non mi risulta comprensibile. Poi, non mi sorprenderei se fosse stata ASL a dare ai medici di famiglia tali direttive assurde…”

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