I test delle mutazioni danno speranza – La storia di Amy

I test delle mutazioni danno speranza – La storia di Amy

Nel maggio 2016, Amy Hollifield di 45 anni andò ad una visita dal ginecologo che le suggerì di sottoporsi a un’isterectomia … Amy non sapeva chiaramente cosa fosse, ma sapeva che qualcos’altro non andava.
I mesi successivi furono segnati dalla malattia all’utero. Freddo, tanto freddo. Malessere generale e debolezza. Amy, un agente immobiliare di successo, era così esausta che, quasi ogni giorno, doveva fare un pisolino. La sensazione che qualcosa non andasse la tormentava.
Amy era una fumatrice. Poiché suo padre e sua nonna erano morti entrambi di cancro ai polmoni, sapeva che doveva smettere. Ricorda vividamente la giornata.
Era giovedì 9 marzo 2017. Non mi sentivo bene e non mi sentivo bene da mesi. Sono caduta in ginocchio nella mia camera da letto, singhiozzando, implorando Dio di darmi la forza di smettere di fumare “.
Quella settimana, le cose andarono di male in peggio:  partecipò a una cerimonia, durante la quale doveva ricevere un premio, ma era così debole e malata, che dovette andarsene prima di accettarlo.
Il giorno successivo le diagnosticarono la polmonite. Entro la fine della settimana, tossiva sangue.
Il dottore mi ha detto che avevo una massa nel petto. Col senno di poi, penso che sapesse che si trattava di cancro ai polmoni, ma mi ha detto che ero troppo giovane per aver sviluppato il cancro ai polmoni da fumo. Lui (e più tardi, altri furono d’accordo) era convinto sul fatto che il cancro ai polmoni causato dal fumo non si manifesta fino a quando non ha compiuto i 60 anni. Mi ha curato per la polmonite, mettendomi sotto cortisone per 6 settimane “.

Quando Amy tornò per una radiografia di follow-up, la massa era cresciuta. Il pneumologo confermò ciò che le era stato detto prima: non sembrava un cancro ai polmoni ma le fecero una broncoscopia: Amy aveva un adenocarcinoma allo stadio 3 e le dissero che aveva 14-18 mesi di vita.

Due giorni dopo, lei e il suo compagno, insieme ai loro cinque figli, partirono per una lunga vacanza programmata. Non volendo rovinare quella che erano sicuri sarebbe stata la loro ultima vacanza insieme, tennero nascosta la diagnosi di Amy, aspettando di dirlo ai bambini quando ci fosse un piano terapeutico

Una volta tornati a casa, incontrarono un oncologo, che propose un piano di trattamento di 30 cicli di radiazioni e 4 cicli di chemioterapia che si concluse alla fine di settembre. Le scansioni di dicembre mostrarono che la radiazione aveva funzionato, ma la chemioterapia no.
Il cancro originale non si era diffuso solo con il polmone sinistro, ma era migrato al lato destro. Una biopsia a cuneo confermò che il cancro di Amy era passato in stadio 4.

A questo punto fu sottoposta ai test per la ricerca molecolari di cui aveva sentito parlare e che sapeva che la presenza di mutazioni  le avrebbe garantito l’accesso a terapie mirate: Amy risultò positiva all’ EGFR.

Il 26 aprile 2018, Amy era NED (nessuna prova di malattia).
Nel luglio 2019 è stata scoperta una piccola recidiva che attualmente viene trattata con buoni risultati. Amy non si lascia abbattere e continua la sua strada per se stessa e contro il cancro.

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A Novembre, mese di sensibilizzazione del cancro al polmone,
le città italiane aderiscono alla campagna Illumina Novembre 

e si illuminano di bianco.
Perché?

 


Per informare sulla patologia e soprattutto sui nuovi strumenti terapeutici e diagnostici, ed in particolare sui test molecolari.