Risultati dell’UKLS trial e Metanalisi sullo Screening del Cancro al Polmone

Risultati dell’UKLS trial e Metanalisi sullo Screening del Cancro al Polmone

 

Pensavamo, quando fummo al corrente della notizia, che gli inglesi fossero… “fuori gioco”, ovvero che fosse impossibile dire di più sullo screening del cancro al polmone.  Alla fine del 2011 un gruppo costituito dai più grossi esperti britannici di cancro al polmone era appena partito con un nuovo studio randomizzato volto a confermare (o contrastare) il risultati, appena pubblicati, del grande trial americano, il NLST.  Lo studio americano aveva appena dimostrato (inconfutabilmente a nostro parere) la non trascurabile riduzione di mortalità per cancro del polmone (-20%) che si ottiene sottoponendo le persone ad alto rischio ad una tomografia computerizzata (TC) a basso dosaggio del torace.  Il NLST si basava su una popolazione studiata di oltre 50,000 volontari e le significatività statistica dei risultati era al di fuori di ogni  ragionevole dubbio, perché più numeroso è il campione di studio, più attendibili sono i risultati dello studio stesso.  C’erano poi i risultati, attesi a breve, di un altro grande studio europeo, il Nelson study che, qualora avessero confermato quelli del NLST, avrebbero chiuso -sempre a nostro parere- ogni discussione.  Anche il Nelson era un poderoso studio con oltre 15,000 persone arruolate e, dunque, con un buona capacità di rivelare differenze statisticamente significative.  Noi eravamo certi che non avrebbe potuto che confermare i dati del… fratello maggiore.  Il che regolarmente avvenne agli inizi del 2020.

A quel punto, il mondo della scienza medica non ebbe più dubbi sulla necessità di introdurre -a livello planetario- lo screening del cancro del cancro del polmone e di suggerire ai governanti di ogni nazione l’implementazione di un programma pubblico di screening per le persone a rischio (qui il link alla posizione ufficiale della International Association for the Study of Lung Cancer).   E noi di ALCASE, nel nostro piccolo, decidemmo di lanciare e, successivamente intensificare, una campagna per lo screening in Italia. Partimmo nel lontano 2014.  L’intensificazione della campagna, avvenuta in gennaio del 2020 dopo la pubblicazione dei risultati dello studio Nelson, coinvolse, in due successive fasi, le massime istituzioni dello stato ed il governo italiano allora in carica.  Ma, come al solito quando si parte per una campagna giusta ma che fa poco… “rumore”,  non vi è stata alcuna risposta concreta e nessun risultato pratico.

E così, senza che sia stata tratta alcuna conseguenza pratica dalla evidenza scientifica citata e dalle raccomandazioni degli esperti da parte del nostro paese e dell’intera Europa, siamo giunti al 7/9/2021, giorno della pubblicazione dei risultati dello studio inglese di cui vi parlavamo all’inizio.  Chiudiamo questo lungo preambolo che voleva sottolineare come le nostre previsioni, secondo cui i dati inglesi sarebbero arrivati fuori tempo massimo, siano state clamorosamente smentite dalla inerzia di chi avrebbe potuto e dovuto decidere… Ohimè!

Ma, ecco qui l’abstract originale:

Ed ecco la sua traduzione in Italiano:

ABSTRACT (sommario)

BACKGROUND (contesto)

Lo studio NLST ha riportato una significativa riduzione del 20% della mortalità per cancro al polmone con tre TC annuali a basso dosaggio (TCBD) e lo studio olandese-belga NELSON indica una riduzione simile. Presentiamo i risultati dello studio UKLS.

METHODS (metodi)
Da ottobre 2011 a febbraio 2013, abbiamo assegnato in modo casuale 4.055 partecipanti alla effettuazione di un singolo screening con TCBD o a nessun screening (assistenza medica abituale). I partecipanti idonei (di età compresa tra 50 e 75 anni) avevano un punteggio di rischio (LLPv2) ≥ 4,5% di sviluppare il cancro del polmone nei successivi cinque anni. I dati sui nuovi casi di cancro al polmone sono stati raccolti fino al 31 dicembre 2019 e quelli relativi ai decessi fino al 29 febbraio 2020, attraverso il collegamento ai registri nazionali. Il principale parametro preso in considerazione era la mortalità per cancro ai polmoni. Abbiamo poi incluso i nostri risultati in una meta-analisi per fornire una sintesi degli ultimi studi randomizzati.

FINDIGS (risultati)
1.987 partecipanti all’intervento e 1.981 nei braccio di cura abituale sono stati seguiti per una mediana di 7,3 anni (IQR 7,1-7,6), 86 tumori sono stati diagnosticati nel braccio TCBD e 75 nel braccio di controllo. Sono stati segnalati 30 decessi per cancro del polmone nel braccio di screening, 46 nel braccio di controllo (incidenza percentuale rispetto al controllo di 0,65 [IC 95% 0,41-1,02]; p = 0,062). La meta-analisi ha indicato una statisticamente significativa riduzione della mortalità per cancro del polmone con un incidenza percentuale complessiva rispetto al controllo di 0,84 (95% CI 0,76-0,92) da nove studi ammissibili.

INTERPRETATION (conclusioni)
Lo studio UKLS, basato su un’unica TCBD indica una riduzione della mortalità per cancro del polmone di entità simile agli studi NELSON e NLST ed è stato incluso in una meta-analisi di nove studi randomizzati che fornisce un supporto inequivocabile per lo screening del cancro del polmone nei gruppi a rischio identificati.


COMMENTO

Come già fatto osservare, lo studio di screening inglese partiva con molto ritardo rispetto agli altri studi consimili e, dunque, doveva chiudersi presto.  Anzi, il prima possibile, affinché i suoi dati potessero avere una qualche rilevanza pratica.

Per abbreviarne la durata, però, c’era solo un modo: chiudere prima l’arruolamento dei volontari allo studio.  Alla fine, meno di 4.000 volontari furono arruolati: un numero uguale a meno di 1/10 dello studio NSLT!..

Come sottolineavamo prima, la probabilità che, in uno studio clinico randomizzato, si dimostri vera in maniera statisticamente significativa un’ipotesi CHE SIA VERA NELLA REALTA’ dipende dall’ampiezza del campione preso in esame  (per i non addetti ai lavori, tale probabilità si chiama potere statistico del trial).  Ora, confrontando con gli altri studi simili la numerosità del campione dell’UKLS trial, ne risulta chiaro il basso potere statistico e non stupisce che i suoi risultati non abbiano raggiunto la significatività statistica!… Per la verità, ci si avvicinano molto, ma non l’hanno raggiunta (per gli addetti ai lavori, il p non era inferire a 0,05 -minimo livello di significatività- ma uguale a 0,062).  Il che vuol dire, praticamente, che la riduzione di mortalità per cancro del polmone (del 34%!), osservata nel gruppo sottoposto a screening rispetto al controllo, potrebbe essere stata dovuta semplicemente…al caso! 

Per fortuna, Americani ed Nord-Europei avevano già chiarito definitivamente la questione.  Così, gli autori britannici non hanno potuto far altro che allinearsi all’evidenza scientifica (di altri), ricorrendo ad un escamotage.

Innanzitutto, nelle conclusioni non viene usata la frase normalmente utilizzata per uno studio che fornisce una nuova evidenza scientifica.  Tale frase avrebbe dovuto essere: “Lo studio UKLS, basato su un’unica TCBD, dimostra -non indica- una statisticamente significativa -avverbio e aggettivo opportunamente omessi- riduzione della mortalità per cancro del polmone”, ma viene usata l’allocuzione:  “…una riduzione della mortalità per cancro del polmone di entità simile agli studi NELSON e NLST“.

Poi, i dati appena presentati vengono inseriti in una metanalisi (per definizione la metanalisi raccoglie i risultati di tutti gli studi simili), ottenendo così la positività statistica agognata. Grazie, appunto, a quanto già fatto e riportato dagli autori americani e belga-olandesi.

Verrebbe proprio voglia di commentare: Grazie, medici e professori britannici, per la vostra buona volontà.  Ma noi lo sapevamo già.

PS. Però se sventolare anche lo studio britannico in questione, servirà a smuovere le coscienze di chi è responsabile della sanità pubblica in Italia, in Europa e nel mondo intero… allora grazie davvero! I posteri diranno che uno studio modesto potè di più della più indubitabile evidenza scientifica.  Nel dubbio, noi ci proviamo a…sventolarlo!

Bregenz, 16-9-2021

direttore medico

Gianfranco Buccheri

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