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Tempi di attesa nelle patologie oncologiche

Fonte Ministero della Salute nella Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009/ 2010

È necessario che gli esami diagnostici (diagnostica per immagini, endoscopia, patologia clinica) e i trattamenti per pazienti con diagnosi accertata o con fondato sospetto di patologia oncologica abbiano accoglienza prioritaria rispetto ad altre patologie. Con esclusione delle emergenze in oncologia, di carattere sia chirurgico sia medico, condizioni che naturalmente rivestono priorità temporale assoluta, nell’ambito della patologia tumorale si possono identificare 4 diversi gruppi di pazienti:

⇒ A) priorità diagnostiche urgenti (entro 3 giorni):
– pazienti con patologia oncologica in rapida evoluzione/sintomatica,
– complicanze gravi correlate ai trattamenti erogati;

⇒ B) priorità diagnostiche per un’adeguata programmazione terapeutica (entro 10 giorni):
pazienti con diagnosi accertata o sospetta di patologia tumorale o di recidiva/ricaduta,
pazienti in stadiazione iniziale o per recidiva/ricaduta di patologia neoplastica,
rivalutazione in corso o alla fine di trattamento antitumorale;

⇒ C) follow-up di pazienti già trattati per patologia neoplastica (entro i limiti definiti dalle Linee guida);

⇒ D) screening organizzato/screening opportunistico (entro i limiti definiti dalle Linee guida).

Le condizioni relative ai gruppi A e B sono prioritarie. Le condizioni definite come C e D non sono prioritarie: per indicazioni e tempistiche si rimanda alle Linee guida nazionali e internazionali. Non rivestono carattere di priorità neanche le prestazioni richieste per pazienti che non presentano sintomi specifici.

Per quel che attiene alle liste di attesa per gli esami di screening, sarebbe auspicabile che fossero separate da quelle delle altre categorie e, ove possibile, che questi esami venissero praticati in strutture specificamente dedicate e certificate per queste attività.

I pazienti candidati a un percorso privilegiato (Gruppo A e B) potrebbero essere identificati con metodi opportuni e di immediata riconoscibilità. Essendo fondamentale la diagnosi cito-istologica ai fini di un’adeguata stadiazione e programmazione terapeutica, la tempistica di questi esami deve essere estremamente celere (massimo 7 giorni).

[Omissis]

Anche nel caso della chirurgia e chemioterapia si possono distinguere tipologie differenti di pazienti per i quali vanno considerate priorità diverse in rapporto al quadro clinico e all’evolutività/aggressività della malattia. Andrebbero rispettate tali tempistiche:

⇒ A) priorità terapeutica urgente (entro 3 giorni):
– pazienti con patologia tumorale aggressiva/rapidamente evolutiva;
– paziente con patologia altamente sintomatica;
– complicanze terapeutiche;

⇒ B) priorità terapeutica standard (entro 15 giorni):
– pazienti a cui sia stata diagnosticata una patologia neoplastica/recidiva tumorale e che necessitano di trattamento specifico. Questo – gruppo include la maggior parte delle condizioni cliniche che occorrono nei tumori solidi e una parte significativa di quelle dell’oncoematologia. Si tratta di patologie che, soprattutto se in fase operabile, si giovano di un trattamento estremamente tempestivo;

C) priorità terapeutica bassa (entro 30 giorni):
pazienti con patologia tumorale a bassa aggressività, per i quali un ritardo nell’inizio del programma terapeutico non influenza la prognosi;

⇒ D) approccio terapeutico palliativo (entro 60 giorni):
– pazienti asintomatici candidati a terapie palliative per i quali non è richiesto un trattamento in tempi brevi.

I gruppi A e B rappresentano le priorità terapeutiche. In questi gruppi non è comunque consentito un ritardo superiore a 3 o 15 giorni rispettivamente dal termine del work-up diagnostico/stadiazione per attivare la procedura terapeutica ottimale.

I gruppi C e D non costituiscono priorità, anche se va comunque considerata una tempistica terapeutica da rispettare.

Per quanto riguarda l’esecuzione della radioterapia possono essere presi in considerazione i seguenti parametri:

› trattamenti da iniziare entro 15 giorni:
– presenza di elementi clinici che fanno ritenere l’attesa prevista potenzialmente a rischio di compromettere la probabilità di ottenere il risultato terapeutico programmato,
– trattamenti eseguiti con finalità sintomatica;

› trattamenti da iniziare entro 30 giorni:
– trattamenti elettivi eseguiti con finalità curative;

› trattamenti da iniziare oltre i 30 giorni:
– trattamenti adiuvanti programmati e inseriti in strategie di terapie integrate sequenziali.

 

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