Test genomici per orientare la terapia – La storia di Missy

Test genomici per orientare la terapia – La storia di Missy

Missy, 47 anni, madre di due figli, insegna all’asilo. Non ha mai fumato e che ha l’addestramento e la resistenza per correre una mezza maratona.

Nel 2009, dopo aver perso la voce e aver sofferto di forti dolori al petto, a Missy viene diagnosticato un cancro al polmone allo stadio 4. La prognosi è senza speranza: il cancro si è diffuso al cervello e non è operabile.

Guardando Missy, il “cancro al polmone” NON è certamente qualcosa che possa venire in mente. Ma le persone esattamente come Missy sono i nuovi volti di questa malattia.

Quando Missy riceve la diagnosi, i test genetici del tumore però non le vengono eseguiti. L’ospedale non effettua test genomici.

È stato incredibilmente avvilente apprendere poi che esistessero e che io ne fossi completamente all’oscuro!

Così le viene proposto lo standard di cura che include radiazioni, chemioterapia e Avastin, un farmaco che blocca l’afflusso di sangue al tumore.
Per due anni la malattia viene tenuta a bada.

Ma nel 2010 il cancro torna, questa volta con metastasi al fianco.
Missy deve aspettare, con sofferenza e mille ansie, fino al 2012, perché possa eseguire i test genomici che determinano che il suo cancro ai polmoni è positivo per ALK e che avrebbe risposto a una delle nuove terapie mirate approvate dalla FDA: lo Xalkori o Crizotinib.

Missy si considera una delle fortunate. Solo il quattro per cento dei pazienti con carcinoma polmonare ha questo particolare biomarcatore.

Missy continua a rispondere bene allo Xalkori.
È quello che funziona. Oggi, dopo 30 mesi di trattamento, non manifesto prove di cancro. È fantastico!”

Link all’articolo originale


"Come per il cancro al seno e del colon, è giunto il momento di attuare programmi globali di screening del cancro del polmone, salvando così la vita di innumerevoli individui."   

 

Dichiarazione ufficiale dell'International Association for the Study of Lung Cancer (IALSC)