Salvo Rossi

Salvo Rossi

Il 26 gennaio del 2016 mi svegliai da un riposo pomeridiano e subito, come di consueto, accesi una sigaretta, che tirai fino al filtro. Mentre lavavo i denti però cominciai a sputare sangue.

Mi spaventai abbastanza visto che in poco tempo avevo riempito il lavandino di sangue vivo. Così mi vestii e andai in ospedale, dove trovai amici medici e dello staff che mi tranquillizzarono con vari “Non preoccuparti, non è nulla di grave” ecc ecc.
Intanto nell’attesa tra una radiografia e una tac al torace accesi altre sigarette.

Mi dimisero con una diagnosi di polmonite, (un mese di riabilitazione la prognosi), una prescrizione di controllo radiologico a fine convalescenza e una cospicua cura di antibiotici ed espettoranti.

Passarono i giorni e io continuavo a fumare. Dai tre pacchetti di prima del fattaccio avevo ridotto ad uno e mezzo, due pacchetti al giorno, sentendomi anche soddisfatto del controllo che esercitavo su me stesso.

Venne il giorno del controllo radiologico, feci una lastra ai polmoni e stupefacentemente tutto era sparito, mai esistita la polmonite. Per eccesso di zelo un amico medico, per giunta radiologo, mi consigliò di restare ancora a casa per far sì che della polmonite restasse solo un ricordo, senza strascichi. Così feci.

Dopo circa venti giorni ricontrollammo con un’altra lastra al torace e incredibilmente il quadro era precipitato. Apparivano nuovamente al polmone sinistro dei focolai. Non capivo, ero stato attento anche fumando poco meno di due pacchetti di sigarette al giorno.
In accordo e dopo un consulto tra medici, iniziai a fare un day hospital al reparto di pneumologia: analisi del sangue , spirometrie , tac con e senza contrasto, insomma dopo 7 giorni di controlli, gli esiti medico clinici erano tutti nella norma.
Gli pneumologi dicevano che tutto era stato fatto , tranne una broncoscopia e una pet e come da protocollo diagnostico andava fatto.
Decisero dopo un altro consulto tra loro di fare la broncoscopia, il giorno 18/03/16 mi sottoposero a questo esame “simpaticissimo”. Emerse che avevo una piccola massa (poco meno di 2 cm ) in uno dei bronchi del polmone sinistro, avevano preso anche alcuni campioni per analizzarli.

Immaginate il mio sgomento quando il 22/03/16 questo grande amico medico venne a casa mia alle 18 circa e mi diede la notizia “Salvo, è un tumore maligno.”
Non era ufficiale, ma la diagnosi di cancro si era materializzata.
Dopo alcuni giorni feci anche la pet con cui ebbi la conferma che fosse cancro al lobo inferiore del polmone sinistro. L’esame istologico recitava: cancro spinocellulare epidermoide.

A quel punto alcuni amici mi fecero giungere ad un luminare della chirurgia toracica. Al primo appuntamento questo professore giovanissimo, di una umanità sconcertante, mi rasserenò dicendomi che si sarebbe occupato lui di tutto, e che io dovevo solo stare tranquillo quanto più possibile, che tutto si sarebbe aggiustato.

Cosi iniziò una infinità di day hospital preoperatori in questo grosso ospedale di Napoli e ancora tante analisi: sangue, cuore, fegato, diverse tac…
Arrivai così al 1 maggio dello scorso anno, altra doccia fredda: dovetti radermi petto e schiena con una parte di coscia, (mai mi ero separato da un solo pelo).
Arrivai in ospedale tra le ore 17 e le 18.
L’infermiera controllò se mi fossi raso bene e mi spiegò che il petto e tutto il resto doveva essere simile al culetto di un neonato; mi diede una lametta e della schiuma, quindi siccome il risultato non era come da richiesta mi trovai di nuovo a radermi.
Finalmente mi misi a letto, così stranamente, o per stanchezza, o per depressione mi addormentai.
Dormii per tutta la notte.
All’indomani, verso le 6, mi prepararono per l’intervento facendomi infilare delle calze 120 den ( per i trombi), mi stesero sulla barella e mi portarono in sala operatoria al piano -1.
Erano circa le 07.30 del mattino di un giorno che non potrò mai scordare finché vivrò. Parlai con l’anestesista e mi raccomandai. Uscii dalla sala operatoria dopo otto ore, verso le 15,30, sveglio! Ero vivo.
Poi venne il post operatorio: avevo 4/5 costole rotte, una ferita lunga 50 cm e sulle fasce muscolari un dolore tremendo.
Sono vivo, sono in regime di follow up, cioè sottoposto a controlli periodici programmati per diagnosticare prima della comparsa di sintomi una ripresa della malattia, che per me significa:” sorvegliato speciale” tutto al fine di prendere in tempo una recidiva e non arrivare tardi.
Un anno è già passato…e ho smesso di fumare da 14 mesi.

Vi chiedo: perché non smettete di fumare?

Accadrà anche a voi … certo che potrà accadere se continuerete a fumare! È inutile pensare che a voi non potrà succedere… Lo pensavo anch’io ma così non è stato.

Ma sarete fortunati come me??? Cioè giungerete a scoprirlo quando ancora sarete in grado di poterlo combattere? O riceverete una diagnosi peggiore della mia?

Buttate le sigarette, sono veleno. Nessuno vuole avvelenarsi, perché lo fate?

Non riuscite da soli? Ci sono tantissimi Centri antifumo in Italia, indicati dall’Istituto Superiore di Sanità, che fornisce un elenco aggiornato per regione. Basta che lo consultiate, scegliate il centro vicino a voi e DECIDIATE DI ANDARCI.

Fatelo per voi e per chi vi ama.