Essere il nostro primo alleato durante le terapie – La storia di  Dann Wonser

Essere il nostro primo alleato durante le terapie – La storia di Dann Wonser

Quante cose hai imparato, da quando ha avuto inizio il tuo viaggio per il cancro, che avresti voluto aver capito fin dall’inizio? Se sei come me, è una lunga lista, ma una delle cose più importanti che impariamo è come essere il primo alleato di noi stessi durante il trattamento.

Ovviamente altre cose avrai imparato. Ad esempio…

Come riesci a superare lo shock di quelle prime settimane? (Umm … mesi?)

Come condividi le notizie con quelle persone che ti stanno a cuore e cosa dici quando il tuo percorso prende nuove svolte?

Ci possono essere state persone che erano una zavorra nella tua vita. Dovresti forse premere il pulsante “espelli” sul bagaglio indesiderato?

È possibile che le tue altre relazioni siano diventate più importanti e stai parlando alle persone che ami in modi che non avresti mai pensato di poter fare. Anche le tue priorità potrebbero essere state messe a fuoco in modo più chiaro sin dai primi giorni dopo la diagnosi.

Ma, ancora un volta, essere il primo alleato di se stesso è per me la cosa più importante.

Quello era più semplice quando mi diagnosticarono per la prima volta dodici anni fa, quando “medicina personalizzata” significava che qualcuno si lamentava del cuscino. A quel tempo, le uniche opzioni di trattamento disponibili erano la chemioterapia, la chirurgia e le radiazioni. Eppure, anche con quelle opzioni limitate, ho quasi perso la vita perché non ero un corretto protettore di me stesso. Sono stato fortunato… ma voglio essere sicuro che nessun altro debba mai fare affidamento sulla futile fortuna a causa di cose semplici che non conoscono.

Per la maggior parte di noi, c’è stato anche un cambiamento di atteggiamento. Ma che tipo di cambiamento è stato per te e in quali settori?

E come stai gestendo l’ansia insieme alle tue paure su quelle cattive statistiche che non riesci a impedirti di leggere?

Ho vissuto tutte queste esperienze e molte altre da quando fu diagnosticato il cancro al polmone per la prima volta.

Durante la progressione della malattia, ho imparato qualcos’altro su di me: ho scoperto che amo scrivere.

Perciò ho iniziato inviando e-mail con le relazioni mediche che sembravano scritte da Joe Friday, personaggio radiofonico e televisivo che interpretava il ruolo di un tenente di polizia che durante le interrogatori alle donne usava dire “Solo i fatti, signora”

Gradualmente ho iniziato a far entrare la mia personalità nelle parole che usavo. Sono scivolato in un po’di umorismo, sono diventato molto più personale e ho condiviso il mio crescente ottimismo.

Sono rimasto sorpreso quando amici e parenti hanno iniziato a condividere queste e-mail con altre persone a cui era appena stato diagnosticato un cancro di tutti i tipi. Ogni volta, la spiegazione era la stessa. Volevano che questa persona vedesse qualcosa che nessuno di noi sa all’inizio: che possiamo sviluppare strumenti per affrontare il cancro che ci aiuterà non solo a sopravvivere, ma a vivere la vita al massimo. In breve, possiamo imparare a prosperare anche con il cancro!

Constatare come venivano usate le mie e-mail mi ha motivato a mostrarmi in pubblico. Ho inserito quindi tutte queste email su un blog  e ho iniziato a pubblicare nuove email da condividere pubblicamente. È profondamente soddisfacente sapere che persone provenienti da 65 paesi leggono il mio blog. Spesso inviano i loro ringraziamenti per aver dato loro speranza o semplicemente per aver condiviso una nuova visione del viaggio con il cancro.

Alcune persone mi hanno persino detto che dovrei scrivere un libro. Ora, diventiamo reali. A molte persone viene detto questo. Ed essendo abbastanza ingenuo da crederci, così ho fatto!

Ho scritto su tutto ciò che ho imparato attraverso la mia diagnosi e il mio trattamento: Atteggiamento. Rapporti. Paura. Dolore. Amore. Comunicazione.

Ho anche condiviso cose che raramente ho detto a qualcuno… Ma se questo può essere stato utile per altre persone, l’ho fatto con il cuore.

Quindi, amici miei, ho scritto “Il secondo respiro: fiorente con il cancro”. Ovunque tu sia nel tuo viaggio, cogli l’opportunità di ripensare ai grandi problemi. Forse puoi anche prendere una scorciatoia o due sulla tua strada oppure potresti riconoscere un modo in cui puoi difendere in modo più efficace te stesso senza aspettare la fortuna.

In definitiva, ho capito che il cancro non aveva cambiato solo il mio corpo. Aveva cambiato il modo in cui penso. Sono cresciuto non a dispetto del cancro, ma grazie ad esso. Ora faccio tesoro di ogni nuova parte di questa avventura, poiché ho imparato non solo a sopravvivere con il cancro ai polmoni, ma a crescere con esso.

Link all’articolo originale di Lung Cancer Alliance