Victoria Taber

Victoria Taber

Elettra Feltrin ha tradotto per noi questa bellissima storia di coraggio e di speranza.  La storia è stata attinta dalla raccolta della “Lung Foundation Australia“,  nostra partner nelle Global Lung Cancer Coalition.

La storia di Victoria (Victoria’s story)

sopravvissuta ad un carcinoma polmonare

Vittoria e la sua famiglia
Vittoria e la sua famiglia

Mi chiamo Victoria e da sei anni sono una sopravvissuta al carcinoma polmonare. Adesso sono alla ventiquattresima settimana di gravidanza, in attesa del mio secondo figlio la cui nascita è prevista per il mese di maggio.

Nel 2009, all’età di 29 anni, avevo deciso di aderire ad un progetto scolastico che prevedeva lo scambio di insegnanti ed ero pronta a trascorrere un anno in Canada. Prima di partire mi ero sottoposta a degli esami medici di routine, e nello specifico ad una lastra toracica volta a scongiurare la presenza di una tubercolosi. La lastra evidenziò un’ombra sul polmone sinistro.

Mi fu diagnosticato un adenocarcinoma al terzo stadio (IIIA) nel polmone sinistro ed appena due settimane dopo, sotto le feste di Natale, mi sottoposi ad un intervento chirurgico per rimuovere l’intero polmone. L’intervento fu seguito, nel 2010, da16 cicli di chemioterapia e radioterapia. Ho passato un periodo davvero angosciante: mi sentivo in perfetta forma fisica e non avevo mai fumato in vita mia, non avevo mai contemplato la possibilità di ammalarmi di carcinoma polmonare. Non potevo assolutamente credere che tutto questo stesse succedendo proprio a me dal momento che non presentavo alcun sintomo.

La chemioterapia è stata davvero molto dura e mi ha provocato sintomi quali nausea, stanchezza, letargia. Uscire di casa per arrivare fino alla cassetta della posta era davvero un’impresa. Ho tollerato meglio la radioterapia, ma è stato difficile per me imparare a vivere la quotidianità con un  solo polmone, la minima attività fisica mi lasciava senza fiato. Fare i letti, portare le borse della spesa, fare le scale su e giù..ogni singola azione era una vera e propria battaglia. Era come avere ogni volta una specie di attacco di asma, fortunatamente gli amici ed i familiari mi sono stati sempre vicini, motivandomi.

Contro ogni pronostico, nel 2013 ho scoperto di essere in attesa di un bimbo che poi ho dato alla luce: Archie, il nostro piccolo miracolo. Nonostante le difficoltà della gravidanza, vedere per la prima volta mio figlio, a due ore dalla sua nascita, è stata un’esperienza davvero incredibile. Le prime 20 settimane sono stata sempre male, mi sembrava di essere sottoposta alla chemio! Questi sintomi hanno reso la mia gravidanza dolce-amara, spesso ho riflettuto su quanto avessi combattuto per la mia stessa vita mentre ora ero riuscita a far crescere la vita dentro di me.

Non appena io e Luke, mio marito, abbiamo scoperto che saremmo diventati genitori, la nostra prima preoccupazione è stata il travaglio. I medici mi hanno caldamente consigliato il parto cesareo in anestesia generale anziché epidurale. I dottori erano contrari ad un travaglio spontaneo dal momento che non sarei stata in grado di controllare la respirazione, per questo hanno prenotato il cesareo alla trentaseiesima settimana. Il mio bellissimo Archie William è nato di 2,5 kg e di 53 cm. Non appena mi sono ripresa dall’anestesia, sono stata accompagnata in sedia a rotelle alla nursery per vedere il mio piccolo.  Quando ho stretto la sua manina attraverso le sbarre del lettino sono stata pervasa da una sensazione di gioia e completezza. Archie è il nostro piccolo miracolo.

Ormai sono trascorsi sei anni dalla diagnosi di carcinoma polmonare, Archie comincia a gattonare ma la notizia più sorprendente è che a maggio avrà un fratellino, o una sorellina. Dopo le prime 18 settimane di nausee mattutine, adesso sto benissimo. A causa della mancanza di un polmone, tendo a stancarmi molto e posso percorrere soltanto brevi passeggiate, specialmente nella stagione estiva. Diventa sempre più difficile portare Arche in braccio, soprattutto adesso che sta diventando grande, ma quando siamo seduti insieme lo coccolo sempre e spero che questo possa compensare la mia incapacità di portarlo in braccio. Mi si stringe sempre il cuore quando mi chiede di essere preso in braccio ed io sono costretta a dirgli di no. Ovviamente il suo papà è più che felice di farlo al posto mio!

Da 12 mesi a questa parte sto lavorando part-time come insegnante nella quinta classe di una scuola elementare.  Ora posso dire di condurre una vita normale. Dal momento che ho passato il tagliando dei 5 anni, gli oncologi mi hanno detto che non devo più tornare da loro, a meno che non avverta qualche sintomo; continuerò comunque a sottopormi, ogni 2 anni, a delle visite radiologiche per monitorare gli effetti a lungo termine della radioterapia alla quale mi sono sottoposta. Io e Luke viviamo pienamente ogni giorno e pensiamo sempre alla prossima vacanza da prenotare perché entrambi amiamo molto viaggiare. Fortunatamente Archie si dimostra un bimbo molto flessibile che ama visitare posti nuovi. Noosa sarà la nostra prossima meta, un breve viaggio prima che nasca il nostro secondo bimbo.

Cari saluti, Victoria