Lasciati coinvolgere e aiuta gli altri  – La storia di Michael McCarty

Lasciati coinvolgere e aiuta gli altri – La storia di Michael McCarty

Era un giorno caldo all’inizio dell’ agosto 2012 e io ero fuori a correre. Quando mi sono imbattuto in alcuni amici, ho deciso di unirmi a loro. Negli ultimi mesi il mio ritmo di corsa era rallentato e gli allenamenti poco efficaci, ma ho continuato a pensare che mi mancavano semplicemente le motivazioni dopo aver corso una mezza maratona all’inizio dell’estate.
Mentre partivamo tutti e quattro, ho cercato di costringere il mio corpo per impostare un ritmo corretto, ma senza risposta e la situazione mi ha frustrato. Dopo essere rimasto indietro dal gruppo, ho smesso di correre e ho iniziato a camminare. I miei amici erano gentili e cercavano di rassicurarmi sul fatto che il caldo ne fosse la causa. Tuttavia, sapevo che non era così. E meno di una settimana dopo, ho sentito un linfonodo sul lato destro, appena sopra la clavicola.

Dopo le radiografie, le CT e diverse visite mediche, i medici, sapendo che non ero un fumatore e che parevo in buona salute, non pensarono che avessi qualche tipo di infezione polmonare. Così mi inviarono ad uno specialista polmonare per fare una biopsia al linfonodo.

Non dimenticherò mai il giorno in cui mi ha chiamato nel suo ufficio per dirmi che avevo il cancro ai polmoni e che era avanzato. Io e mia moglie lasciammo l’ufficio del dottore e ci sedemmo nelle prime sedie che vedemmo e poi indicai il tasso di sopravvivenza che avevo scritto su un pezzo di carta e iniziai a piangere. Per tutto il mese successivo, fui perso in una nebbia di ansia, paura e rabbia sul motivo per cui questo mi stava accadendo a me, un corridore di 43 anni, un non fumatore per tutta la vita, marito e padre di tre figli. La preghiera sembrava essere il mio unico conforto.

All’inizio mi fu diagnosticato come stadio IIIB (adenocarcinoma del polmone) che divenne rapidamente in stadio IV. I medici mi considerarono incurabile, ma fui in grado di partecipare a un processo al MD Anderson. Dopo 11 dosi di chemio e 38 viaggi al centro del protone, ho ricevuto la gloriosa notizia che ero senza evidenza di malattia. Questo è durato per circa 11 mesi fino a quando sono andato in ospedale con doppia polmonite.

Lì ho scoperto di avere versamento pleurico, versamento pericardico, nove cm di massa nel lobo superiore destro, noduli sul polmone sinistro, tumore canceroso sulla colonna vertebrale, lesioni cancerose negli occhi, alla Pet molti linfonodi si illuminano nel petto, e due di essi spingevano contro l’esofago impedendomi di mangiare.

Ho sofferto tremendamente, con l’ossigeno 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e in un mese ho perso 40 libbre. Il mio oncologo locale mi ha dato pochi mesi di vita perchè il cancro si stava diffondendo rapidamente. Tuttavia, sono stato testato per la seconda volta per la mutazione ALK. Questa volta, sono risultato inequivocabilmente positivo per la fusione di ALK.
Sono stato inserito in uno studio con XALKORI (crizotinib) e in una settimana il mio dolore era sparito, tolsi l’ ossigeno e mi sentivo abbastanza bene da entrare in palestra (anche se solo per un allenamento molto leggero).

In poche settimane, io e la mia famiglia eravamo in vacanza, lodando Dio per quella che chiamiamo la “Pillola Magica”. La mia prima scansione PET non ha mostrato prove della mia malattia e la ultima analisi ha confermato che ero di nuovo senza evidenza di malattia.

I medici mi hanno avvertito che non sono in remissione, ma solo soppressione. Chiamalo come desideri, mi è stato concesso tempo, tempo prezioso, e durante questo periodo, ora di due anni, voglio aiutare a sviluppare consapevolezza sul cancro del polmone e garantire che il cancro ai polmoni riceva finanziamenti equi per ricerca. Attraverso la ricerca si possono sviluppare più farmaci, come il crizotinib, e si spera che forniscano una vera e propria remissione di mantenimento della vita.

Quindi, lasciati coinvolgere e aiuta gli altri a combattere e sconfiggere questa orribile malattia. Possiamo costruire un esercito di sopravvissuti.

Link all’articolo originale di Lung Cancer Alliance