La vitamina B12 in oncologia

La vitamina B12 in oncologia

Buongiorno Dott. Buccheri,
Gradirei la sua opinione in merito a questo quesito.
Per un paziente oncologico che non abbia necessità di assumere vit. B12 ( perché non assume farmaci antitumorali che ne richiedano la somministrazione per limitarne o correggere gli effetti collaterali, e senza anemia o neuropatia periferica) può considerarsi controindicata l’ assunzione prolungata della stessa, ad esempio per contrastare inappetenza o stanchezza?
Infatti, escludendo le motivazioni terapeutiche legate alla necessità di correggere o contrastare alterazioni legate a quanto su indicato, la Vit. B 12 può essere considerata un fattore di crescita da evitare?
La ringrazio
Giacomo Negro

Gentile sig. Negro...

i supplementi di B12 e di folati sono usati, come lei ben sa, per correggere la gravissima -se non corretta medicalmente- inibizione della eritrogenesi indotta dal pemetrexed (Alimta).

Quando tale correzione non è più necessaria, perché il trattamento con Alimta è stato sospeso, tali vitamine vanno dunque sospese (l’organismo è sempre in grado di ottenere, da una dieta equilibrata, tutto ciò di cui ha bisogno fisiologicamente).

B12 e folati non vanno invece sospesi perché promuoverebbero la crescita del cancro: questa è una favola internettiana, senza alcun fondamento scientifico.

Come potrà lei stesso appurare, dando uno sguardo alla mia interrogazione della banca data mondiale di medicina A QUESTO LINK

Come noterà non c’è alcun lavoro scientifico a favore di quella che, per tale ragione, ho definito appunto…una favola.

direttore medicoCordialmente,
Gianfranco Buccheri

 

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