Quali sono gli accertamenti clinici da effettuare per una corretta stadiazione della neoplasia polmonare?

Quali sono gli accertamenti clinici da effettuare per una corretta stadiazione della neoplasia polmonare?

Buona sera, dottore.

Vorrei conoscere qual è l’iter comune che si dovrebbe percorrere per un percorso diagnostico “serio”, intendo quali esami DEVONO essere eseguiti in ogni ospedale, da quello di provincia ad uno di una grande città, dopo la diagnosi iniziale che in genere avviene, raramente tramite radiografia, mediante TAC?

Occorrono sempre risonanza magnetica, pet, broncoscopia e altri?

Ho poi letto che le analisi delle mutazioni devono essere eseguite in ogni caso. Mi domandavo se prima o dopo l’inizio di qualunque tipo di terapia (chemioterapica o radioterapica).
Credo che conoscere ciò a cui un malato ha diritto possa essere utile per tutti.

La ringrazio di cuore se vorrà rispondere.
Cordiali saluti.

Enrica

Gentilissima Enrica...

la ringrazio, innanzitutto, per la questione che mi pone che io riassumerei così:

quali sono gli accertamenti clinici da effettuare per una stadiazione corretta della neoplasia polmonare?

Una precisazione preliminare: classicamente la stadiazione è un po’ diversa se la diagnosi è cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC) o a piccole cellule (microcitoma).  Farò i dovuti distinguo nella elencazione successiva.

Questi, dunque, sono i test per la diagnosi e la valutazione pre-trattamento del tumore del polmone, che vanno richiesti già quando vi è un sospetto forte di tumore:

  • storia clinica ed esame fisico mirati a scoprire i segni latenti della neoplasia;
  • esami di laboratorio di routine, cui suggerirei fortemente di aggiungere la determinazione nel sangue di: CEA, CYFRA 21-1, NSE;
  • broncoscopia con prelievi cito-istologici per il successivo esame patologico;
  • TC del torace, addome superiore e cervello;
  • PET e PFR (prove funzionali respiratorie complete). Ma solo nel caso si tratti di un NSCLC e, dopo la TC, vi sia ancora spazio per un intervento chirurgico di asportazione completa del tumore;
  • determinazione, sul materiale bioptico, della presenza delle seguenti mutazioni: EGFR, ALK, ROS1, BRAF. Tutto questo, ovviamente, a diagnosi isto-patologica avvenuta.  Qui un approfondimento;
  • scintigrafia scheletrica, al posto della PET, in tutti i malati di microcitoma con sintomi ossei o anche del tutto asintomatici ma con TC compatibile con malattia limitata al torace.

Se alcuni di questi accertamenti non vengono assicurati nell’ospedale in cui si è stati ricoverati, è preferibile rivolgersi al centro oncologico specializzato più vicino.

Va detto, poi, che questa la valutazione minima poi può essere ulteriormente arricchita e mirata su specifiche indicazioni clinico-terapeutiche.  Ovviamente, in questo caso, la scelta è estremamente ampia e totalmente affidata al chirurgo toracico/radioterapista/oncologo che prenderà in carico il paziente e la sua malattia.

Spero di esser stato sufficientemente chiaro.

….

direttore medicoCordialmente,
Gianfranco Buccheri

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