Ritardo diagnostico. Quando è davvero troppo?…

Ritardo diagnostico. Quando è davvero troppo?…

Non sono troppi due mesi, dal 27 settembre in cui un rx torace evidenziava un nodulo al polmone al 31 ottobre, in cui una Tac confermava untumore con sospette mts e
linfoadenopatie al mediastino e al fegato, ed il successivo iter ora diagnostico (ecografia addominale, broncoscopia con prelevamento nudulo tracheale e di liquido
per biopsia, più PET che si è  protratto fino al 24 novembre. E dopo?
Cordiali saluti
Gabriella Crovetti

Cara ...

Effettivamente, direi di sì. Anche perché’, da quel che mi pare di capire, la storia non è ancora finita: manca  l’apporto dell’anatomo patologo per la caratterizzazione istologica e lo studio dei marcatori tumorali genetici, e, soprattutto, quella dei clinici che dovranno decidere il programma terapeutico.

Se si tien conto che il tempo di raddoppiamento di un tumore al polmone varia da 33 giorni a oltre 200, con una media di 80-90 giorni, nei tre mesi che serviranno a completare davvero l’iter diagnostico, potrebbe essere persino avvenuto un raddoppiamento del volume tumorale!..

Una vera vergogna: a volte si ha l’impressione che i medici non si rendano conto dell’importanza del ritardo terapeutico nel risultato finale della loro azione!

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

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