E’ fattibile una chemioterapia ad un solo farmaco?…

E’ fattibile una chemioterapia ad un solo farmaco?…

Buongiorno, per curare un adenocarcinoma in recidiva (senza mutazione di sorta) è possibile usare un solo chemioterapico? ad esempio solo cisplatino?
un caro saluto e grazie per l’attenzione
Enza

Cara Enza...

Vorrei innanzitutto premettere che col termine chemioterapia si indica la somministrazione orale o endovenosa di farmaci anticancro che agiscono in maniera sistemica (cioè in tutto il corpo). Tali farmaci uccidono le cellule che si dividono rapidamente, come le cellule tumorali. In pratica, interferiscono con il ciclo di divisione delle cellule provocando danni irreparabili. Purtroppo però finiscono con il colpire anche alcune cellule normali come le cellule del sangue, della pelle, dei peli e dei capelli, e quelle che rivestono la bocca e l’intestino. I programmi di chemioterapia variano a seconda delle necessità del singolo paziente. Per ogni soggetto, il medico elabora un piano di cura (protocollo) che tiene conto del tipo e dell’estensione del cancro nonché dello stato di salute generale del malato (https://www.alcase.eu/wp-content/uploads/2016/01/appunti-per-pazienti-e-famigliari.pdf).

La chemioterapia ha le seguenti caratteristiche:

■ è di solito effettuata mediante somministrazione di due o tre farmaci (direttamente in vena o diluiti in soluzioni iniettabili per fleboclisi). Più raramente, può essere limitata alla somministrazione di un unico farmaco (o monochemioterapia) o, all’opposto, comporsi di un cocktail di molti farmaci (6 o più);

■ è spesso preceduta da altre fleboclisi di soluzioni saline o glucosate che servono ad assicurare l’idratazione del paziente e la somministrazione dei vari “antidoti” (per cui il paziente spesso conta 5 o 6 “flebo” quando quelle contenenti la “chemio” sono due o al massimo 3);

■ viene tutta somministrata nello stesso giorno (ma anche in due o tre giorni di seguito, o settimanalmente) secondo uno schema ben preciso, sempre identico e ripetitivo, da cui il nome di terapia ciclica o, nel linguaggio comune “cicli di chemioterapia”;

■ viene sempre preceduta da una visita accurata e da esami di laboratorio in cui si determina il livello ematico dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine (oltre ad alcuni indici biochimici) per verificare che la tossicità intrinseca del farmaco sia stata superata;

■ viene ripetuta un certo numero di volte (di solito 4 volte), prima di effettuare un con- 25 trollo approfondito dello stato di malattia (ristadiazione);

■ viene continuata o sospesa in rapporto alla sua efficacia (dimostrata in corso di ristadiazione), ma anche tenendo conto della eventuale tossicità, della tolleranza soggettiva e della volontà del paziente (infatti la chemioterapia è un trattamento assai impegnativo, oltre che costoso, e non può esser somministrato se il paziente non è del tutto consenziente).

Più in particolare, la monochemioterapia è l’opzione terapeutica principale in almeno due condizioni. La prima è la seconda linea di trattamento chemioterapico e viene quasi sempre effettuata con il Taxotere (o Docetaxel: (https://www.alcase.eu/effetti-collaterali-chemioterapici/).  La seconda condizione si realizza in caso di età avanzata del paziente o di condizioni cliniche generali un pò scadute per una terapia piena a due farmaci, ma ancora accettabili per tentare una chemioterapia più leggera. In questo secondo caso si può usare ancora un taxano (taxolo o taxotere) o la vinorelbina; mentre il cisplatino da solo non è mai usato perché piuttosto tossico.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

GIANFRANCO BUCCHERI

Leave a Reply

Your email address will not be published.