Cosa dopo l’Iressa?

Cosa dopo l’Iressa?

Buonasera dottore, mia mamma sta prendendo l’ Iressa… forse tra circa tre mesi o (spero) forse più, perderà efficacia. L’ oncologo (al San Matteo di Pavia) mi ha detto che il Nivomulab non va bene per i pazienti con EGFR mutato.

IressaQuindi abbiamo una possibilità di cura in meno? Cioè abbiamo ancora tre mesi di speranza con iressa.

Mia mamma prende iressa dal settembre scorso. Ha 78 anni, purtroppo si trova in un quarto stadio grave, con pesanti interessamenti ossei, colonna, bacino… ma da ottobre fino a febbraio siamo andati molto bene, usava pochissimo l’ossigeno, mangiava e cominciava anche ad andare fuori. Ma dall’inizio di marzo cambino tante cose, ha fatto lo zometa e da quel momento acqua nei polmoni, già tolta e di colore giallo, ma fatica a respirare. spero sia solo dovuto a questi inconvenienti. Sempre a marzo tac che non promette bene. La ringrazio e la saluto.

Riccardo Berzero Taccone <ric.tac@libero.it>

Caro Riccardo...

mi sembra che ti abbiano dato delle informazioni non del tutto corrette o, forse, i tuoi medici non sono stati molto espliciti e tu non hai ben afferrato il concetto…

Intanto, oltre l’Iressa (considerato inibitore-EGFR di 1° generazione) vi sono altre classi di inibitori.  In particolare quelli di terza generazione (Rociletinib, AZD9291…) funzionano quasi sempre, anche quando compare la refrattarietà agli inibitori di 1° generazione (come sembra essere il caso di tua mamma).  Poi c’è la chemioterapia, che, quando possibile, dà anch’essa percentuali di risposta obiettiva piuttosto buone (anche nel 50% dei casi e più).  Infine, l’immunoterapia (con Nivolumab o altro anti-PD1) è un’arma preziosa ed efficace, e non è vero che non possa esser fatta in pazienti EGFR positivi che non siano più responsivi ad alcun inibitore EGFR.

In conclusione, sulla carta almeno, ci sarebbero diverse possibilità terapeutiche ancora da sfruttare… Ovviamente, ogni caso è a sé e solo i medici che conosco bene la sua situazione clinica della tua mamma, possono dirti cosa esattamente fare.

direttore-medico-firmaCordialmente,

Gianfranco Buccheri

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