Ozonoterapia per il cancro al polmone: qual è l’evidenza scientifica a supporto?…

Ozonoterapia per il cancro al polmone: qual è l’evidenza scientifica a supporto?…

Buongiorno dottore,
sono stata operata nel febbraio 2014. Lobectomia inferiore sinistra per adenocarcinoma polmonare. Stadio Ia. Lo scorso anno, la scoperta di metastasi linfonodali e nel parenchima di entrambi i polmoni. IV stadio. Sono arrivata al 15° ciclo di chemioterapia (4 cisplatino + pemetrexed, i restanti di “mantenimento” con il solo pemetrexed). Al momento la  malattia è ferma. Fin dall’inizio ho cercato di abbinare terapie di supporto che mi permettano di affrontare meglio la chemio e di ridurre gli effetti collaterali. Da circa tre mesi sto effettuando due sedute settimanali di ozonoterapia (per insufflazione rettale). Ho preferito questa forma considerando troppo invasiva la “grande emotrasfusione”. Finora i benefici, in termini di energie, sono evidenti. Dopo ogni seduta ho sicuramente più forze, e talvolta anche effetti positivi sull’umore.
Facendo ricerche sul web ho trovato pareri discordanti. Da chi considera l’ozonoterapia una sorta di panacea per tutti i mali (cancro compreso…) a chi ritiene sia totalmente inutile. I medici che mi seguono credono sia efficace, oltre che per contrastare gli effetti collaterali della chemio, anche per rafforzare il sistema immunitario.
La domanda: Ci sono studi che valutano l’efficacia della terapia? Ci sono controindicazioni o rischi?
E ancora. In un post facebook della dott.ssa Luongo di Napoli si legge: “Un’associazione interessante è OZONO e CANNABIS. Si è visto che la cannabis lavora in sinergia con l’ossigeno ozono terapia bloccando il TRMP8 responsabile delle metastasi”. Ci sono studi che convalidano questa affermazione?

Grazie e buon lavoro!

paola

Cara Paola...

Devo riconoscere che non ho mai sentito parlare di “Ozonoterapia, o Ossigeno Ozonoterapia”, in particolare nell’interscambio professionale che coltivo con altri medici esperti di cancro del polmone.  Eppure continuo a frequentare i vari congressi mondiali sul cancro del polmone, e così farò col prossimo che avrà luogo ad Yokohama in Giappone….  Ma anche a livello di letture, non ho mai incontrato alcun lavoro, indicizzato nella letteratura medico-scientifica internazionale, che ne parlasse.

Prima di risponderti, comunque, mi son voluto meglio documentare.

Premetto che per me, e per molti altri medici come me, è giusto, doveroso, ed etico consigliare un trattamento SOLO quando vi sono convincenti prove scientifiche che quel trattamento è più efficace e/o meno tossico della terapia riconosciuta come “gold standard”.   O, in mancanza di trattamenti approvati, quando i dati scientifici dimostrano un effetto indiscutibilmente benefico rispetto al non trattamento o, meglio, rispetto al placebo.  In pratica, intervengo come medico quando sono certo che il mio intervento sarà benefico.  Nel dubbio (la frase “tanto non fa male” non fa parte del mio vocabolario), mi astengo.   Ho già discusso alcune di questioni etico-professionali e il senso della medicina basata sulle evidenze in un vecchio post che ti suggerisco di leggere.

Con questa “forma mentis” (che penso mi accompagnerà per il resto della mia vita..), sono andato a vedere cosa dicono di se stessi i medici che la fanno l’ozonoterapia quando si presentano al pubblico attraverso la loro società organizzativa: http://www.ossigenoozono.it/.

Ciò che mi ha profondamente colpito è stata la incredibile varietà di applicazioni della cura:

dalla home page del sito www.ossigenoozono.it

Normalmente si dice (ed io ne sono convinto) che quando una cura funziona in tutte le malattie, anche le più diverse fra loro, è un perfetto placebo.  Perché non agisce su un preciso meccanismo di malattia (due o tre malattie possono certamente avere lo stesso meccanismo patogenetico, ma non così tante), mentre l’attesa di un beneficio da parte del paziente -da cui deriva poi l’effetto placebo- è universale.

Sono poi andato a guardare su PubMed (la banca dati mondiale per la letteratura medica) e ho lanciato la ricerca “lung Cancer Ozone Therapy”.   Mi sono stati restituiti 32 lavori pubblicati su riviste sconosciute (come si dice ad “Impact factor” vicino all zero, lavori contraddittori fra loro, alcuni negativi, e quasi tutti basati su analisi pre-cliniche *). Facendo altre ricerche, ho trovato qualcosa di meglio, ma non nel cancro del polmone, da titolo:” Ozone Therapy for Tumor Oxygenation: a Pilot Study“.  Qui alcuni ricercatori spagnoli dimostrano (ma lo studio è piccolissimo e andrebbe ripetuto da ricercatori indipendenti, come gli autori stessi precisano definendo il loro uno studio pilota) che i tumori ipossici diventano meno ipossici se sottoposti all’ozono.  La correzione dell’ipossia è una premessa (non una prova) per una migliore risposta alla chemio-radioterapia.

A questo punto, ho desistito e ho deciso di non approfondire le sotto questioni che mi poni.  Anche per queste non avrei trovato nulla su PubMed, ma solo sui siti che raccolgono tutto quello che passa per la testa ai medici che credono all’ozonoterapia (non certo razionalmente, forse emotivamente, ma più spesso per guadagnarci su).

Se fossi al tuo posto non farei alcuna ossigeno ozonoterapia, né la consiglierei a un mio caro.

Mi spiace non di non aver potuto risponderti come avresti desiderato…ma la mia coscienza non ha prezzo (neanche se il prezzo è quello di dare un piccolo dispiacere a una mia carissima amica!).

Un abbraccio,

Gianfranco Buccheri

(*)  se uno lanciasse una ricerca su PubMed riguardante cancro del polmone e alimta (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=lung+cancer+pemetrexed), gli verrebbero restituiti oltre 1700 lavori di grande qualità…

GIANFRANCO BUCCHERI

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