Mai rinunciare alla oncologia ufficiale

Mai rinunciare alla oncologia ufficiale

Scrivo per ringraziare una cara amica della comunity di malati di ALCASE Italia “Sconfiggiamo il cancro del polmone” per aver condiviso con tutti noi un suo dolore profondo e terribile che l’ha segnata nell’animo.

Il gruppo, riservato solo a malati e caregivers, è un luogo di sostegno, di condivisione, di informazione e di scambio di esperienze, anche un luogo di empatia dove nascono belle amicizie tra persone che si comprendono e si aiutano a vicenda.

Un giorno si parlava di medicina complementare che potesse attenuare la tossicità della chemioterapia. Sono state citate strutture di eccellenza in cui sono stati attivati, in collaborazione con il team oncologico, dei percorsi che prevedono agopuntura, omeopatia e fitoterapia come mezzi terapeutici paralleli per ridurre gli effetti collaterali delle terapie oncologiche validate.

La medicina complementare, suggerita dall’equipe medica che ha in carico il paziente, sembra poter ridurre alcuni effetti collaterali delle terapie oncologiche ed essere utile anche per alleviare stress e ansia.

Tutti noi siamo sempre alla ricerca di consigli o di esperienze diverse per lenire gli effetti delle terapie che spesso sono pesanti.
Quindi il dibattito e le varie idee si incrociavano con vivacità.
Poi è arrivata lei, G.A, con due storie strazianti.

Nei primi giorni di marzo ho accompagnato al cimitero una mia cara amica: cancro al seno e metastasi al polmone. Consigliata da incontri fatti in internet sulla “micidialita” della chemio che le avevano proposto pre intervento, ha cominciato a cercare su Google e si è iscritta in tante chat di cure alternative.
Nessuno è riuscito a convincerla di tornare alla medicina ufficiale.
Ha speso vagonate di soldi perché “ammazzarsi” in questo modo non è gratis o quasi…..costa.
Era seguita da un medico radiato dall’ordine. E non dico altro.

Ma non basta. Il 20 maggio 2018 mi ha lasciato mia nipote: tumore al seno, si curava con il metodo Hammer.
Anche lei aveva un bel giro di medici. Uno di questi lei lo definiva il suo Guru…..che non le ha più risposto al telefono nel momento in cui la situazione è precipitata.
Lei è morta con l’angoscia di averlo deluso .
Aveva 50 anni, bella come il sole, parlava quattro lingue e viveva in un ambiente acculturato .
Questa malattia l’aveva nascosta a tutti, ma quando il tumore si è metastatizzato alle ossa e il costato ha ceduto, lei diventata gobba, piegata in due ed il dolore diventato insopportabile, ha svelato il segreto alla famiglia.
L’hanno caricata a forza in macchina e portata presso un centro oncologico d’eccellenza
Mi ha raccontato di essere stata accolta da un professore che in modo severo ma paternalistico le ha fatto presente che era arrivata tardi ma si poteva fare ancora qualcosa, non presso quel centro ma nel locale ospedale. Questo le ha tolto la fiducia. Credo lei abbia informato il suo Guru il quale le ha concesso una sola parte della chemio prescritta.
Ha vagato di ospedale in ospedale fino a che ha trovato una oncologa che, forse per pietà, ha fatto quello che lei chiedeva.
E così se ne è andata.

Noi tutti sappiamo che la cosiddetta medicina alternativa fa riferimento a un variopinto e disomogeneo sistema di pratiche che promettono la guarigione senza chemio e terapie convenzionali da ogni forma di cancro, ma che non sono valicate con metodi scientifici e che purtroppo risultano inefficaci, pericolose e spesso letali. E chi è informato ed in contatto con organizzazioni preposte al supporto e all’informazione ai malati, lo sa e ne sta ben lontano…

Tuttavia all’inizio della diagnosi, nel periodo più terribile in cui il paziente è spaventato, solo, senza informazioni e teme tutto ciò che fino ad allora gli pareva un mondo oscuro e minaccioso. E’ comprensibile che, se incontra qualcuno che gli assicura di poter guarire dal cancro con mille piante o col bicarbonato, o con astruse diete e addirittura con il controllo della mente, si affida completamente a lui, venditore di veleno e morte, senza etica né dignità, privo di umanità e con l’unico obiettivo di arricchirsi, lo segue e rinuncia, senza rendersi conto dei gravissimi rischi a cui si espone, alla medicina ufficiale che prevede, sulla base di seri e innumerevoli studi scientifici , clinici e sperimentazioni, cicli di chemioterapia, di radioterapia e anche delle ultime scoperte sui farmaci per la terapia mirata.

Mi auguro che il mio scritto arrivi a tanti tanti malati perché non si fidino del primo che incontrano, che non rinuncino alla oncologia ufficiale e che cerchino dei centri di eccellenza e delle organizzazioni specifiche per la loro neoplasia.

Mi unisco all’amica G.A nel dire con convinzione “Sono stata prolissa ma, se potessi aprire gli occhi ad un solo malato, non avrei scritto invano.”

Agata

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