Immunoterapia e microcitoma

Immunoterapia e microcitoma

Articolo su OncLive del 16 aprile 2016 con intervista video al dott. Raffaele Califano, consulente in oncologia medica presso l’Christie NHS Foundation Trust e University Hospital di South Manchester.

Si parla delle possibilità dell’immunoterapia per il trattamento del cancro del polmone a piccole cellule (SCLC) o microcitoma.

Il testo è stato tradotto ed il video sottotitolato da Eletta Feltrin

Lo studio clinico Checkmate 032 ha indagato l’utilizzo del Nivolumab in gruppi di pazienti ai quali era somministrato sia come mono-terapia che in combinazione con l’Ipilumab a diversi dosaggi. Dopo 4 cicli si è continuato con il solo Nivolumab di mantenimento. In sintesi, i pazienti hanno ottenuto risultati sorprendenti. Il Nivolumab in monoterapia ha ottenuto un tasso di risposta del 18%, mentre per il Nivolumab in combinazione con Ipolumab il tasso di risposta è stato del 30% e il tasso di controllo della malattia ha raggiunto il 60%.
Il farmaco è stato ben tollerato e gli effetti collaterali hanno rispecchiato gli effetti collaterali riscontrati in altri studi clinici per il SCLC.
Sulla base di questi risultati, si stanno aprendo molti studi in cui si testa il Nivolumab in seconda linea versus il Topotecan. Ma ci sono anche degli studi clinici sul Nivolumab come farmaco di mantenimento.
Il Pembrolizumab è stato testato nello studio Keynote 028 come singolo agente fino a progressione di malattia, o tossicità inaccettabile fino a due anni di trattamento. In questo studio i pazienti sono stati selezionati sulla base della positività al PDL1 e la valutazione della positività al PD-L1 fu fatta in base allo standard MAC (Monoclonal Antibody Clone). Il tasso di risposta è stato abbastanza alto, il 30% ed il farmaco è stato ben tollerato.
Anche sulla base di questi risultati preliminari, si sono aperti nuovi studi clinici sul Pembrolizumab in associazione allo standard Platino-Etoposide in prima linea che come terapia di mantenimento.
Penso che dobbiamo essere entusiasti di questi risultati perché nel trattamento del microcitoma non sono stati sviluppati nuovi farmaci anticancro negli ultimi 20 anni, se escludiamo l’Amrubicina che non è stata approvata né in America né in Europa. Abbiamo davvero bisogno di nuove cure che possano aiutare i pazienti ad ottenere buoni risultati e penso che questi farmaci possano davvero cambiare il corso naturale della malattia.

Leave a Reply

Your email address will not be published.