Conseguenze globali della pandemia da COVID-19 per l’oncologia

Conseguenze globali della pandemia da COVID-19 per l’oncologia

 

L’emergenza da coronavirus danneggia direttamente i pazienti di cancro al polmone. E  per tanti motivi, fra cui la maggiore gravità del decorso dell’infezione nel caso ne dovessero essere colpiti e la possibilità che i loro trattamenti siano annullati, posticipati, o ridotti a causa del dirottamento di molte delle risorse mediche alla cura dei malati di COVID-19…  E noi di ALCASE ce ne occupiamo tutti i giorni e facciamo un gran lavoro perché queste conseguenze negative siano attutite il più possibile:

Ma esiste un altro modo, più subdolo e forse di maggiore impatto, certamente ad effetto prolungato nel tempo, con cui l’attuale pandemia influenzerà negativamente l’oncologia in generale e, più specificamente, le possibilità di migliorare gli attuali standard di cura del cancro del polmone (oggi largamente insufficienti).  Si tratta dell’effetto di blocco sulla ricerca di nuovi farmaci innovativi e sulla circolazione delle conoscenze.

Siamo stati colpiti da questo editoriale dell’autorevole rivista britannica “The Lancet Oncology”, che offre una visione globale delle preoccupazioni che percepisce il mondo della ricerca medica e ve lo proponiamo con una traduzione italiana molto fedele all’originale.

Qui il link all’originale inglese per chi non ha problemi di lingua: https://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(20)30175-3/fulltext

EMERGENZA CORONAVIRUS

COVID-19: conseguenze globali per l’oncologia

The Lancet Oncology

Pubblicato: aprile 2020

Mentre la pandemia del coronavirus 2019 (COVID-19) si intensifica e i paesi fanno fatica a contenere il virus, i sistemi sanitari sono sotto pressione crescente. I reparti di emergenza e le unità di terapia intensiva si stanno avvicinando al punto di rottura e le risorse mediche vengono dirottate per affrontare la crisi. Inoltre, le conferenze vengono annullate e gli studi di ricerca si stanno arrestando. Cosa significa COVID-19 per i pazienti con cancro, i loro medici e , più in generale, per la disciplina oncologica?

I pazienti oncologici sono malati ad alto rischio in corso di pandemia da COVID-19. Sono già vulnerabili alle infezioni a causa della loro malattia di base e spesso per lo stato immunosoppresso, e sono a maggior rischio di sviluppare gravi complicazioni da virus, tra cui l’ammissione in unità di terapia intensiva o persino la morte. Inoltre, per coloro che sviluppano COVID-19, verrà data la priorità al trattamento della malattia infettiva e ulteriori terapie per il cancro potrebbero essere ritardate, sebbene tali decisioni debbano essere prese su una base individuale e non sulla base dei primi parziali rapporti pubblicati nelle prime settimane della pandemia (che indicherebbero la necessità di trattare prima sempre l’infezione virale). I media hanno riferito che i pazienti affetti da neoplasie nelle città in quarantena non sono in grado di recarsi agli appuntamenti o hanno difficoltà a ottenere medicine essenziali; il rischio di interruzioni nelle catene di approvvigionamento dei farmaci e le conseguenti carenze aggraveranno questo problema. Le operazioni programmate, alcuni tipi di cure per il cancro e gli appuntamenti vengono annullati o rinviati per dare priorità ai letti d’ospedale e prendersi cura di coloro che sono gravemente malati di COVID-19. In Inghilterra, Regno Unito, nonostante il budget del 2020 prometta diversi miliardi di sterline di finanziamenti extra per il SSN, al fine di combattere l’epidemia, quando i casi di COVID-19 raggiungeranno il picco nelle prossime settimane, il sistema sanitario nazionale sarà senza dubbio costretto a ritardare i trattamenti e gli interventi non urgenti man mano che le risorse e il personale verranno riprogrammati.

Sfortunatamente, gli effetti di COVID-19 non si limitano esclusivamente al trattamento dei malati di cancro, ma colpiranno tutta la comunità oncologica, con inevitabili conseguenze per la ricerca, l’educazione e la collaborazione. I campus universitari nei paesi più colpiti si sono chiusi e molti altri potrebbero farlo nei prossimi giorni. Alcune delle istituzioni universitarie colpite, tra cui l’Università di Bologna, per alleviare l’impatto sui loro programmi educativi, hanno risposto digitalizzando l’insegnamento e spostando gli esami online. Tuttavia, tali soluzioni non possono essere utilizzate per attività pratiche di laboratorio o studi sul campo e i progetti di ricerca in corso vengono messi a repentaglio. Risorse e capacità limitate costringeranno le istituzioni a decidere a quali studi clinici dare priorità e quali sospendere. Molte istituzioni, tra cui il Dana Faber Cancer Institute (Boston, MA, USA) stanno limitando i viaggi legati al lavoro dei dipendenti, e altre come il Fred Hutchinson Cancer Research Center (Seattle, WA, USA – una delle città statunitensi maggiormente colpite) ) stanno implementando politiche di lavoro da eseguirsi a domicilio. Tuttavia, non tutti i centri nelle regioni interessate hanno politiche simili e tale eterogeneità potrebbe creare squilibri nelle coorti di pazienti in studi multicentrici, influenzando potenzialmente i risultati.

Con alcuni governi che sconsigliano o vietano i viaggi non essenziali e gli eventi su larga scala, almeno otto importanti riunioni e conferenze sul cancro sono state cancellate o rinviate e molte altre dovrebbero seguire la stessa sorte. Di conseguenza, si perderanno innumerevoli opportunità di discussione e collaborazione, le ultime ricerche non verranno presentate e i pazienti subiranno il danno derivante dal ritardo della diffusione delle informazioni ai loro medici sugli ultimi, più efficaci trattamenti.  Sebbene alcuni congressi verranno organizzati per svolgersi online, gli incontri faccia a faccia sono un aspetto cruciale della scienza di gruppo e non possono essere eliminati completamente. Inoltre, le società e le organizzazioni che rinviano o annullano le riunioni dovranno probabilmente affrontare conseguenze finanziarie che potrebbero avere effetti a lungo termine sulla loro capacità di finanziare attività chiave in futuro. L’American Society of Clinical Oncology — che al momento della stesura del presente documento non aveva ancora deciso in merito al proprio incontro annuale per il 2020 — faceva affidamento su una cifra di 43 milioni di dollari di entrate provenienti dall’istruzione e dalle tasse di registrazione nel 2018. Per le società più piccole che si affidano ai loro incontri annuali finanziariamente, le cancellazioni potrebbero minacciare la loro esistenza.

Con la situazione in costante cambiamento, tutto ciò che possiamo fare per ora è guardare, aspettare e adattarci nel miglior modo possibile fino a quando gli effetti immediati e a lungo termine di questa pandemia si materializzeranno completamente. In definitiva, la situazione potrebbe portare a cambiamenti sostanziali nel modo in cui la ricerca e la medicina saranno praticate in futuro, come la riduzione dei viaggi internazionali e l’aumento delle reti remote e della telemedicina. Fino alla fine della pandemia di COVID-19, possiamo solo sperare che le conseguenze non siano troppo devastanti per i pazienti e che la comunità oncologica sia in grado di resistere a questa tempesta senza precedenti.

Boves, 4-4-20

direttore medico

Gianfranco Buccheri


"Come per il cancro al seno e del colon, è giunto il momento di attuare programmi globali di screening del cancro del polmone, salvando così la vita di innumerevoli individui."   

 

Dichiarazione ufficiale dell'International Association for the Study of Lung Cancer (IALSC)