Terapie adiuvanti e neoadiuvanti: indicazioni e opzioni di trattamento

Terapie adiuvanti e neoadiuvanti: indicazioni e opzioni di trattamento

CONTESTO

Circa il 30% dei pazienti con cancro del polmone non a piccole cellule (Non-Small-Cell Lung Cancer o NSCLC, in inglese) ha una diagnosi di malattia abbastanza precoce da poter essere Terapia adiuvante-e neoadiuvantesottoposto a intervento chirurgico con intento radicale. Tuttavia, la recidiva è ancora frequente, anche nella malattia agli stadi iniziali. Storicamente, circa la metà dei pazienti con tumore di stadio I-II e tre quarti dei pazienti di stadio III presentano una recidiva di malattia a cinque anni dall’intervento. Il trattamento precoce del carcinoma polmonare può aiutare a prevenire le recidive.
Le strategie terapeutiche farmacologiche nel tumore potenzialmente operabile procedono su due fronti:
1. trattamento neoadiuvante, che si inizia prima della chirurgia e che permette interventi più brevi, meno invasivi ed estesi senza aumentare il numero di complicazioni, finendo per migliorare la prognosi;
2. trattamento adiuvante, quando l’intervento chirurgico viene seguito da una modalità terapeutica aggiuntiva per migliorarne l’efficacia terapeutica.

Ci sono novità importanti, che emergono dai risultati iniziali della combinazione di immunoterapia e chemioterapia, per la sopravvivenza libera da malattia e globale.

Terapia neoadiuvante: lo studio di fase 3 CheckMate-816
La combinazione nivolumab (immunoterapico anti PD-1) e chemioterapia nel trattamento neoadiuvante riduce dell’80% le recidive in pazienti resecabili con tumore al polmone in stadio iniziale (da stadio IB a IIIA).  Vi è un netto miglioramento del tasso di risposta patologica completa (24% vs 2% per la sola  chemioterapia).  E globalmente, è possibile ottenere una importante regressione tumorale preoperatoria.

Terapia adiuvante: lo studio di fase 3 IMpower010
La combinazione di atezolizumab (immunoterapico anti PD-L1) e chemioterapia, dopo resezione completa del tumore, ha ridotto il rischio di recidiva o di morte del 57% nel sottogruppo di pazienti in stadio II-IIIA, espressione di PD-L1 ≥50% e assenza di mutazioni attivanti EGFR o ALK, rispetto alla sola terapia di supporto.  In più, ha determinato un miglioramento significativo del dato di sopravvivenza globale con una diminuzione del 31% del rischio di morte e con oltre il 60% dei pazienti vivi a 1 anno.
Terapia adiuvante: lo studio di fase 3 ADAURA
Studio su osimertinib (inibitore delle tirosin-chinasi, approvato da AIFA e rimborsabile) utilizzato nel trattamento adiuvante come standard di cura per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule EGFR-mutati in stadio IB-IIIA, dopo resezione chirurgica. Si è osservato un rischio di recidiva ridotto fino al 77% ed è praticamente raddoppiata, rispetto al placebo, la percentuale di pazienti vivi e liberi da malattia a 4 anni, che è risultata del 70-73%, rispettivamente.

Fonte:  Esanum, network di informazione fatto da medici per i medici


 

Gent.le Dott.re,

a seguito screening RISP a mia madre hanno riscontrato nodulazioni polmonari multiple, 1 nodulo GGO lobo sup. sx 1,5×1,5×1,7 mm e 5 noduli solidi lobo inf. dx dai 64 ai 617 mm2 alcuni spiculati ed altri no che potrebbero essere di natura infiammatoria, la PET capta solo il GGO.
Hanno provato ad eseguire una specie di broncoscopia CBCT ma con la mini sonda non sono riusciti ad effettuare la biopsia; pertanto hanno ritenuto in multidisciplinare di eseguire resezione atipica (pleurotomia di circa 5 cm).
La diagnosi istologica è adenocarcinoma mucinoso mediamente differenziato, infiltrante stadiazione c 1Tb N0 M0 – IA2 asportato al polmone sx in quadro di multinodularità allo screening.
Non si osserva invasione linfovascolare. La pleura sovrastante ed il margine di resezione risultano indenni. Linfonodo stazione 5 reattivo.
Nel restante parenchima si osservano focolai di iperplasia adenomatosa atipica ( e qui mi preoccupo e molto !).
Il pneumologo afferma che con stadio 1A i protocolli non prevedono chemio o immuno adiuvante e non è prevista l’analisi NGS, farà una tac di controllo a 3 mesi.
Le premetto che mio padre è deceduto a settembre 2022 per tumore polmone IV stadio diagnosticato ad aprile 2022, non c’è stato nulla fare: aveva sempre polmonite, infezioni ed un muco insopportabile, è stato molto tempo ricoverato. L’istologico è il medesimo di mamma e so che il “mucinoso” non risponde molto alle cure.
Potrebbe consigliarmi quale potrebbe essere il percorso migliore da intraprendere, sono molto preoccupata per le recidive.
La ringrazio e la saluto cordialmente.
Liliana

Gentile sig.ra Liliana...

i tumori polmonari in stadio molto precoce, come quello descritto, non necessitano di terapie aggiuntive, se non che di periodici controlli.

Nel nostro Istituto effettuano ugualmente i test in NGS, avendo dei programmi sperimentali in corso.

Tali test, tuttavia, non sono indicati nella pratica clinica al di fuori di sperimentazioni.

 

oncologia polmonare

Cordialmente

Federico Cappuzzo MD
Director Oncology and Hematology Department

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