Reazioni avverse da Pembrolizumab

Reazioni avverse da Pembrolizumab

CONTESTO:

Reazioni avverse da PrembrolizumabReazioni avverse da Pembrolizumab.  La maggior parte delle reazioni avverse da pembrolizumab che si sono manifestate durante il trattamento col farmaco è risultata reversibile interrompendo pembrolizumab e iniziando corticosteroidi e/o cure di supporto. Sono state osservate reazioni avverse immuno-correlate che hanno interessato più di un sistema/apparato dell’organismo. Le reazioni avverse immuno-correlate con pembrolizumab possono manifestarsi dopo l’ultima dose di pembrolizumab. In caso di sospette reazioni avverse immuno-correlate, deve essere effettuata una valutazione completa per confermarne l’eziologia o escludere altre cause. In funzione della severità della reazione avversa, pembrolizumab deve essere sospeso e devono essere somministrati corticosteroidi. Quando si osserva un miglioramento a un grado ≤ 1, la dose di corticosteroidi deve essere ridotta progressivamente nell’arco di ≥ 1 mese. In base a dati limitati emersi negli studi clinici condotti in pazienti in cui non è stato possibile controllare le reazioni avverse ricorrendo a corticosteroidi sistemici, si può valutare la somministrazione di altri immunosoppressori sistemici. (da scheda tecnica EMA).



Stim.ma dott.ssa,

vorrei sapere se il Pembrolizumab può provocare dolore ai tendini e se, interrompendo le infusioni e assumendo cortisone, il dolore sparisce.

La ringrazio

Lorella

Gentilissima Lorella...

il Pembrolizumab come gli altri medicinali nella sua categoria (inibitori dei check points), può provocare reazioni avverse proprio a causa dell’attivazione immunitaria e dell’infiammazione indotta da questi farmaci che possono colpire quasi tutti gli organi, in particolare il sistema muscolo-scheletrico.

Un dolore ai tendini può quindi essere un effetto collaterale del Pembrolizumab. L’utilizzo del cortisone, potrebbe alleviare questi sintomi. Tuttavia, il cortisone essendo un potente anti infiammatorio, potrebbe sopprimere la risposta immunitaria e quindi interferire con l’ immunoterapia in corso. Proverei a parlare dei sintomi con l’ oncologo. Magari prima di utilizzare il cortisone, potrebbe provare con anti dolorifici da banco quali paracetamolo o ibuprofene, sempre dopo aver consultato il suo medico.

Saluti,

Dott.ssa Virginia Castiglia

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