Dosaggi immunoterapici

Dosaggi immunoterapici

CONTESTO

Dose abituale di Pembrolizumab per adulti per il cancro del polmone non a piccole cellule in

MONOTERAPIA :
200 mg EV in 30 minuti ogni 3 settimane fino alla progressione della malattia, tossicità inaccettabile, o fino a 24 mesi

oppure

400 mg EV in 30 minuti ogni 6 settimane fino alla progressione della malattia, tossicità inaccettabile, o fino a 24 mesi

TERAPIA DI COMBINAZIONE :
200 mg IV in 30 minuti ogni 3 settimane fino alla progressione della malattia, tossicità inaccettabile o fino a 24 mesi

oppure

400 mg IV in 30 minuti ogni 6 settimane fino alla progressione della malattia, tossicità inaccettabile o fino a 24 mesi

Fonte:  Drugs.com (‘enciclopedia farmaceutica online che fornisce informazioni sui farmaci per i consumatori e gli operatori sanitari)


Buongiorno, Dottoressa.
vorrei sapere della differenza di somministrazione di Pembrolizumab

embrolizumab da 200 mg a 400 mg.
Oltre la quantità che varia e il tempo di riposo, per quale motivo si sceglie di fare la doppia dose?
Mio padre è affetto da adenocarcinoma polmonare IV con metastasi cerebrali con Pdl1 >50
Ha già fatto 5 cicli di immunoterapia con pembrolizumab con 200mg.
E l’oncologo gli ha detto che, se vuole, dopo la tac total body se il tumore sta regredendo, potrà fare la dose di 400 mg ogni 6 settimane per 3 o 4 mesi.
Non capisco il perché dovrebbe cambiare quantità.
Vorrei avere più informazioni a riguardo.
Grazie mille per quello che fate.
Marisa

Gentile Marisa ...

inizialmente le agenzie come l´EMA e l´AIFA hanno approvato la somministrazione del Pembrolizumab ad un dosaggio di 200 mg ogni 21 giorni.

Successivi studi clinici, volti a valutare l´efficacia e la sicurezza del farmaco a dosaggio e posologia alternativa, hanno dimostrato che una dose di 400mg ogni 6 settimane è assolutamente comparabile al dosaggio di 200mg ogni 21 giorni.

Avere un lasso di tempo maggiore tra le terapie significa meno visite in ospedale e questo potrebbe beneficiare sia al paziente (psicologicamente e fisicamente) sia al sistema ospedaliero già sovraccarico.

Cordiali Saluti,

Dott.ssa
Virginia Castiglia

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