Tumore polmonare non a piccole cellule – PDQ@

Versione per pazienti

Trattamento del tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC)

@PDQ del National Cancer Institute
Versione per pazienti

Traduzione del testo originale di Elettra Feltrin

AGGIORNAMENTO MAGGIO 2017

Informazioni generali sul tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC)

Punti principali

• Il tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) è una malattia in cui si formano cellule maligne (tumorali) nei tessuti polmonari.
• Esistono diverse tipologie di NSCLC.
• Il fumo è il principale fattore di rischio per il tumore polmonare non a piccole cellule.
• I segni ed i sintomi dell’NSCLC includono tosse persistente e dispnea.
• Per individuare, diagnosticare e stadiare il NSCLC si utilizzano diversi esami.
• Alcuni fattori influenzano sia la prognosi (possibilità di guarigione) che le opzioni terapeutiche.
• Per molti pazienti le terapie attuali non sono curative.

Il NSCLC è un tumore in cui si generano cellule maligne (tumorali) nei tessuti sani del polmone

I polmoni sono due organi a forma di cono situati all’interno della gabbia toracica. Quando inspiriamo, i polmoni immettono ossigeno nel nostro organismo, mentre quando espiriamo espellono diossido di carbonio. In ogni polmone ci sono delle sezioni chiamate lobi. Nel polmone sinistro vi sono due lobi, mentre nel polmone destro, che è leggermente più grande, ce ne sono tre.
Una sottile membrana, la pleura, riveste la parte esterna dei polmoni e la parete interna della cavità toracica creando una sacca chiamata cavità pleurica. La cavità pleurica normalmente contiene una piccola quantità di liquido che aiuta il movimento fluido dei polmoni nell’atto della respirazione. .

Ci sono due tipi di carcinoma polmonare: il carcinoma a piccole cellule (SCLC) ed il carcinoma non a piccole cellule (NSCLC).
Per maggiori dettagli sul carcinoma polmonare, potete consultare le seguenti linee guida:
• Il trattamento del NSCLC
• I rari casi di tumore polmonare pediatrico
• La prevenzione del tumore polmonare
• Lo screening per il tumore polmonare

Le diversi tipologie di NSCLC

Ogni tipologia di NSCLC è caratterizzata da differenti cellule tumorali che crescono e si diffondono in modo diverso. I nomi dei diversi tipi di NSCLC dipendono dal tipo di cellule riscontrate nel tessuto tumorale e dalla loro forma visualizzata al microscopio:
• Carcinoma squamoso: cancro che ha origine dalle cellule squamose che sono cellule sottili, piatte e hanno la sembianza di squame di pesce. Questo tumore è anche chiamato carcinoma epidermoide.
• Carcinoma a grandi cellule: cancro che si forma per lo sviluppo di grandi cellule indifferenziate.
• Adenocarcinoma: cancro che si genera dalle cellule che rivestono gli alveoli ed emettono sostanze mucose.

Vi sono altri tipi di NSCLC, meno diffusi, quali il carcinoma pleomorfo, il tumore carcinoide, il carcinoma delle ghiandole salivali ed altri carcinoma non classificati.

Il fumo è il maggiore fattore di rischio per il tumore polmonare non a piccole cellule

Fattore di rischio è qualsiasi fenomeno aumenti la possibilità di contrarre una certa malattia. Avere un fattore di rischio non comporta lo sviluppo di un cancro, e non avere un certo fattore di rischio non significa che non si svilupperà la malattia. Parlate con un medico in caso di presenza nella vostra vita di un fattore di rischio per il tumore polmonare.

I fattori di rischio per il cancro del polmone sono i seguenti:

• il principale fattore di rischio per il tumore del polmone è rappresentato dal fumo di sigarette, pipe o sigari, sia attuale che passato. Il rischio di contrarre un cancro al polmone aumenta nei casi in cui si sia iniziato a fumare in età precoce, nei casi in cui vi sia un maggiore numero di sigarette fumate per anno ed un maggiore numero di anni di fumo;
• esposizione a fumo passivo;
• esposizione ad una delle seguenti radiazioni:
»» radioterapia al torace o al seno,
»» radon domestico o negli ambienti di lavoro,
»» scansioni TAC,
»» radiazioni da bomba atomica;
• esposizione professionale all’asbesto, cromo, nickel, berillio, arsenico, fuliggine, catrame;
• vivere in zone altamente inquinate;
• avere una storia familiare di cancro del polmone;
• infezione da HIV;
• assunzione di integratori di beta-carotene in soggetti fumatori.

Un’età avanzata corrisponde ad un maggiore fattore di rischio per molti tumori. Man mano che si invecchia, aumenta la possibilità di ammalarsi di cancro.

Quando il fumo si combina ad altri fattori di rischio, il rischio di sviluppare un cancro al polmone aumenta.

I sintomi dell’NSCLC includono: tosse, dispnea e dolore toracico

A volte il tumore polmonare è asintomatico e potrebbe essere individuato casualmente effettuando una lastra toracica per altri motivi. Questi ed altri sintomi potrebbero essere causati dal NSCLC o da altre patologie. Consultate il medico se avvertite uno dei seguenti sintomi:
• malessere o dolore al torace,
• una tosse che non guarisce ma peggiora con il passare del tempo,
• difficoltà a respirare,
• sibilo,
• emoftoe o emottisi (sangue puro o che stria il catarro proveniente dai polmoni),
• difficoltà a deglutire,
• perdita di appetito,
• perdita di peso immotivata,
• stanchezza estrema,
• gonfiore del viso o delle vene del collo.

Esami e tecniche diagnostiche utilizzati per visualizzare i polmoni ed identificare, diagnosticare e stadiare il NSCLC

Le analisi e gli esami diagnostici per individuare, diagnosticare e stadiare il NSCLC si svolgono in genere contemporaneamente. Tra gli esami e le analisi generalmente utilizzati riportiamo i seguenti:

Visita medica ed anamnesi: una visita generale per verificare le condizioni di salute, valutare eventuali sintomi della malattia, come gonfiore o qualsiasi altra anomalia. L’anamnesi del paziente e delle sue precedenti malattie, nonché delle sue abitudini quali il fumo o le mansioni lavorative svolte in precedenza.

Analisi di laboratorio: analisi cliniche di campioni di tessuto, sangue, urine o di altro materiale organico. Queste analisi aiutano a diagnosticare la patologia, pianificare e controllare i trattamenti, o monitorare il decorso della malattia con lo scorrere del tempo.


Radiografia toracica: radiografia toracica degli organi e delle ossa. I raggi X sono un fascio di energia elettromagnetica che attraversa i tessuti corporei per fissarsi su una pellicola fotografica proiettando immagini delle strutture interne all’organismo.

 

Esame citologico dell’espettorato: serve per visualizzare la presenza o meno di cellule maligne nell’espettorato (muco espulso dai polmoni); un anatomopatologo analizza al microscopio un campione di espettorato.

Biopsia: la biopsia consiste nel prelievo di cellule tumorali o di tessuto che sono quindi analizzate al microscopio da un anatomopatologo, per verificare se vi sia la presenza di un cancro. La biopsia si può effettuare nei seguenti modi:

Biopsia polmonare con ago aspirato: si preleva un campione di tessuto o di liquido dai polmoni attraverso un ago sottile. Per mezzo della TAC o di un esame ad ultrasuoni (ecografia) o di un’altra procedura di imaging, si individua il tessuto o il liquido anomalo. Successivamente si effettua un’incisione sulla pelle attraverso la quale si inserisce un ago che aspira il liquido o il tessuto anomalo. Una volta prelevato il campione, questo viene inviato al laboratorio di analisi, dove un anatomopatologo lo visualizza al microscopio alla ricerca di cellule maligne. Al termine della procedura, si effettua una radiografia toracica con lo scopo di verificare che non ci sia dell’aria che sia passata dai polmoni al torace (pneumotorace).

Broncoscopia: procedura diagnostica utilizzata per visualizzare la presenza di anomalie all’interno della trachea e di vaste aree bronchiali. Il broncoscopio, uno strumento a forma di tubo dotato di una luce e di lenti per la visualizzazione, viene inserito attraverso il naso o la bocca fino alla trachea ed ai bronchi più grossi. E’ dotato di uno strumento per il prelievo di campioni di tessuto che vengono poi controllati al un microscopio per verificare o escludere la presenza di cellule tumorali.

Toracoscopia: tecnica chirurgica utilizzata per prendere visione degli organi contenuti nella gabbia toracica, con lo scopo di individuare aree anomale. Si effettua un’incisione tra due costole e si inserisce un toracoscopio nel torace. Il toracoscopio è uno strumento che ha la forma di un tubo sottile, dotato di luce e di una lente per l’ispezione. E’ provvisto di uno strumento per rimuovere tessuti o campioni di linfonodi che sono successivamente analizzati al microscopio per individuare la presenza di cellule maligne. Questa tecnica si utilizza, in alcuni casi, per rimuovere tessuti dell’esofago o del polmone. Nel caso in cui non si riuscisse a raggiungere alcuni tessuti, organi o linfonodi, si ricorre ad una toracotomia. La toracotomia consiste in un’incisione maggiore tra le costole e nella conseguente apertura della gabbia toracica.

Toracentesi: rimozione del liquido pleurico per mezzo di un ago. Un anatomopatologo ispeziona il liquido al microscopio alla ricerca di cellule tumorali.

Mediastinoscopia: tecnica chirurgica utilizzata per ispezionare gli organi, i tessuti ed i linfonodi del mediastino superiore, alla ricerca di anomalie. Nello sterno si effettua un’incisione attraverso la quale si inserisce un mediastinoscopio all’interno del torace. Il mediastinoscopio è uno strumento sottile a forma di tubo dotato di una luce e di una lente per l’ispezione. E’ dotato di uno strumento che rimuove tessuti o campioni di linfonodi da visualizzare al microscopio alla ricerca di cellule tumorali.

Microscopio ottico ed elettronico: consentono di analizzare le cellule di un campione di tessuto a, rispettivamente, normale o ad alta potenza, per studiare la presenza di certi cambiamenti nelle cellule (in senso neoplastico) e caratterizzarli, quando presenti.

Immunoistochimica: esame che ricorre a degli anticorpi capaci di legarsi ed pertanto identificare certi antigeni nel campione di tessuto esaminato. L’anticorpo è di solito collegato ad una sostanza radioattiva o ad un colorante per mezzo del quale i tessuti si possono riconoscere al microscopio o ad una gamma-camera. Questo esame può essere utilizzato per riconoscere le differenze tra i diversi tipi di cancro.

 

Alcuni fattori determinano la prognosi (possibilità di guarigione) e le opzioni terapeutiche

La prognosi (probabilità di guarigione) e le opzioni terapeutiche sono influenzate dai seguenti fattori:
• lo stadio del cancro (la dimensione del tumore e la sua posizione nel polmone, ed eventualmente negli altri organi invasi),
• il tipo istologico di tumore,
• la presenza o meno di mutazioni dei geni EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor) o ALK (Anaplastic Lymphoma Kinase),
• la presenza o meno di sintomi, quali tosse o difficoltà respiratoria,
• le condizioni generali del paziente.

Per la maggior parte dei pazienti affetti da NSCLC, le terapie attuali non sono curative

Una volta individuato un NSCLC, potreste prendere in considerazione di arruolarvi in uno dei diversi studi clinici in corso, alfine di migliorare le opzioni terapeutiche a vostra disposizione.

Per maggiori informazioni sugli studi clinici in corso, potete consultare il sito AIOM cliccando qui

Stadi del cancro del polmone non a piccole cellule

Punti chiave

Dopo che il cancro del polmone è stato diagnosticato, vengono effettuati alcuni test per scoprire se le cellule tumorali si sono diffuse all’interno dei polmoni o ad altre parti del corpo.

Ci sono tre modi in cui il cancro si diffonde nel corpo.
Il cancro può diffondersi da dove ha cominciato a crescere in altre parti del corpo.
I seguenti stadi sono utilizzati per il carcinoma polmonare non a piccole cellule:

Dopo che il cancro del polmone è stato diagnosticato, vengono effettuati alcuni test per scoprire se le cellule tumorali si sono diffuse all’interno dei polmoni o ad altre parti del corpo.

Il processo utilizzato per scoprire se il cancro si è diffuso all’interno dei polmoni o ad altre parti del corpo è chiamato stadiazione. Le informazioni raccolte dal processo di stadiazione consentono di determinare lo stadio della malattia. E’ importante conoscere lo stadio per pianificare il trattamento. Alcuni dei test usati per diagnosticare un carcinoma polmonare non a piccole cellule sono utilizzati anche per determinare lo stadio della malattia (Vedere la sezione Informazioni generali).

MRI (risonanza magnetica): una procedura che utilizza campi magnetici, onde radio e un computer per fare una serie di immagini dettagliate delle aree all’interno del corpo, come il cervello. Questa procedura è anche chiamata risonanza magnetica nucleare (NMRI o, in italiano, RMN).

CT o CAT scan (TC o TAC): una procedura che fornisce una serie di immagini dettagliate di aree all’interno del corpo, come il cervello, l’addome o il torace, ottenute da diverse angolazioni. Le immagini sono create da un computer collegato ad una macchina a raggi x. Un colorante può essere iniettato in vena o ingerito in modo da far sì che organi o tessuti si presentino più chiaramente. Questa procedura è chiamata in italiano tomografia computerizzata (TC) o tomografia assiale computerizzata (TAC).

PET (tomografia a emissione di positroni): una procedura per individuare le cellule tumorali maligne nel corpo. Una piccola quantità di glucosio radioattivo (zucchero) viene iniettata in una vena. Lo scanner PET ruota intorno al corpo e crea un’immagine di dove si concentra il glucosio nel corpo. Le cellule tumorali maligne si presentano più luminose nell’immagine perché sono più attive e assumono più glucosio rispetto alle normali cellule.

Scintigrafia dell’osso mediante isotopi marcati: una procedura per verificare se vi sono cellule rapidamente divisibili, come le cellule tumorali, nell’osso. Una piccola quantità di materiale radioattivo viene iniettata in una vena e attraversa il flusso sanguigno. Il materiale radioattivo si raccoglie nelle ossa e viene rilevato da uno scanner.

Test di funzionalità respiratoria (PFR): un test per vedere quanto bene funzionano i polmoni. Misura quanta aria i polmoni possono contenere e quanto velocemente l’aria si muove dentro e fuori dai polmoni. Misura anche quanto ossigeno viene utilizzato e quanta anidride carbonica viene espulsa durante la respirazione. Questo è anche chiamato test funzionale del polmone.

Endoscopia ad ultrasuoni (ecografia endoscopica): consiste in una procedura in cui un endoscopio viene inserito nel corpo. L’endoscopio è un sottile strumento tubolare con una luce e lenti per la visualizzazione. Una sonda alla fine dell’endoscopio viene utilizzata per far rimbalzare le onde sonore ad alta energia (ultrasuoni) dai tessuti o organi interni creando echi, che formano un’immagine dei tessuti del corpo chiamati sonogramma. Questa procedura è anche chiamata endoecografia. L’ecografia endoscopica può essere usata per guidare l’aspirazione con ago sottile (FNA) del polmone, dei linfonodi o di altre zone del torace.

Mediastinoscopia: una procedura chirurgica per esaminare gli organi, i tessuti ed i linfonodi tra i polmoni nel mediastino. Una incisione viene effettuata nella parte superiore del petto e viene inserito nel torace un mediastinoscopio che è un sottile strumento tubolare con una luce e un obiettivo per la visualizzazione. Può anche avere uno strumento per rimuovere campioni di tessuto o linfonodi, controllati attraverso un microscopio.

Mediastinotomia anteriore: una procedura chirurgica atta a ispezionare gli organi e i tessuti compresi fra i polmoni, lo sterno ed il cuore. Una incisione (taglio) è fatto in prossimità dello sterno e il mediastinoscopio è inserito nel torace. Un mediastinoscopio è un sottile strumento a forma di tubo con una luce e lenti per la visualizzazione. Esso può anche essere usato per rimuovere tessuto o campioni dei linfonodi, che sono poi analizzati al microscopio per individuare l’eventuale presenza di cancro. Questa procedura è anche chiamata mediastinotomia di Chamberlain.

 

 

Biopsia linfonodale: l’ablazione di tutto un linfonodo o di una sua parte. Un patologo analizza poi il tessuto biopsiato al microscopio alla ricerca di cellule tumorali.

Aspirazione e biopsia del midollo osseo: la rimozione del midollo osseo, del sangue e di un piccolo pezzo di ossa si può ottenere inserendo un ago di solito nell’osso iliaco, o dove c’è il sospetto di metastasi tumorale. Un patologo vede il midollo osseo, il sangue e l’osso al microscopio per cercare la presenza di cancro.

 

Ci sono tre modi in cui il cancro si diffonde nel corpo.

I tre modi di diffusione del cancro nel corpo sono i seguenti:

– attraverso i tessuti. Il tumore invade direttamente il tessuto circostante normale
– attraverso il sistema linfatico. Il tumore invade il sistema linfatico e arriva attraverso i vasi linfatici in altre sedi del corpo.
– attraverso il sangue. Il tumore invade i capillari e le vene e viaggia attraverso il sangue fino ad arrivare in sedi distanti del corpo.

Il cancro può diffondersi dalla sede primaria ad altre parti del corpo.

Quando il cancro si diffonde in un’altra parte del corpo, si chiama metastasi. Le cellule tumorali si allontanano da dove si sono sviluppate inizialmente (il tumore primario) e percorrono il sistema linfatico o il sangue.
– Sistema linfatico. Il cancro entra nel sistema linfatico, viaggia attraverso i vasi linfatici e forma un tumore (tumore metastatico) in un’altra parte del corpo.
– Sangue. Il cancro entra nel sangue, percorre i vasi sanguigni e forma un tumore (tumore metastatico) in un’altra parte del corpo.

Il tumore metastatico è lo stesso tipo di cancro del tumore primario. Ad esempio, se il cancro polmonare si diffonde nel cervello, le cellule tumorali nel cervello sono in realtà le cellule del cancro del polmone. La malattia è il cancro polmonare metastatico, non il cancro del cervello.

I seguenti stadi di malattia sono utilizzati per il carcinoma polmonare non a piccole cellule:

Stadio occulto (nascosto)

Nella fase occulta (nascosta), il cancro non può essere visto da alcun esame di immagine o dalla broncoscopia. Le cellule tumorali si trovano nell’espettorato (muco espulso dai polmoni) o lavaggio bronchiale (un campione di cellule prelevate dall’interno delle vie aeree che conducono al polmone). Il cancro può essere diffuso ad altre parti del corpo.

Stadio 0 (carcinoma in sito)

Nella fase 0, le cellule anomale si trovano nello strato più superficiale della mucosa che riveste i bronchi. Queste cellule anomale possono diventare cancro e diffondersi nei tessuti normali vicini.

 

Stadio I

Nello stadio I, il cancro si è già formato. Lo stadio I è suddiviso in stadio IA e IB:

stadio IA: Il tumore è solo nel polmone ed è di circa 3 centimetri o più piccolo.

stadio IB: Il cancro non si è diffuso nei linfonodi e può generare una o più delle seguenti condizioni:

– Il tumore è superiore a 3 centimetri ma non superiore a 5 centimetri.
– Il cancro si è diffuso nel bronco principale del polmone ed è distante 2 centimetri o più dalla carena (dove la trachea si unisce ai bronchi).
– Il cancro si è diffuso nello strato più interno della membrana che ricopre i polmoni (pleura viscerale).
– Il tumore blocca parzialmente un bronco ed è associato a collasso parziale del polmone (atelettasia) o ad una polmonite (infiammazione dei polmoni) che non interessa l’ intero polmone.

Stadio II

Lo stadio II è suddiviso nello stadio IIA e IIB. Entrambe sono suddivisi in due sezioni a seconda della dimensione del tumore, della localizzazione del tumore e se ha coinvolto i linfonodi.

Stadio II A


1. Il cancro si è diffuso ai linfonodi sullo stesso lato del torace dove è localizzato il tumore. I linfonodi malati sono all’interno del polmone o vicino al bronco. Inoltre, è vero uno o più dei seguenti elementi:
– il tumore non è superiore a 5 centimetri;
– il cancro si è diffuso al bronco principale ed è almeno 2 centimetri distante dalla carena (dove si uniscono trachea e bronchi);
– il cancro si è diffuso allo strato più interno della membrana che copre il polmone (pleura);
– parte del polmone è collassato (atelettasia) o si è sviluppata polmonite (infiammazione del polmone) nell’area in cui la trachea si unisce al bronco.

oppure

2. Il cancro non si è diffuso ai linfonodi ed è vera uno o più delle seguenti condizioni:
– il tumore è superiore a 5 centimetri ma non superiore a 7 centimetri;
– il cancro si è diffuso al bronco principale ed è a meno di 2 centimetri dalla carena (dove si uniscono trachea e bronchi);
– il cancro si è diffuso allo strato più interno della membrana che copre il polmone (pleura);
– parte del polmone è collassato (atelettasia) o si è sviluppata polmonite (infiammazione del polmone) nell’area in cui la trachea si unisce al bronco.

Stadio II B

1. Il cancro si è diffuso ai linfonodi vicini sullo stesso lato del torace dove è localizzato il tumore. I linfonodi con cancro sono all’interno del polmone o vicino al bronco. Inoltre, è vero uno o più dei seguenti elementi:
– il tumore è superiore a 5 centimetri ma non superiore a 7 centimetri;
– il cancro si è diffuso al bronco principale ed è ad almeno 2 centimetri distante dalla carena (dove si uniscono trachea e bronchi);
– il cancro si è diffuso allo strato più interno della membrana che copre il polmone;
– parte del polmone è collassato (atelettasia) o si è sviluppata polmonite (infiammazione del polmone) nell’area in cui la trachea si unisce al bronco.

oppure

2. Il cancro non si è diffuso nei linfonodi ed è vero uno o più dei seguenti:
– il tumore è superiore a 7 centimetri;
– il cancro si è diffuso al bronco principale (ed è distante dalla carena meno di 2 centimetri), o interessa la parete toracica, il diaframma o il nervo che controlla il diaframma;
-il cancro si è diffuso alla membrana attorno al cuore (pericardio) o a quella che riveste la parete toracica (pleura parietale);
– l’intero polmone è collassato o si è sviluppata una polmonite (infiammazione del polmone);
– ci sono uno o più tumori distinti nello stesso lobo del polmone.

Stadio III A

Lo stadio III A è suddiviso in tre sezioni a seconda della dimensione e della localizzazione del tumore e quali linfonodi sono interessati.

1. Il cancro si è diffuso ai linfonodi sullo stesso lato del torace come il tumore. I linfonodi con cancro sono vicini allo sterno (osso della cassa toracica) o dove il bronco entra nel polmone. Inoltre:
– Il tumore può essere di qualsiasi dimensione;
– parte del polmone (dove la trachea si unisce al bronco) o tutto il polmone può avere collassato o si è sviluppata polmonite (infiammazione del polmone);
– possono esserci uno o più tumori distinti nello stesso lobo del polmone;
– il cancro può essere diffuso a uno dei seguenti:
»» bronco principale, ma non alla carena (l’area dove la trachea si unisce al bronco);
»» parete toracica;
»» diaframma e il nervo che lo controlla;
»» membrana intorno al polmone o rivestimento della parete toracica (pleura);
»» membrana intorno al cuore (pericardio).

oppure

2. Il cancro si è diffuso ai linfonodi sullo stesso lato del torace in cui cresce il tumore. I linfonodi coinvolti sono all’interno del polmone o vicino al bronco. Inoltre:
– il tumore può essere di qualsiasi dimensione;
– l’intero polmone può avere collassato o sviluppato una polmonite (infiammazione del polmone);
– ci possono essere uno o più tumori distinti in uno dei lobi del polmone con il cancro;
– il cancro può essere diffuso a:
»» bronco principale, ma non la carena (l‘area dove la trachea si unisce al bronco),
»» parete toracica,
»» diaframma e il nervo che lo controlla,
»» membrana intorno al polmone o rivestimento della parete toracica,
»» cuore o la membrana che lo circonda,
»» vasi sanguigni più importanti che portano da o dal cuore,
»» trachea,
»» esofago,
»» il nervo che controlla la laringe (corda vocale),
»» sterno (osso del torace) o spina dorsale,
»» carena (dove la trachea si unisce ai bronchi)

oppure

3. Il cancro non si è diffuso nei linfonodi e il tumore può essere di qualsiasi dimensione. Il cancro si è diffuso a :
– cuore,
– vasi sanguigni più importanti che partono da o vanno verso il cuore,
– trachea,
– esofago,
– il nervo che controlla la laringe,
– sterno (osso del torace) o spina dorsale,
– carena (dove la trachea si unisce ai bronchi).

Stadio III B

Lo stadio III B è suddiviso in due sezioni a seconda della dimensione e della localizzazione del tumore e di quali linfonodi sono interessati:

1. Il cancro si è diffuso ai linfonodi sopra la clavicola o ai linfonodi sul lato opposto del petto come il tumore. Inoltre:
– il tumore può essere di qualsiasi dimensione;
– parte del polmone (dove la trachea si unisce al bronco) o tutto il polmone può essersi collassato o aver sviluppato polmonite (infiammazione del polmone);
– ci possono essere uno o più tumori distinti in uno dei lobi del polmone;
– il cancro può essere diffuso a:
»» bronco principale,
»» parete toracica,
»» diaframma e il nervo che lo controlla,
»» membrana intorno al polmone o rivestimento della parete toracica,
»» cuore o la membrana che lo circonda,
»» vasi sanguigni più importanti che partono da o vanno verso il cuore,
»» trachea,
»» esofago,
»» il nervo che controlla la laringe (casella vocale),
»» sterno (osso del torace) o spina dorsale,
»» carena (dove la trachea si unisce ai bronchi).

oppure

2. Il cancro si è diffuso ai linfonodi sullo stesso lato del tumore. I linfonodi intaccati sono vicini allo sterno (osso della cassa) o dove il bronco entra nel polmone. Inoltre:
– il tumore può essere di qualsiasi dimensione;
– ci possono essere tumori distinti in diversi lobi dello stesso polmone;
– il cancro si è diffuso a:
»» cuore,
»» vasi sanguigni più importanti che portano da o dal cuore,
»» trachea,
»» esofago,
»» il nervo che controlla la laringe ,
»» sterno (osso del torace) o spina dorsale,
»» carena (dove la trachea si unisce ai bronchi).

Stadio IV

Nello stadio IV, il tumore può essere di qualsiasi dimensione e il cancro può essersi diffuso nei linfonodi. Uno o più dei seguenti condizioni sono vere:
– ci sono uno o più tumori in entrambi i polmoni;
– il cancro può anche essersi diffuso al liquido della pleura (normalmente esiste una piccolissima quantità di liquido fra i due sottili strati di tessuto che foderano i polmoni e la cavità toracica) o al cuore;
– il cancro si è diffuso in altre parti del corpo, come il cervello, il fegato, le ghiandole surrenali, i reni o l’osso.

Carcinoma Polmonare non a Piccole Cellule recidivante

Il carcinoma polmonare non a piccole cellule recidivante è il cancro che ha avuto una ricaduta (recidiva) dopo che è stato trattato. Il cancro può recidivare (ritornare) nel cervello, nei polmoni o in altre parti del corpo.

Panoramica delle opzioni terapeutiche

Punti chiave
• Per i pazienti affetti da NSCLC esistono differenti opzioni terapeutiche
• Si utilizzano nove tipi di protocolli standardizzati:
—  intervento chirurgico
—  radioterapia
—  chemioterapia
—  terapia mirata
—  terapia laser
—  terapia fotodinamica (PDT)
—  criochirurgia
—  elettrocauterizzazione

• Negli studi clinici si stanno sperimentando nuovi tipi di cure
—  Chemio-prevenzione
—  Radiosensibilizzazione
—  Nuove combinazioni

• I pazienti potrebbero prendere in considerazione di arruolarsi negli studi clinici.
• I pazienti si possono arruolare negli studi clinici sia prima, che durante, che dopo essere stati sottoposti ad un dato protocollo.
• A volte sono necessari degli esami di follow-up.

Per i pazienti affetti da NSCLC esistono diverse opzioni terapeutiche. Alcuni protocolli sono standardizzati (quelli attualmente in uso), mentre altri sono oggetto di studio degli studi clinici. Lo studio clinico è una ricerca il cui scopo consiste nel migliorare le cure attuali o ottenere informazioni sulle nuove cure per i malati di cancro. Quando uno studio clinico riesce a dimostrare che un nuovo farmaco è migliore del protocollo standard, il nuovo trattamento può diventare il protocollo standard. In alcuni studi clinici si arruolano soltanto pazienti che non siano mai stati sottoposti ad alcun trattamento.

Per il NSCLC ci sono nove opzioni terapeutiche

Per rimuovere il cancro del polmone si possono praticare quattro tipi di interventi chirurgici:

 

Resezione a cuneo: rimozione chirurgica del tumore e di tessuto contiguo. Quando si rimuove una sezione maggiore di tessuto, la pratica chirurgica si chiama resezione segmentaria.

 

 

 

 

 

Lobectomia: intervento in cui viene rimosso un intero lobo polmonare.

 

 

 

Pneumectomia: intervento che consiste nella rimozione dell’intero polmone.

 

 

 

 

Resezione a manicotto: intervento che serve a rimuovere una parte del bronco che non sarebbe inclusa nella lobectomia o pneumectomia.

Anche qualora il chirurgo dovesse rimuovere tutto il tumore visibile al momento dell’intervento, alcuni pazienti possono essere sottoposti ad una chemioterapia o radioterapia post-intervento al fine di uccidere eventuali cellule tumorali rimaste. La terapia somministrata dopo un intervento chirurgico (per ridurre il rischio di recidiva) si chiama terapia adiuvante.

 

 

 

La radioterapia è un tipo di trattamento del tumore che ricorre a dei raggi X o altri tipi di radiazioni per neutralizzare le cellule tumorale o per impedirne la proliferazione. Ci sono due tipi di radioterapia: •  Radioterapia esterna: un macchinario esterno all’organismo indirizza le radiazioni verso il cancro. • Radioterapia interna: sostanze radioattive sono iniettate nell’organismo per mezzo di aghi, capsule, onde o cateteri posizionati direttamente sul tumore o in sua prossimità.

 

Radioterapia stereotassica: un tipo di radioterapia esterna. Per posizionare il paziente nella stessa posizione per ciascuna seduta si ricorre a delle particolari apparecchiature. Una volta al giorno per diversi giorni, il macchinario indirizza sulla massa tumorale una dose di radiazioni maggiore rispetto a quella usuale. Il fatto che il paziente sia nella stessa posizione per ogni seduta garantisce una maggiore salvaguardia dei tessuti sani.

 

Radiochirurgia stereotassica: un tipo di radioterapia esterna utilizzata per trattare le metastasi cerebrali del tumore polmonare. Un elmetto rigido viene posizionato sul cranio per tenere la testa ferma durante la seduta. Il macchinario indirizza un’unica dose massiccia di radiazioni direttamente sulle metastasi. Questa tecnica, che si chiama anche radiochirurgia o chirurgia radiante, non ricorre alla chirurgia.

Per i tumori delle vie aeree, la radioterapia è somministrata direttamente sul tumore per mezzo di un endoscopio.

Il modo in cui viene somministrata la radioterapia dipende dal tipo di tumore da trattare, dal suo stadio e dalla sua collocazione. Per trattare il tumore polmonare non a piccole cellule si ricorre sia alla radioterapia esterna che interna.

 

La chemioterapia è un trattamento del cancro che ricorre all’utilizzo di farmaci che bloccano la crescita delle cellule maligne, sia uccidendole che impedendone la proliferazione. Il farmaco chemioterapico, una volta somministrato per via venosa, muscolare od orale, entra nel flusso sanguigno e può raggiungere le cellule tumorali ovunque all’interno dell’organismo (per questo è chiamata anche chemioterapia sistemica). Se la chemioterapia viene somministrata direttamente nel flusso cerebrospinale – o all’interno di un organo o di una cavità, come l’addome – questa agisce sulle cellule tumorali di quella certa area (chemioterapia regionale). I modi in cui viene somministrata la chemioterapia dipendono dal tipo di tumore e dal suo stadio.

 

Per informazioni riguardanti la tossicità di questi farmaci, potete trovare, al LINK DIRETTO all’interno di questo sito, la scheda tossicologica riguardante la maggior parte dei farmaci approvati per il NSCLC.

 

La terapia mirata è un tipo di cura che utilizza determinati farmaci o sostanze capaci di attaccare delle specifiche caratteristiche delle cellule tumorali. La terapia mirata in genere causa meno effetti collaterali rispetto alle tradizionali chemioterapie o radioterapie. Gli anticorpi monoclonali e gli inibitori tirosina chinasi sono i due principali tipi di farmaci mirati utilizzati per trattare il NSCLC avanzato, metastatico o recidivante.

Anticorpi monoclonali

La terapia con anticorpi monoclonali ricorre a degli anticorpi di sintesi progettati in laboratorio a partire da un singolo tipo di cellula del sistema immunitario. Questi anticorpi possono identificare le sostanze presenti nelle cellule tumorali, nel sangue o nei tessuti che permettono la crescita delle cellule tumorali. Gli anticorpi si attaccano a queste sostanze e combattono il tumore, bloccandone la crescita, o impedendone la proliferazione cellulare. Gli anticorpi monoclonali sono somministrati per mezzo di un’infusione. Sono utilizzati da soli o come veicolanti di altri farmaci, tossine o materiale radioattivo.

Ci sono diversi tipi di terapie con anticorpi monoclonali: → Anticorpi anti-VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor: fattore di crescita vascolare endoteliale): le cellule tumorali producono una sostanza , chiamata VEGF, che permette la formazione di nuovi vasi sanguigni con lo scopo di alimentare il tumore. Gli anticorpi anti-VEGF, bloccando il VEGF, impediscono la formazione di nuovi vasi sanguigni. Questo comporta la morte delle cellule tumorali che, per crescere, hanno bisogno dei vasi sanguigni.

Inibitori EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor: recettore del fattore di crescita epidermica): la proteina EGFR si trova sulla superficie di alcune cellule, comprese le cellule tumorali. Il fattore di crescita epidermica si fissa sulla superficie delle cellule contenenti l’EGFR provocandone la crescita e proliferazione. Gli inibitori EGFR bloccano il recettore ed impediscono al fattore di crescita epidermica di fissarsi sulle cellule tumorali. Questo impedisce al cancro di crescere e moltiplicarsi. Il Cetuximab ed il Necitumumab sono inibitori EGFR.

Inibitori del checkpoint immunitario: il PD-1 è una proteina che aiuta a tenere sotto controllo le risposte immunitarie dell’organismo. Se PD-1 si fissa ad un’altra proteina, chiamata PD-L1, ciò impedisce alla cellula T di neutralizzare la cellula tumorale. Gli inibitori di PD-1 si fissano sul PDL-1 (in competizione col sistema PD1/DP-L1 delle cellule tumorali) e permettono alle cellule T di ucciderle. Il Nivolumab, il Pembrolizumab e l’Atezolizumab sono degli inibitori del checkpoint immunitario.

 

Inibitori della tirosin-chinasi

Gli inibitori della tirosin-chinasi sono dei nano-farmaci che passano attraverso la membrane cellulari ed agiscono all’interno delle cellule tumorali per bloccare quei segnali necessari alle cellule per crescere e moltiplicarsi. Alcuni inibitori della tirosin-chinasi hanno anche effetti anti-angiogenetici.

Ci sono diversi tipi di inibitori della tirosin-chinasi: → Inibitori della tirosin-chinasi EGFR: gli EGFR sono delle proteine che si trovano sulla superficie ed all’interno di alcune cellule, incluse le cellule tumorali. Il fattore di crescita epidermico EGF si fissa al recettore EGFR all’interno della cellula ed invia dei segnali all’area di tirosin-chinasi della cellula che regola la sua crescita e moltiplicazione. Gli inibitori della tirosin-chinasi dell’EGFR bloccano questi segnali impedendo la crescita e proliferazione del cancro. L’Erlotinib, il Gefitinib e l’Afatinib sono degli inibitori della tirosin-chinasi dell’EGFR. Alcuni di questi farmaci sono maggiormente efficaci in caso di mutazione del gene EGFR.

Gli inibitori della chinasi che colpiscono le cellule tumorali con certe, particolari mutazioni genetiche: le mutazioni dei geni ALK e ROS1 provocano una maggiore produzione di proteine. Bloccare queste proteine può impedire la crescita e proliferazione del cancro. Il Crizotinib è utilizzato per bloccare le proteine prodotte dai geni ALK e ROS1. Il Ceritinib serve a bloccare la produzione di proteine da parte del gene ALK.

Per maggiori informazioni, potete consultare la guida Drugs Approved for Non-Small Cell Lung Cancer

 

La laser terapia è un trattamento che ricorre ad un fascio laser (un fascio sottile di luce intensa) per uccidere le cellule tumorali.

La terapia fotodinamica ricorre a dei farmaci e ad un certo tipo di luce laser per uccidere le cellule tumorali. Un farmaco che diventa attivo soltanto quando esposto ad illuminazione viene iniettato nelle vene. Il farmaco si accumula maggiormente nelle cellule tumorali rispetto alle cellule sane. Per mezzo di cavi di fibra ottica, viene indirizzata alle sole cellule tumorali la luce che permette l’attivazione del farmaco e l’uccisione delle cellule tumorali. Con la terapia fotodinamica, le cellule sane sono danneggiate solo lievemente, ma questo tipo di terapia si può utilizzare soltanto in caso di tumori collocati sotto la superficie epidermica o nel rivestimento degli organi interni. Se la massa tumorale è nelle vie aeree, la terapia fotodinamica è praticata per mezzo di un endoscopio.

La criochirurgia ricorre ad un particolare strumento per congelare e distruggere la massa tumorale, come il carcinoma in situ. Questo tipo di terapia si chiama anche crioterapia. Se il tumore è collocato nelle via aeree, la criochirurgia è praticata per mezzo di un endoscopio.

L’elettrocauterizzazione è una pratica che ricorre ad una sonda o un ago riscaldati da corrente elettrica per distruggere la massa tumorale. Per i tumori delle vie aeree, l’elettrocauterizzazione è praticata per mezzo di un endoscopio.

La vigile attesa è un attento monitoraggio delle condizioni del paziente il quale sarà sottoposto ad una terapia soltanto quando vi sarà la comparsa di sintomi. Questa pratica è contemplata soltanto in alcuni rari casi di NSCLC.

Nelle sperimentazioni cliniche si testano nuove opzioni di cura

In questa sezione sono riportate le nuove cure studiate nelle sperimentazioni cliniche. Potrebbero non essere riportate tutte le singole sperimentazioni in corso. Maggiori dettagli sono disponibili consultando il sito del NCI 

Chemioprevenzione

La chemioprevenzione consiste nella somministrazione di farmaci, vitamine o altre sostanze con lo scopo di ridurre il rischio di sviluppare un cancro o il rischio di avere recidive. Nel tumore polmonare, la chemioprevenzione è praticata per ridurre il rischio di recidiva polmonare.

I Radiosensibilizzanti

I radiosensibilizzanti sono dei farmaci che rendono le cellule tumorali maggiormente sensibili alla radioterapia. Alcuni studi clinici in corso hanno come oggetto le combinazioni di chemioterapia e radioterapia con radiosensibilizzanti.

Nuove combinazioni

Negli studi clinici si stanno studiando nuove combinazioni di cura
Per maggiori dettagli sugli studi clinici che hanno come oggetto nuove combinazioni terapeutiche, potete consultare il sito del NCI 

I pazienti possono prendere in considerazione l’ipotesi di prendere parte ad uno studio clinico

Per alcuni pazienti, prendere parte ad una sperimentazione potrebbe rivelarsi la migliore scelta terapeutica. Gli studi clinici, che sono parte del processo di ricerca sul cancro, si eseguono per verificare se i nuovi farmaci siano sicuri, efficaci e migliori rispetto al protocollo standard.

Molti dei protocolli attuali sono il risultato di precedenti studi clinici. I pazienti che prendono parte ad uno studio clinico potrebbero far parte del gruppo al quale è somministrato il farmaco tradizionale, o potrebbero rientrare nel gruppo al quale è somministrato il nuovo farmaco. La partecipazione ad una sperimentazione clinica può contribuire a migliorare le future opzioni di cura. Anche nel caso in cui uno studio non riesca a dimostrare che un nuovo farmaco sia più efficace di quello tradizionale, lo studio riesce comunque a fornire delle risposte a delle questioni importanti, permettendo alla ricerca di fare un passo avanti.

I pazienti possono essere arruolati in uno studio clinico sia prima, che durante, che dopo il trattamento

Alcuni studi clinici sono rivolti a pazienti che non abbiano ancora ricevuto alcun trattamento. Altri studi, invece, si rivolgono a pazienti già sottopostisi ad un protocollo che non si sia rivelato efficace. Esistono anche delle sperimentazioni mirate ad impedire la recidiva del cancro o a ridurre gli effetti collaterali dei farmaci antitumorali.
Le sperimentazioni cliniche si eseguono in molte parti del paese. Per maggiori dettagli, potete visitare la successiva sezione “opzioni di cura” nella quale sono riportati dei link agli studi clinici in corso al momento. I dati sono stati forniti dal sito del NCI 

Eventuali esami di follow-up

Alcuni degli esami utilizzati per diagnosticare il cancro o per la sua stadiazione potrebbero essere ripetuti successivamente. Alcuni esami si effettuano per verificare l’efficacia della cura; in base ai loro esiti si può decidere se continuare con un certo farmaco, cambiare terapia oppure sospenderla. Anche una volta terminata la terapia, si possono continuare ad effettuare, periodicamente, alcuni esami i cui esiti diranno se le condizioni del paziente siano modificate o se il tumore si sia ripresentato (recidiva).

Opzioni di Trattamento per stadio

A seguire le opzioni di trattamento sulla base dello stadio del cancro polmonare non a piccole cellule.

È sempre importante parlare con il medico riguardo a studi clinici indicati per il proprio caso.
Informazioni generali sulle sperimentazioni cliniche sono disponibili al sito di ClinicalTrials.gov, un database di registri e risultati di studi clinici di ricerca sponsorizzati o finanziati da una vasta gamma di organizzazioni pubbliche e private in tutto il mondo.
Digitando nello spazio –Search for Studies– “lung cancer” o ancora “lung cancer and…” comparirà un elenco di sperimentazioni in fase di arruolamento, concluse o attive senza arruolamento con tutti i dati specifici della sperimentazione, ivi compresi la struttura ed i contatti.

 

Cancro occulto del polmone non a piccole cellule

Il trattamento del tumore polmonare occulto dipende dalla fase della malattia. I tumori occulti si trovano spesso in una fase precoce (il tumore è solo nel polmone) e talvolta possono essere curati con l’intervento chirurgico.

 

Controlla l’elenco delle sperimentazioni cliniche che stanno ora accettando pazienti con tumore occulto non polmonare. Per risultati più specifici, perfezionare la ricerca utilizzando altre funzioni di ricerca, ad esempio la sede della sperimentazione, il tipo di trattamento o il nome del farmaco. È importante parlare con il medico riguardo a studi clinici indicati per il proprio caso.

 

Informazioni generali sulle sperimentazioni cliniche sono disponibili QUI

Stadio 0, Carcinoma in Sito

Il trattamento dello stadio 0 può includere:

– chirurgia (resezione a cuneo o resezione segmentale);
– terapia fotodinamica per tumori intrabronchiali o in prossimità del bronco;
– elettrocauterizzazione, criochirurgia o chirurgia laser per tumori intrabronchiali o in prossimità del bronco.

Controlla l’elenco delle sperimentazioni cliniche del tumore che stanno ora accettando pazienti con carcinoma polmonare a fase 0 non a piccole cellule. Per risultati più specifici, perfezionare la ricerca utilizzando altre funzioni di ricerca, ad esempio la sede della sperimentazione, il tipo di trattamento o il nome del farmaco.
È importante parlare con il medico riguardo a studi clinici indicati per il proprio caso.

Informazioni generali sulle prove cliniche sono disponibili QUI

Stadio I del cancro polmonare non a piccole cellule

Il trattamento del cancro polmonare non a piccole cellule di stadio I può includere:

– chirurgia (resezione cuneiforme, resezione segmentale, resezione a manicotto o lobectomia);
– terapia radioterapica esterna, inclusa la terapia radioterapica stereotassica per pazienti che non possono avere un intervento chirurgico o scelgono di non sottoporsi a chirurgia;
– uno studio clinico di chemioterapia o radioterapia dopo l’intervento chirurgico (terapia adiuvante);
– studio clinico sul trattamento somministrato attraverso un endoscopio, come la terapia fotodinamica (PDT);
– studio clinico di chirurgia seguito da chemoprevenzione.

Controlla l’elenco delle sperimentazioni cliniche del tumore che stanno ora accettando questo tipo di pazienti. Per risultati più specifici, perfezionare la ricerca utilizzando altre funzioni di ricerca, ad esempio la sede della sperimentazione, il tipo di trattamento o il nome del farmaco.
È importante parlare con il medico riguardo a studi clinici indicati per il proprio caso.

Informazioni generali sulle prove cliniche sono disponibili QUI

Stadio II del cancro polmonare non a piccole cellule

Il trattamento del tumore polmonare non a piccole cellule di stadio II può includere:
– chirurgia (resezione cuneiforme, resezione segmentale, resezione del manicotto, lobectomia o pneumonectomia);
– chemioterapia seguita da intervento chirurgico;
– chirurgia seguita da chemioterapia;
– radioterapia esterna per pazienti che non possono avere interventi chirurgici;
– uno studio clinico sulla radioterapia dopo l’intervento chirurgico.

 

Controlla l’elenco delle sperimentazioni cliniche del tumore che stanno ora accettando questo tipo di pazienti. Per risultati più specifici, perfezionare la ricerca utilizzando altre funzioni di ricerca, ad esempio la sede della sperimentazione, il tipo di trattamento o il nome del farmaco.
È importante parlare con il medico riguardo a studi clinici indicati per il proprio caso.

 

Informazioni generali sulle prove cliniche sono disponibili QUI

Stadio III A del cancro polmonare non a piccole cellule

Il trattamento del cancro polmonare non a piccole cellule in stadio III A, che può essere rimosso con l’intervento chirurgico, può includere quanto segue:
– chirurgia seguita da chemioterapia;
– chirurgia seguita da radioterapia;
– chemioterapia seguita da intervento chirurgico;
– chirurgia seguita da chemioterapia combinata con la radioterapia;
– chemioterapia e radioterapia seguita da un intervento chirurgico;
– studio clinico di nuove combinazioni di trattamenti.

Il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule stadio III A, che non può essere rimosso con l’intervento chirurgico, può includere quanto segue:
– chemioterapia e radioterapia combinate nello stesso periodo o una successiva all’altra;
– solo radioterapia esterna per pazienti che non possono essere trattati con terapia combinata o come trattamento palliativo per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita;
– radioterapia interna o chirurgia laser, come trattamento palliativo per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita;
– studio clinico di nuove combinazioni di trattamenti.

Il cancro polmonare non a piccola cellula del solco superiore, chiamato tumore di Pancoast, inizia nella parte superiore del polmone e si diffonde nei tessuti vicini, come la parete toracica, i vasi sanguigni e la colonna vertebrale.

Il trattamento dei tumori di Pancoast può includere:
– sola radioterapia;
– radioterapia seguita da un intervento chirurgico;
– chemioterapia e radioterapia come trattamenti separati nel medesimo periodo di tempo. La chirurgia può anche essere effettuata dopo la chemioterapia e la radioterapia;
– sola chirurgia;
– studio clinico di nuove combinazioni di trattamenti.

Alcuni tumori polmonari non a piccole cellule in stadio III A, che sono cresciuti nella parete toracica, possono essere completamente rimossi. Il trattamento dei tumori della parete toracica può includere:
– chirurgia;
– chirurgia e radioterapia;
– solo radioterapia;
– chemioterapia combinata con radioterapia e / o chirurgia;
– studio clinico di nuove combinazioni di trattamenti.

Controlla l’elenco delle sperimentazioni cliniche del tumore che stanno ora accettando questo tipo di pazienti. Per risultati più specifici, perfezionare la ricerca utilizzando altre funzioni di ricerca, ad esempio la sede della sperimentazione, il tipo di trattamento o il nome del farmaco.
È importante parlare con il medico riguardo a studi clinici indicati per il proprio caso.

 

Informazioni generali sulle prove cliniche sono disponibili QUI

Stadio III B del cancro polmonare non a piccole cellule

Il trattamento del carcinoma polmonare non polmonare di fase III B può includere:
– chemioterapia seguita da radioterapia esterna;
– chemioterapia e radioterapia sono dati come trattamenti separati nel medesimo periodo di tempo;
– chemioterapia seguita da intervento chirurgico;
– solo radioterapia esterna per pazienti che non possono essere trattati con la chemioterapia;
– radioterapia esterna come terapia palliativa, per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita;
– terapia laser e / o radioterapia interna per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita;
– studi clinici sui nuovi programmi radioterapici esterni e nuovi tipi di trattamento;
– studi clinici di chemioterapia e radioterapia combinata con un radiosensibilizzante;
– studi clinici di terapia mirata combinati con chemioterapia e radioterapia.

Controlla l’elenco delle sperimentazioni cliniche del tumore che stanno ora accettando questo tipo di pazienti. Per risultati più specifici, perfezionare la ricerca utilizzando altre funzioni di ricerca, ad esempio la sede della sperimentazione, il tipo di trattamento o il nome del farmaco.

È importante parlare con il medico riguardo a studi clinici indicati per il proprio caso.

Informazioni generali sulle prove cliniche sono disponibili QUI

Stadio IV del cancro polmonare non a piccole cellule

Il trattamento del cancro del polmone a piccole cellule in stadio IV include le seguenti opzioni:
– chemioterapia;
– chemioterapia seguita da chemioterapia come terapia di mantenimento per aiutare ad impedire la ripresa del cancro;
– chemioterapia e terapia mirata con un anticorpo monoclonale, come il bevacizumab, cetuximab o necitumumab;
– terapia mirata con un anticorpo monoclonale come nivolumab, pembrolizumab o atezolizumab;
– terapia mirata con un inibitore della tirosina chinasi, come erlotinib, gefitinib, afatinib, crizotinib o ceritinib;
– radioterapia esterna come terapia palliativa, per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita;
– terapia laser e / o radioterapia interna per tumori che bloccano le vie respiratorie;
– studio clinico di nuovi farmaci e combinazioni di trattamenti.

Controlla l’elenco delle sperimentazioni cliniche del tumore che stanno ora accettando questo tipo di pazienti. Per risultati più specifici, perfezionare la ricerca utilizzando altre funzioni di ricerca, ad esempio la sede della sperimentazione, il tipo di trattamento o il nome del farmaco.

È importante parlare con il medico riguardo a studi clinici indicati per il proprio caso.

Informazioni generali sulle prove cliniche sono disponibili QUI

Opzioni di trattamento per il CPNPC ricorrente

Il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule ricorrente include le seguenti modalità terapeutiche:
– radioterapia esterna come terapia palliativa, per alleviare il dolore e altri sintomi e migliorare la qualità della vita;
– chemioterapia con o senza terapia mirata con un anticorpo monoclonale, come il ramucirumab;
– terapia mirata con un anticorpo monoclonale come nivolumab, pembrolizumab o atezolizumab;
– terapia mirata con un inibitore della tirosina chinasi, come erlotinib, gefitinib o crizotinib, per tumori con determinate mutazioni genetiche;
– terapia laser o la radioterapia interna per i tumori che bloccano le vie respiratorie;
– chirurgia per rimuovere il cancro che si è diffuso al cervello, seguito da radioterapia a tutto il cervello;
– radio-chirurgia stereotassica per tumori che si sono diffusi al cervello e non possono essere trattati con interventi chirurgici.

Controlla l’elenco delle sperimentazioni cliniche del tumore che stanno ora accettando questo tipo di pazienti. Per risultati più specifici, perfezionare la ricerca utilizzando altre funzioni di ricerca, ad esempio la sede della sperimentazione, il tipo di trattamento o il nome del farmaco.
È importante parlare con il medico riguardo a studi clinici indicati per il proprio caso.

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