Cancro polmonare non a piccole cellule

Opzioni di trattamento

Cancro polmonare – Non piccole cellule: opzioni di trattamento
Approvato dal Comitato Editoriale di Cancer.Net, 06/2016

In questa pagina scoprirai i diversi metodi che i medici utilizzano per trattare le persone con cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC).
Questa sezione descrive i trattamenti che sono lo standard di cura per questo tipo di cancro.

“Standard di cura” indica i migliori trattamenti conosciuti. Nelle decisioni del loro piano di trattamento, i pazienti sono sempre incoraggiati a considerare le sperimentazioni cliniche come possibili opzioni terapeutiche alternative. Uno studio clinico è uno studio di ricerca che prova un nuovo approccio al trattamento. I medici vogliono capire se questo nuovo trattamento è sicuro, efficace e magari migliore del trattamento standard. Gli studi clinici possono testare un nuovo farmaco, una nuova combinazione di trattamenti standard o nuove dosi di farmaci standard o di altri trattamenti. Il tuo medico può aiutarti a considerare tutte le opzioni di trattamento. Per ulteriori informazioni sulle sperimentazioni cliniche, vedere le sezioni Clinical Trials.

Panoramica del trattamento

Nella cura del cancro, diversi specialisti lavorano insieme per creare un piano generale di cura che combina insieme diversi tipi di trattamenti. Si chiama team multidisciplinare. Oltre i medici, il team di cura del cancro include una varietà di altri operatori sanitari tra cui gli assistenti medici, gli infermieri oncologici, gli operatori sociali, i farmacisti, i consulenti, i dietologi ed altri ancora.

I pazienti devono avere la sensazione che i loro medici abbiano un piano di cura ben coordinato e stiano lavorando efficacemente insieme. Se il paziente non ritiene che i membri del suo team di cura stiano comunicando efficacemente fra loro e con se stesso, dovrebbe discuterne con loro o chiedere ulteriori pareri medici prima iniziare il trattamento.

Ci sono 5 modi fondamentali per trattare NSCLC:

Chirurgia
Radioterapia
Chemioterapia
Terapia mirata
Immunoterapia

Ogni opzione di trattamento è descritta di seguito, seguita da una panoramica dei piani di trattamento in relazione allo stadio del tumore.
Le opzioni e le raccomandazioni di trattamento dipendono da diversi fattori, tra cui il tipo e lo stadio del cancro, i possibili effetti collaterali, le preferenze del paziente e la salute generale.

Il piano di cura può anche includere la terapia dei sintomi e degli effetti collaterali, trattamento che costituisce una parte importante della cura stessa del cancro.

Prenditi il tempo necessario a conoscere e capire tutte le tue opzioni di trattamento e fai domande su tutto ciò che non ti è chiaro. Parla con il tuo medico degli obiettivi di ciascun tipo di trattamento e su cosa ci si può aspettare durante la cura.

Chirurgia

Un oncologo chirurgico è un medico specializzato nel trattamento del cancro mediante l’intervento chirurgico. Per il cancro del polmone, si tratta di un chirurgo toracico, che è particolarmente addestrato nell’eseguire interventi di chirurgia del cancro al polmone. L’obiettivo della chirurgia è la completa rimozione del tumore polmonare e dei linfonodi presenti nel torace. Il tumore deve essere rimosso con un margine di tessuto polmonare circostante sano. “Margine negativo” significa che quando il patologo ha esaminato il polmone o il pezzo di polmone che è stato rimosso dal chirurgo, non ha trovato cellule tumorali nel tessuto che circonda il tumore.

I seguenti tipi di intervento possono essere utilizzati per NSCLC:

Lobectomia. I polmoni hanno 5 lobi, 3 nel polmone destro e 2 nel polmone sinistro. La rimozione di un intero lobo del polmone, mediante una procedura chiamata lobectomia, è attualmente considerata il tipo più efficace di intervento chirurgico, anche quando il tumore polmonare è molto piccolo.

Resezione cuneiforme. Se il chirurgo non può rimuovere un intero lobo del polmone, allora può rimuovere soltanto il tumore, purché circondato da un margine di polmone sano.

Segmentectomia. Questo è un altro modo per rimuovere il cancro quando un intero lobo del polmone non può essere rimosso. In una segmentectomia, il chirurgo rimuove la porzione anatomica del polmone (segmento) dove il cancro si è sviluppato. In un lobo polmonare ci sono da 2 a 5 segmenti.

Pneumonectomia. Se il tumore è vicino al centro del torace, il chirurgo può dover rimuovere l’intero polmone. Il tempo necessario per recuperare dopo l’intervento chirurgico dipende da quanto polmone è stato rimosso e dalla salute del paziente prima dell’intervento chirurgico. Parlate con il vostro team di assistenza medica su cosa vi dovete aspettare a proposito della vostro tipo di intervento, incluso il tempo di recupero e i possibili effetti collaterali.

Terapia adiuvante

La terapia adiuvante è il trattamento che viene dato dopo l’intervento chirurgico per ridurre il rischio di recidiva del cancro polmonare. La terapia adiuvante può includere la radioterapia, la chemioterapia, la terapia biologica mirata o l’immunoterapia. Ogni terapia è descritta di seguito. La terapia adiuvante è finalizzata ad eliminare tutte le cellule cancerose che possono ancora essere presenti nel corpo, dopo l’intervento chirurgico. Può anche ridurre il rischio di recidiva, anche se tale rischio non si azzera mai.

Radioterapia

La radioterapia consiste nell’utilizzo di raggi X o di altre particelle ad alta energia con lo scopo di distruggere le cellule tumorali. Se hai bisogno di una radioterapia, ti verrà chiesto di consultare uno specialista chiamato radioterapista che è, appunto,un medico specializzato nel trattare il cancro mediante radiazioni ionizzanti.

Il tipo più comune di trattamento irradiante consiste nella radioterapia a raggi esterni, che è ottenuta mediante una speciale macchina che invia le radiazioni al tuo corpo.

Il regime di radioterapia (piano di cura) è di solito costituito da un numero specifico di trattamenti dati in un determinato periodo di tempo. Questo può variare da pochi giorni di trattamento a diverse settimane.

Come la chirurgia, la radioterapia non può essere usata per il trattamento del cancro disseminato in diverse parti del corpo o metastatico. La radiazione, infatti, distrugge le cellule tumorali solo nel percorso del fascio di radiazioni. Danneggia anche le cellule sane nel suo percorso. Per questo motivo non può essere usata per trattare aree di grandi dimensioni.

Alcune volte, le scansioni TAC vengono utilizzate per pianificare esattamente dove va diretta la radiazione, in modo da abbassare il rischio di danneggiare le parti sane del corpo. Questa tecnica è chiamata radioterapia ad intensità modulata (IMRT) o radioterapica stereotassica (SBRT). Non è un’opzione per tutti i pazienti, ma può essere utilizzata nei casi con malattia iniziale e piccoli tumori quando la chirurgia non è un’opzione possibile.

Effetti collaterali della radioterapia

I pazienti con cancro del polmone che ricevono radioterapia spesso sperimentano stanchezza e perdita di appetito. Se la radioterapia viene somministrata al collo o al centro del petto, i pazienti possono anche sviluppare mal di gola e hanno difficoltà a deglutire. I pazienti possono anche notare irritazioni cutanee simili a scottature, laddove è stata diretta la radiazione. La maggior parte degli effetti indesiderati si allontana presto dopo il trattamento. Se la terapia radiante irrita o infiamma il polmone (polmonite da raggi), i pazienti possono sviluppare tosse, febbre o respiro corto, mesi e talvolta anni dopo la fine della radioterapia. Circa il 15% dei pazienti sviluppa questa condizione, chiamata polmonite da radiazioni o, più semplicemente, da raggi. Se essa è lieve, non ha bisogno di trattamento e va via da sola. Se è grave, il paziente può avere bisogno di un trattamento che include i farmaci steroidei, come il prednisone. La radioterapia può anche causare cicatrici permanenti del tessuto polmonare in prossimità della sede irradiata. In genere, la cicatrizzazione non causa sintomi. Tuttavia, gravi cicatrici possono causare tosse permanente e mancanza di respiro. Per questo motivo i radioterapisti pianificano attentamente i trattamenti, usando scansioni TAC del torace al fine di diminuire la quantità di tessuto polmonare sano esposto alla radiazione.

Chemioterapia

La chemioterapia è l’uso di farmaci, da soli o in combinazione, con lo scopo di distruggere le cellule cancerose, in genere arrestando la capacità delle cellule tumorali di crescere e moltiplicarsi.

È stato dimostrato che la chemioterapia migliora sia la durata che la qualità della vita per le persone con cancro ai polmoni, in tutti gli stadi di malattia. La chemioterapia è somministrata da un medico oncologo, uno specialista del trattamento del cancro mediante farmaci.

La chemioterapia sistemica entra nel flusso sanguigno e raggiunge le cellule tumorali in tutto il corpo. Metodi comuni per somministrare la chemioterapia includono l’uso di un catetere posto in una vena (terapia IV) o di pillole o capsule (terapia orale). La maggior parte delle chemioterapie utilizzate per il cancro ai polmoni, tuttavia, è eseguita mediante iniezione IV.

Un regime di chemioterapia è di solito costituito da un numero specifico di cicli somministrati in un determinato periodo di tempo. Il tipo istologico di tumore non a piccole cellule del polmone, adenocarcinoma o carcinoma a cellule squamose, determina quali farmaci sono usati in chemioterapia. I farmaci comunemente utilizzati per il trattamento del cancro del polmone includono regimi di combinazione con 2 o 3 farmaci insieme, o anche 1 farmaco da solo (monochemioterapia). La maggior parte delle terapie provocano effetti collaterali che generalmente possono essere ben gestiti dai medici.

Alcuni farmaci comuni sono:

Carboplatino (Paraplatin) o cisplatino (Platinol)

Docetaxel (Taxotere)

Gemcitabina (Gemzar)

Nab-paclitaxel (Abraxane)

Paclitaxel (Taxol)

Pemetrexed (Alimta)

Vinorelbina (Navelbine)

Gli effetti collaterali della chemioterapia dipendono dall’individuo e dalla dose utilizzata. Fra questi, vanno ricordati la sensazione fatica estrema, il rischio di infezione, la nausea e il vomito, la perdita di capelli, la perdita di appetito, la diarrea. Nausea e vomito sono spesso evitabili con opportune terapia mediche. Questi effetti collaterali, di solito, vanno via quando il trattamento è concluso. La chemioterapia può anche danneggiare le cellule sane del corpo, incluse quelle del sangue, le cellule della pelle e le cellule nervose. Ciò può causare anemia e leucopenia (abbassamento del numero dei globuli bianchi), un maggior rischio di infezione, piaghe alla bocca e /o intorpidimento o formicolio nelle mani e nei piedi. Il tuo oncologo medico può prescrivere farmaci per alleviare molti di questi effetti collaterali. Iniezioni ormonali sono anche spesso utilizzate per impedire che i globuli rossi/globuli bianchi nel sangue diventino troppo bassi. I farmaci usati per il trattamento del cancro sono continuamente rivalutati in nuovi studi clinici. Parlare con il proprio medico è spesso il modo migliore per conoscere i farmaci che ti sono stati prescritti, il loro scopo, i loro potenziali effetti collaterali o le loro interazioni con altri farmaci.

Terapia mirata

La terapia mirata è una nuova modalità di trattamento che mira ad annullare gli effetti di certi geni specifici del cancro, attaccando le proteine da essi prodotte, proteine che contribuiscono alla crescita e alla sopravvivenza del cancro. Pertanto, questo tipo di trattamento blocca la crescita e la diffusione delle cellule tumorali limitando i danni alle cellule sane.

Studi recenti dimostrano che non tutti i tumori hanno gli stessi tipi di bersagli molecolari. Per trovare il trattamento mirato efficace in quel particolare tumore, il medico può eseguire dei test per la identificare di geni alterati, di proteine e di altri fattori tumorali. Per alcuni tumori polmonari, le proteine anomale si trovano in quantità insolitamente grandi nelle cellule tumorali. Ciò aiuta i medici ad abbinare meglio a ciascun paziente il trattamento più efficace possibile.

Molti studi di ricerca stanno cercando di scoprire nuovi bersagli molecolari e nuovi trattamenti a loro diretti.

Per il NSCLC, i seguenti tipi di terapia mirata possono essere utilizzati (si consiglia a questo riguardo di visitare anche la NOSTRA PAGINA )

Anti-angiogenesi

La terapia anti-angiogenetica è incentrata sull’arresto dell’angiogenesi, che è il processo di creazione di nuovi vasi sanguigni. Poiché un tumore ha bisogno delle sostanze nutritive erogate dai vasi sanguigni per crescere e diffondersi, l’obiettivo delle terapie anti-angiogenetiche è quello di “affamare” il tumore. I seguenti farmaci anti-angiogenici possono essere usati nel cancro polmonare:

Bevacizumab (Avastin), un farmaco anti-angiogenetico usualmente dato insieme alla chemioterapia. Il rischio di sanguinamento grave, per i pazienti che assumono bevacizumab, è di circa il 2%. Tuttavia, è più comune per i pazienti con carcinoma a cellule squamose, quindi bevacizumab non è raccomandato per i pazienti con questo tipo di NSCLC.

Ramucirumab (Cyramza), un farmaco approvato per il NSCLC insieme alla chemioterapia con Docetaxel.

Inibitori del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR)

I ricercatori hanno scoperto che i farmaci che bloccano l’EGFR possono essere efficaci per arrestare o rallentare la crescita del cancro del polmone.
Erlotinib (Tarceva) è un farmaco che blocca l’EGFR. Questo farmaco ha dimostrato di funzionare meglio della chemioterapia se il cancro del polmone ha una mutazione nel gene EGFR. È approvato dalla FDA americana (e dall’EMA europea) per i pazienti con NSCLC localmente avanzato e metastatico e come terapia di mantenimento per pazienti con NSCLC non progrediti o diffusi dopo almeno 4 cicli di chemioterapia. Si tratta di una pillola che può essere presa per bocca. Gli effetti collaterali di erlotinib includono un rash cutaneo che sembra acne, e diarrea.
Gefitinib (Iressa) è un altro farmaco che blocca l’EGFR. Questo trattamento è disponibile in Europa e in Asia, ed anche negli Stati Uniti.
L’afatinib (Gilotrif) è stato approvato dalla FDA nel 2013 come trattamento iniziale per NSCLC.
Osimertinib (Tagrisso) è stato approvato per il NSCLC con mutazione attivante dell’EGFR divenuto resistente agli inibitori EGFR già discussi a causa della comparsa della mutazione T790M.
Nitumumab (Portrazza) può essere un’opzione, se somministrato insieme alla chemioterapia dei tumori polmonari a cellule squamose.

Farmaci che agiscono in relazione ad altre mutazioni genetiche

I ricercatori hanno scoperto che “il targeting” (bersagliare) altre mutazioni genetiche dei tumori polmonari può aiutare a fermare o rallentare la crescita di NSCLC. Un esempio è l’inibitore dell’enzima chinasi del linfoma anaplastico (ALK). Le mutazioni nel gene ALK (riarrangiamento ALK) si trovano in circa il 5% dei pazienti con NSCLC. Un altro esempio sono i farmaci che mirano a modificare un gene chiamato ROS1.

Crizotinib (Xalkori) è un tipo di terapia mirata approvata dalla FDA per il NSCLC avanzato che ha una mutazione nei geni ALK o ROS1.
Ceritinib (Zykadia) è una terapia mirata aggiuntiva per il NSCLC con una mutazione del gene ALK. È approvato dalla FDA per i pazienti il cui cancro non risponde più al crizotinib, o se per qualche ragione non possono assumere crizotinib.
Alectinib (Alecensa) è un’altra opzione per il NSCLC con mutazioni del gene ALK, dopo che crizotinib non ha funzionato.

Immunoterapia

L’ immunoterapia è stata progettata per aumentare le difese naturali del corpo nel combattere il cancro. Utilizza materiali realizzati sia dal corpo che in laboratorio con lo scopo di migliorare, mirare o ripristinare la funzione del sistema immunitario. Ad esempio, la proteina PD-1 può essere critica per la capacità del sistema immunitario di controllare la crescita del cancro. Bloccare la l’azione della proteina PD-1 con anticorpi anti PD-1 e anti PD-L1 ha arrestato o rallentato la crescita di NSCLC in molti pazienti.

Nivolumab (Opdivo) è il primo di questi tipi di farmaci approvati per il NSCLC.
Pembrolizumab (Keytruda) è un altro tipo.

Assicurare la cura dei sintomi e degli effetti collaterali

Il cancro e il suo trattamento spesso causano complicazioni ed effetti collaterali. Oltre al trattamento per rallentare, arrestare o eliminare il cancro, una parte importante della cura realmente erogata serve per ridurre i sintomi e gli effetti collaterali del trattamento. Questo approccio è chiamato assistenza palliativa o di supporto e comprende il sostegno del paziente in relazione alle sue esigenze fisiche, emotive e sociali.

Cura palliativa è qualsiasi trattamento che si concentri sulla riduzione dei sintomi, migliorando la qualità della vita e sostenendo i pazienti e le loro famiglie. Qualsiasi persona, indipendentemente dall’età o dal tipo e dallo stadio del cancro, può ricevere cure palliative. Funziona meglio quando viene avviata quanto prima nel processo di trattamento del cancro. Spesso il trattamento per il cancro e il trattamento per alleviarne gli effetti collaterali vengono avviati contemporaneamente.

I pazienti che ricevono entrambi i trattamenti hanno sintomi meno gravi, una migliore qualità della vita e riferiscono di essere più soddisfatti della cura.

I trattamenti palliativi variano ampiamente e spesso includono farmaci, interventi nutrizionali, tecniche di rilassamento, di supporto emotivo e altre terapie. Alcuni trattamenti palliativi sono gli stessi usati per combattere il cancro come la chemioterapia, la chirurgia o la radioterapia.

I seguenti trattamenti possono essere somministrati per alleviare i sintomi di un NSCLC:
• Un tumore nel torace che sanguina o blocca i bronchi del polmone può essere ridotto con la radioterapia.
• Durante una broncoscopia, le vie aeree chiuse dal cancro possono essere aperte con la laserterapia, in modo da migliorare la ventilazione. Il broncoscopista può anche utilizzare uno “stent” (protesi endobronchiale) per mantenere aperta una via aerea.
• Le medicine sono utilizzate per il trattamento del dolore del cancro. La maggior parte degli ospedali e dei centri oncologici hanno specialisti di terapia del dolore che forniscono un efficace sollievo. Molti farmaci usati per trattare il dolore del cancro, in particolare la morfina, possono anche alleviare la mancanza di respiro causata dal cancro.
• Le medicine possono essere anche utilizzate per sopprimere la tosse, facilitare l’espulsione o ridurre le secrezioni bronchiali. I cortisonici (prednisone o metilprednisolone) possono ridurre l’infiammazione polmonare causata dal cancro o dalla radioterapia e migliorare la respirazione.
• L’ossigenoterapia con piccole bombole portatili può contribuire a compensare la ridotta capacità del polmone di estrarre l’ossigeno dall’aria.
• Sono disponibili medicine per rafforzare le ossa, diminuire il dolore osseo e contribuire a prevenire le future metastasi ossee.
• Gli stimolanti e gli integratori nutrizionali possono migliorare l’appetito e ridurre la perdita di peso.

Prima di iniziare il trattamento, è utile parlare con il proprio team di assistenza medica sui possibili effetti collaterali del proprio piano di cura e sulle possibili opzioni di cura palliativa. Durante e dopo il trattamento, bisognerà assicurarsi di poter informare il proprio medico, o un altro membro del team di assistenza, in caso di insorgenza di un problema medico inatteso

Trattamento di NSCLC per stadio (aggiornato al 04/2017)

NSCLC in stadio I e II.

In generale, lo stadio I e II del NSCLC sono trattati con intervento chirurgico. Prima o dopo l’intervento chirurgico, un paziente può incontrarsi con un oncologo medico. Alcuni pazienti con tumori di grandi dimensioni o segni che il tumore si è diffuso ai linfonodi possono beneficiare della chemioterapia pre-operatoria. La chemioterapia infatti può essere somministrata prima della chirurgia, ed in questo caso è chiamata chemioterapia neoadiuvante, o chemioterapia di induzione. Oppure, la chemioterapia può essere somministrata dopo la chirurgia, ed è chiamata chemioterapia adiuvante, avendo lo scopo di ridurre la possibilità di recidiva del cancro. La chemioterapia adiuvante con cisplatino non è raccomandata per i pazienti con tumore in stadio IA completamente rimosso a seguito dell’intervento chirurgico. I pazienti con tumori polmonari in stadio IB dovrebbero discutere con i loro medici se vi sia il caso di fare una chemioterapia adiuvante. La chemioterapia adiuvante a base di cisplatino è raccomandata per i pazienti con stadio II, anche se il tumore è stato completamente rimosso durante l’intervento chirurgico.

NSCLC in stadio III.
A più di 30.000 pazienti ogni anno è diagnosticata negli USA una malattia in stadio III e non esiste un trattamento unico che vada bene per tutti questi pazienti. In questo caso, le opzioni di trattamento dipendono dalla dimensione e dall’ubicazione del tumore e dei linfonodi coinvolti. Le opzioni comprendono generalmente:

Radioterapia
Chemioterapia
Chirurgia

In generale, i pazienti in stadio III ricevono almeno 2 diversi tipi di trattamento, a volte 3. Una combinazione di chemioterapia e radioterapia è il piano di cura più raccomandato. La chemioterapia e la radioterapia possono essere somministrati insieme (chemio-radioterapia concomitante). Oppure, possono essere somministrate una dopo l’altra (chemio-radioterapia
sequenziale). La chemioterapia adiuvante a base di cisplatino è raccomandata nei pazienti con tumori polmonari in stadio IIIA, anche se questi ultimi son stati completamente rimossi per via chirurgica. I pazienti devono parlare con il loro medico su quelle che sono le migliori opzioni di trattamento per loro.
La chirurgia può essere un’opzione dopo una chemioterapia iniziale o dopo una chemioterapia associata a radioterapia. A volte, la chirurgia può essere il primo trattamento, in particolare quando nei linfonodi mediastinici si trovano inaspettatamente delle cellule tumorali, in una persona cui era stata originariamente diagnosticato un cancro al polmone in stadio I o II. Se ciò accade, la chirurgia è generalmente seguita da chemioterapia e spesso anche da radioterapia.

NSCLC metastatico o in stadio IV.

Se il cancro si diffonde in un’altra parte del corpo da dove aveva avuto inizio, i medici lo chiamano cancro metastatico. Se questo accade, è una buona idea parlare con medici che hanno esperienza nel trattare questo tipo di situazione. I medici possono avere diverse opinioni sul miglior trattamento standard. Inoltre, le sperimentazioni cliniche potrebbero essere un’opzione. Cercate informazioni su come ottenere un secondo parere, prima di iniziare il trattamento, in modo da essere a vostro agio con il piano di trattamento prescelto.
I pazienti con un NSCLC in stadio IV in genere non ricevono chirurgia o radioterapia.
Occasionalmente, i medici possono raccomandare una chirurgia per un’unica metastasi nel cervello o nella ghiandola surrenale, se questo è l’unico posto in cui il cancro si è diffuso. I pazienti con malattia al IV stadio presentano un rischio molto elevato che il cancro si diffonda o cresca in un’altra sede. La maggior parte dei pazienti in questo stadio riceve solo chemioterapia.

  • Radioterapia per le metastasi del cervello.

La chemioterapia spesso non è efficace come la radioterapia o l’intervento chirurgico per il trattamento del NSCLC che si è diffuso al cervello. Per questo motivo, il tumore polmonare non a piccole cellule che si è diffuso al cervello è trattato con radioterapia, con chirurgia o con entrambi. Ciò può causare effetti collaterali quali la perdita di capelli, la stanchezza e l’arrossamento del cuoio capelluto. Se il tumore è piccolo, un tipo di radioterapia chiamata radioterapia stereotassica può concentrare le radiazioni solo sulla lesione cerebrale e ridurre gli effetti collaterali.

  • Chemioterapia.

Gli obiettivi della chemioterapia sono quelli di ridurre l’estensione del cancro, alleviare il disagio causato dallo stesso, impedire che il cancro si diffonda ulteriormente e allungare la vita del paziente.
La chemioterapia può, raramente, far scomparire del tutto il cancro polmonare metastatico. Tuttavia, anche in questi casi fortunati, i medici sanno dall’esperienza che il cancro può ritornare. Pertanto, i pazienti con malattia di stadio IV non sono mai considerati “curati” del loro cancro, non importa quanto la chemioterapia abbia funzionato. Il trattamento chemioterapico continua di solito finché controlla la crescita del cancro. La chemioterapia è stata dimostrata capace di migliorare sia la durata che la qualità della vita per i pazienti con NSCLC in stadio IV. Se il cancro peggiora nonostante la chemio o causa troppi effetti collaterali gravi, il trattamento può essere interrotto e i pazienti continueranno a ricevere assistenza palliativa.

  • Cure palliative.

La cura palliativa è importante per alleviare i sintomi e gli effetti collaterali dei trattamenti. La radioterapia o l’intervento chirurgico possono essere utilizzati anche per il trattamento di metastasi che causano dolore o altri problemi clinici. Le metastasi ossee che indeboliscono le ossa maggiori possono essere trattate con radioterapia o con un intervento chirurgico che le rinforzi grazie ad impianti metallici. Per la maggior parte dei pazienti, una diagnosi di cancro metastatico è molto stressante e, a volte, difficile da sopportare. I pazienti e le loro famiglie devono essere incoraggiati a riferire i loro sintomi e disturbi con medici, infermiere, operatori sociali o altri membri del team di assistenza sanitaria. Può anche essere utile parlare con altri pazienti, anche attraverso un gruppo di supporto.

Remissione e possibilità di recidiva
La remissione (completa) si verifica quando il cancro non può essere rilevato nel corpo e non ci sono sintomi. Questa situazione può anche essere chiamata “nessuna evidenza di malattia” o in inglese NED.
Una remissione può essere temporanea o permanente. Questa incertezza provoca in molte persone la preoccupazione sul se e quando il cancro tornerà. Mentre molte remissioni sono permanenti, rimane molto importante parlare con il proprio medico circa la possibilità di recidiva del cancro. Comprendere il rischio di recidiva e le conseguenti opzioni di trattamento può aiutare a sentirsi più preparati in caso di recidiva.
Se il cancro si ripresenta dopo il primo trattamento, si chiama tumore ricorrente o recidivante. Può ricomparire nello stesso posto (ed è chiamato allora recidiva locale), nelle vicinanze (ricorrenza regionale) o in un altro luogo (recidiva a distanza). Solitamente, quando c’è una recidiva, la malattia è al IV stadio.
In caso di recidiva è prescritta una serie di nuovi test clinici, con lo scopo di ottenere più informazioni possibili sulla recidiva. Una volta completati i vari test, si discuteranno le opzioni di trattamento della recidiva. Spesso il piano di trattamento includerà i trattamenti sopra descritti come la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia, che possono anche essere utilizzati in una
diversa combinazione o somministrati ad un ritmo diverso. Il medico può anche suggerire di partecipare a studi clinici che stanno studiando nuovi modi per trattare questo tipo di recidiva tumorale. Qualunque piano di trattamento si scelga, le cure palliative saranno sempre importanti per alleviare i sintomi e gli effetti secondari. Le persone con tumore recidivato spesso
sperimentano emozioni come incredulità o paura. I pazienti sono incoraggiati a parlare con il loro team di assistenza su questi sentimenti, e chiedere informazioni sui servizi di supporto che possano aiutarli a far loro fronte.

Se il trattamento fallisce.

La guarigione dal cancro non è sempre possibile. Se il cancro non può essere curato o controllato, la malattia è chiamata, solitamente, avanzata o terminale.
Questa diagnosi è stressante e per molte persone è difficile parlarne. Tuttavia, è importante avere conversazioni aperte e oneste con il proprio medico e il team di assistenza sanitaria per esprimere i propri sentimenti, preferenze e preoccupazioni. Il team di assistenza sanitaria è lì per aiutare e molti membri del team hanno competenze, esperienze e conoscenze personali in grado di sostenere i pazienti e le loro famiglie. Assicurarsi che una persona stia bene fisicamente e sia libera dal dolore è estremamente importante.
I pazienti che hanno un cancro avanzato e che si aspettano di vivere meno di 6 mesi possono voler considerare un tipo di cure palliative chiamato cura presso un “hospice“. Qui l’assistenza ospedaliera è stata progettata in modo da offrire la migliore qualità di vita per chi è vicino alla fine.
Il malato e la sua famiglia sono incoraggiati a pensare a dove sarebbero più a loro agio: a casa, all’ospedale o in un ospedale-ospizio (hospice). L’assistenza infermieristica e le attrezzature speciali possono rendere la casa un’alternativa efficace per molte famiglie.

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