Familiarità per cancro al polmone…

Familiarità per cancro al polmone…

Egr. Dott. Buccheri,

Buona sera. Volevo chiederle una cosa: scoperto a gennaio scorso adenocarcinoma 3 stadio, fatto 3 cicli chemioterapia, poi crizotinib. Dopo neanche 3 mesi di crizotinib riduzione nodulo superiore dx da 2.00 a 8 millimetri e i linfonodi L2 e L3 più pacchetto linfonodale intorno al nodulo primario nn captavano più. Arrivo all intervento e fanno una lobectomia superiore lobo dx atipica perché i linfonodi erano così calcificati da nn permettere di isolare arterie e quindi decidono di asportare solo il tumore con un taglio trasversale. Ora alla biopsia è risultato che il tumore primario era completamente spento senza alcuna cellula neoplastica, referto è T 0 L? M 0. La domanda è: ora a che stadio sono? Il 17 gennaio faccio tac.
E soprattutto volevo chiedere questo male affligge la mia famiglia da ben 4 generazioni : bisnonno,2 prozii,1 zio e ora io pronipote. Cosa posso fare per sapere se i miei figli sono predisposti a questo male?Possibile che non ci sia nessun esame per vedere e prevenire questo male? Dimenticavo di dirle positiva ALK, mai fumato in vita mia.  Grazie
Anna

Cara Anna...

Un piccolo preambolo sulla tua storia, scritta in modo super-stringato ed essenziale.  Ovviamente, non mi azzarderò a dare un parere medico (ci vuole tutta la documentazione clinica in visione e va seguita la procedura descritta alla pagina IL MIO CASO), ma posso commentare qualcuna delle tue affermazioni.  Non è raro che dopo una chemioterapia adiuvante (nel tuo caso chemio + terapia mirata contro il riarrangiamento ALK) si abbia una scomparsa patologica totale del tumore, ma quando avviene è sempre indice di una prognosi favorevole.  Attualmente non hai uno stadio di malattia, in quanto questa è (apparentemente almeno) regredita totalmente: la tua condizione si definisce “libero/a da malattia”, e l’evidenza per questa definizione è parzialmente patologica (molto forte), parzialmente clinica (i linfonodi).  Dunque le tue prospettive di guarigione definitiva (stando a quanto riferisci) sono buone.

In questa sede, però, interessa di più rispondere all’altra domanda (nella quale, a dire il vero, non mi risulta chiaro se tutti i parenti citati hanno sofferto di un cancro qualunque o tutti hanno avuto un cancro al polmone): i miei figli sono predisposti a questo male?…  In estrema sintesi la risposta è SI, anche se la predisposizione non può essere quantificata matematicamente (e comunque si tratta di una predisposizione molto debole).

Tanti anni fa avevo fatto uno studio clinico su un’ampia casistica per valutare quale era l’incidenza della familiarità cancerogena in generale e quella per il cancro al polmone in una popolazione ospedaliera del nord Italia…, dove si evidenziava che “There were 368 patients (28.8% of the sample) who had one first-degree relative with cancer (112, 8.7% of the sample with LC), 100 (7.8%) had two first-degree relatives (six with LC) and 31 (2.4%) had three or more relatives affected (four with LC).”  Come vedi il tuo caso, non è poi così eccezionale.

Oggi, infine, oltre alla prevenzione primaria che va sempre fatta (non fumare, far controllare la propria casa per la presenza di radon, evitare -se possibile-l’inquinamento urbano..) va aggiunta la prevenzione secondaria, per la quale da qualche anno ALCASE ha ingaggiato una battaglia che non riesce a vincere per la scarsa partecipazione della gente: La Campagna per lo Screening Gratuito a livello Nazionale.

Mi auguro che almeno tu, che avresti ogni ragione per richiederlo, voglia attivarti su questo tema.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

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