Intervista al Direttore Medico

Intervista al Direttore Medico

intervista a Gianfranco Buccheri

 

La  Global Lung Cancer Coalition, partner di Alcase Italia, ha incontrato il nostro Direttore Medico, dott. Gianfranco Buccheri ed ha pubblicato l’intervista sulla newsletter primavera estate 2016, disponibile online in ORIGINALE.

L’articolo è stato tradotto a cura di Elettra Feltrin.

D. Quando ha fondato ALCASE Italia?
R. Ho fondato ALCASE nel lontano 1998. ALCASE è stata la prima organizzazione italiana dedicata esclusivamente ai malati di cancro del polmone e a quel tempo una delle uniche tre organizzazioni al mondo ad occuparsi di chi soffre di questa patologia.

D. Qual è il suo percorso professionale?
R. Ho studiato medicina e chirurgia all’Università di Pavia, in Lombardia. Una volta conseguita la laurea, mi sono specializzato in malattie dell’apparato respiratorio e nel 1982 ho fondato, con altri pneumologi, un gruppo di lavoro dedicato esclusivamente allo studio ed alla cura del carcinoma polmonare. Quel gruppo, di cui sono direttore scientifico, oggi risponde al nome di ALCARE e organizza studi clinici e ne interpreta i risultati. Ho studiato inoltre presso la clinica Mayo in Rochester, Minnesota (in America) ed al Royal Hospital di Londra. Sono stato conferenziere in decine di conferenze mediche e corsi di insegnamento, ho scritto oltre 300 pubblicazioni scientifiche, tra ricerche e revisione di articoli e comunicazioni scientifiche. Prima di diventare direttore medico di ALCASE, sono stato medico ospedaliero presso l’ospedale civile di Cuneo.

D. Dove si trova la sede di ALCASE?
R. L’associazione ha sede a Boves, un paese in provincia di Cuneo situato a 80m km da Torino ed al confine con la Francia.

D. Quante persone lavorano per l’organizzazione?
R. Al momento abbiamo soltanto tre membri dello staff che lavorano a tempo pieno.

D. Quante sono le persone affette da carcinoma polmonare in Italia?
R. Secondo le ultime stime, in Italia si registrano ogni anno 38.000 nuovi casi di cancro al polmone.

D. Secondo il suo parere, questi pazienti ricevono le cure ed il supporto di cui hanno bisogno?
R. In linea di massima si può dire che ricevano un livello di assistenza medica accettabile, anche se è necessario sottolineare che in Italia vi sono delle notevoli differenze nella qualità di cura tra gli ospedali ed i centri medici specializzati.
Nello specifico, l’assistenza offerta nel Sud Italia è nettamente inferiore alla media. E’ necessario lavorare molto affinché si possano migliorare le prestazioni mediche del Sud Italia. Riteniamo inoltre che in questo paese il supporto psicologico offerto ai pazienti affetti da questa patologia sia inadeguato.

D. Quali sono le cure, il supporto ed i servizi che ALCASE fornisce ai pazienti?
R. Attraverso il nostro sito forniamo un ampio spettro di informazioni e di consigli medici. Una delle aree di maggior successo del sito è la rubrica “interroga l’esperto” che permette a qualsiasi visitatore di postare una domanda inerente il cancro del polmone e ricevere gratuitamente una risposta da uno dei nostri esperti. Inoltre supportiamo i malati di cancro ed i loro familiari affinché i pazienti ricevano la cura ed il supporto di cui hanno bisogno. Tutto questo rientra nella mission della GLCC (acronimo di Global Lung Cancer Coalition, Coalizione Mondiale contro il Cancro del Polmone n.d.t.). Infine condividiamo le notizie sulle sperimentazioni cliniche portate avanti da ALCARE e sul lavoro svolto dai suoi ricercatori.

D. Quale differenza fa ALCASE nella vita delle persone affette da carcinoma polmonare?
R. I malati sono informati sui migliori centri di cura presenti in Italia, i medici più qualificati, le linee guida internazionali sulle terapie e le ultime scoperte scientifiche che possono migliorare la vita dei pazienti ai quali è stato diagnosticata questa patologia. Inoltre forniamo un supporto medico specializzato rispondendo online alle domande specifiche poste dai pazienti o dai loro familiari. I nostri medici, inoltre, possono fornire anche un secondo parere a tutte le persone che restano in contatto con noi.

D. La sua organizzazione sta portando avanti una specifica battaglia attraverso i mezzi di informazione?
R. Certamente: stiamo portando avanti una campagna per l’adozione di un programma di screening volto ad individuare la malattia in fase preoce per mezzo di una TAC a basso dosaggio di radiazioni. Nel caso in cui aveste bisogno di ulteriori informazioni su ALCASE, potete visitare il nostro nuovo sito all’indirizzo www.alcase.eu.

D. Quali sono i progetti per la sua associazione nei prossimi cinque anni?
R. Il nostro obiettivo è aumentare il numero di persone che ha accesso alle nostre informazioni. Siamo determinati inoltre a vincere la nostra battaglia per l’introduzione dello screening per mezzo di TAC a basso dosaggio.

D. Qual è l’ambizione suprema di ALCASE?
R. Essere conosciuta da tutti i malati di cancro del polmone in Italia e dai loro familiari, quale fonte autorevole e riconosciuta di un’informazione di qualità su questa patologia.

D. La persona che la ha particolarmente ispirata nel suo percorso?
R. La persona che mi ha maggiormente ispirato è senz’altro Peggy Barger, la fondatrice di ALCASE americana, ora Lung Cancer Alliance (Lega contro il cancro del polmone, n.d.t) e tutte le persone con le quali lei ha lavorato a partire dalla fine degli anni Novanta. Erano tutti in prima linea nel tessere legami tra tutte quelle persone che, nel mondo, erano intenzionate a migliorare la vita delle persone affette da questa patologia. Tutto quello che Peggy è riuscita ad ottenere negli Stati Uniti è stato fonte di ispirazione per ALCASE Italia.

D. Quale messaggio lancia agli altri membri della GLCC (Coalizione Mondiale contro il Cancro del Polmone)?
R. Incoraggerei tutti i membri a creare o rafforzare la loro presenza sui social network, soprattutto su Facebook e Twitter. I social media sono un eccellente strumento per condividere, con il grande pubblico, le notizie non appena queste sono disponibili.

D. Cosa le piace fare nel tempo libero?
R. Sono un appassionato di alpinismo, un tipo di arrampicata con attrezzatura limitata e un ridotto numero di campi base. Amo molto anche praticare lo sci fuori pista, il ciclismo, la corsa, leggere e viaggiare.

 

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