Gestione delle neoplasie toraciche in stadio avanzato nel 2017. Un anno di progressi

Gestione delle neoplasie toraciche in stadio avanzato nel 2017. Un anno di progressi

Questa è la prima pagina di una ampia e ben documentata review medica su quanto di nuovo il 2017 ha portato nella conoscenza e nel trattamento del cancro al polmone.  E’ firmata da medici ricercatori francesi di un dei più autorevoli (se non il più autorevole) istituto oncologico francese: il “Gustave Roussy“.

Cliccando sull’immagine è possibile visionare e scaricare il PDF del documento originale.

Qui riportiamo l’abstract, da noi tradotto in italiano, che può essere utile in sé, ma anche risultare stimolante (noi ci auguriamo) per una lettura dell’articolo originale (per il quale è comunque necessaria una discreta conoscenza dell’inglese e una buona familiarità con il linguaggio tecnico dei medici).

Progressi nella gestione delle neoplasie toraciche in stadio avanzato avvenuti nel corso del 2017

Il paradigma terapeutico del cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC) ha subito un’importante rivoluzione nel corso del 2017.

Gli inibitori del checkpoint immunitario (ICI) hanno apportato notevoli miglioramenti nella risposta e nella sopravvivenza globale sia nei pazienti pretrattati non selezionati che nei pazienti non trattati con espressione del ligando di morte programmata (PD-L1) del 50% o più. Inoltre, sono stati riportati risultati preliminari convincenti per nuove combinazioni di ICI con la chemioterapia o gli inibitori della proteina 4 associati a linfociti-T anti-citotossici . Il successo dei ICI sembra estendersi a pazienti con microcitoma (SCLC), mesotelioma e tumori timici. Inoltre, nello SCLC, è stata segnalata un’attività incoraggiante per una terapia mirata sperimentale (Rovalpituzumab Teserina) e un nuovo agente chemioterapico (Lurbinectedina).

Per il NSCLC con mutazioni genetiche trattabili, gli inibitori della tirosina chinasi di nuova generazione (TKI) (come l’Osimertinib o l’Alectinib) hanno dimostrato un aumento dei tassi di risposta e sopravvivenza libera da progressione rispetto ai TKI di prima generazione in pazienti con tirosin-chinasi sia per quanto riguarda la mutazione EGFR che per il riarrangiamento ALK. Tuttavia, a causa della mancanza di dati di sopravvivenza globale, ad oggi maturi, e considerata l’elevata efficacia di questi farmaci in pazienti con NSCLC precedentemente trattati con TKI di prima o di seconda generazione, non è ancora possibile trarre conclusioni definitive sulla migliore sequenza di trattamento. 

Inoltre, nuovi oncogeni, come quello alla base della mutazione BRAF, o il gene della tirosina-proteina chinasi met (MET), o il recettore erb-b2  della tirosina chinasi 2 (HER2) e il riarrangiamento del proto-oncogene (RET), si sono aggiunti all’elenco di potenziali bersagli molecolari trattabili.

In conclusione, il campo dell’oncologia toracica è sull’orlo di una svolta che aprirà molte nuove promettenti opzioni terapeutiche per medici e pazienti. La caratterizzazione di biomarcatori predittivi di sensibilità o resistenza all’immunoterapia, l’identificazione delle combinazioni terapeutiche ottimali (per ICI) e la migliore sequenza di trattamento (per il NSCLC con mutazioni trattabili) rappresentano le prossime sfide da vincere nel campo dell’oncologia toracica.

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