Il Giuramento Medico è un impegno inderogabile

Il Giuramento Medico è un impegno inderogabile

Riflessioni sul giuramento medico…

Si sente parlare sempre più spesso di oncologi, anche di alto livello, che si approcciano al paziente, anche pagante, senza rispetto e senza la delicatezza che occorre avere in situazioni in cui dolore e paura sono fattori pregnanti. La loro comunicazione, inoltre, risente di una grave carenza di solidarietà, umanità ed empatia.

Tutto ciò oggi, nell’era dell’Alleanza Medico-Paziente, è inammissibile.  Un paziente oncologico ha estrema necessità di sentire la vicinanza, il supporto e l’ intesa del suo oncologo.  Se invece si trova davanti, magari all’inizio del percorso diagnostico o terapeutico, un professionista freddo, distaccato, verbalmente monotono e inutilmente troppo esplicito e crudo, può ricorrere a meccanismi di difesa quali l’isolamento e la chiusura, o peggio sentir di perdere la speranza e la propria dignità.

Ci piace ricordare una frase di Umberto Veronesi: “I malati non sono pazienti, ma persone da curare nel corpo e, soprattutto, nell’anima.  Perché guarire l’involucro non basta“.

Purtroppo molti medici non hanno ben chiaro questo concetto, nonostante il Codice di Deontologia Medica, che, al momento dell’iscrizione all’Ordine, hanno sottoscritto. Esiste infatti il Giuramento Professionale dei Medici, che, pur essendo un atto simbolico, costituisce un impegno morale per tutti i medici.  Cardini del giuramento medico sono principalmente il rispetto della vita e della dignità del malato e la perizia e la diligenza nell’esercizio della professione medica.  Esso è un momento straordinario della vita di un medico, che vuole -in tutta coscienza- operare per il bene dei malati.

Riteniamo che ogni paziente, soprattutto se colpito da malattie croniche o particolarmente aggressive quali le patologie neoplastiche, debba conoscere il Giuramento Medico e, ancora meglio, debba ricordarne a memoria i vari punti per potere, ogni qual volta se ne presenti l’occasione, difendere la propria dignità eventualmente calpestata.

Il team di ALCASE Italia

Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:

– di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione;

– di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona cui con costante impegno scientifico, culturale e sociale ispirerò ogni mio atto professionale;

– di curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna, promuovendo l’eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute;

– di non compiere mai atti finalizzati a provocare la morte;

– di non intraprendere né insistere in procedure diagnostiche e interventi terapeutici clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati, senza mai abbandonare la cura del malato;

– di perseguire con la persona assistita una relazione di cura fondata sulla fiducia e sul rispetto dei valori e dei diritti di ciascuno e su un’informazione, preliminare al consenso, comprensibile e completa;

– di attenermi ai principi morali di umanità e solidarietà nonché a quelli civili di rispetto dell’autonomia della persona;

– di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina, fondato sul rigore etico e scientifico della ricerca, i cui fini sono la tutela della salute e della vita;

– di affidare la mia reputazione professionale alle mie competenze e al rispetto delle regole deontologiche e di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;

– di ispirare la soluzione di ogni divergenza di opinioni al reciproco rispetto;

– di prestare soccorso nei casi d’urgenza e di mettermi a disposizione dell’Autorità competente, in caso di pubblica calamità;

– di rispettare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che osservo o che ho osservato, inteso o intuito nella mia professione o in ragione del mio stato o ufficio;

– di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della professione.

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