Se dovessi morire e tu dovessi vivere

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Nessuno muore veramente: ricordi di chi ci ha lasciato.

Se dovessi morire e tu dovessi vivere… Ci si potrebbe accomiatare a discrezione…Rende la partenza tranquilla e mantiene l’anima serena
(da Emily Dickinson)

Si vive e si gioisce, ma poi arriva la malattia, il dolore, la lotta e il commiato.

Chi rimane prova una grande angoscia, come se ogni senso fisico, ogni pensiero, ogni emozione fossero mutilati, spezzati, sradicati.

Distogliere lo sguardo da un lutto è impossibile, perché la morte è solo la forma più decisiva e definitiva della sofferenza che accompagna la vita e il dolore non può essere eliminato. Sicché la morte diventa oppressione, incubo, fantasma e si resta impotenti fino a che ci si ricorda dell’amore, quello che vince la morte, quello che si rinnova in gratitudine per ciò che si è ricevuto e si è condiviso nella vita.

Ed è quindi necessario fare memoria, ricordare, evocare quelli che non sono più accanto ma che hanno fatto parte della nostra vita e hanno lasciato in noi tracce indelebili che continueranno a fare parte di noi e di loro, nella mente e nel cuore.

Ricordare chi se n’è andato con un pensiero o con una storia, che parlino ancora di lui, conferma l’amore per chi ci ha preceduto nel viaggio. E questa morte che tutti rifiutano, si vince così, perché si rinnova una relazione vitale.

L’amore parla solo di vita, null’altro.

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Marco Garavello

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