Opdivo ® è indicato nel solo carcinoma squamoso del polmone o in tutti i NSCLC ?

Opdivo ® è indicato nel solo carcinoma squamoso del polmone o in tutti i NSCLC ?

Le indicazioni del Nivolumab (OPDIVO ®) nel cancro del polmone

Gentilissimo Dott. Buccheri,

intanto la ringrazio e le faccio i complimenti per il supporto che offrite.

Le scrivo per conto di mio padre.

Nivolumab
Il ruolo della molecola PD1 nel sopprimere l’immunità anti-tumorale e il meccanismo d’azione del Nivolumab (OPDIVO®)

Avrei bisogno di sapere se il trattamento con immunoterapia (Nivolumab in particolare) è efficace su adenocarcinoma polmonare NSCLC non squamoso; dai risultati del Checkmate -057 presente sul sito dell’Agenzia del farmaco sembrerebbe di sí ma gli oncologi (che stimiamo e di cui ci fidiamo) che hanno in cura il paziente sono stati abbastanza categorici affermando il contrario; comprenderà quindi il dubbio.Il paziente è mio padre di 76 anni di cui riassumo il percorso, se può essere utile:-Maggio 2013 diagnosi tumore polmone dx-Agosto 2013 lobectomia LS dx c/o IEO; esame istologico linfonodi evidenzia istiocitosi
-Settembre 2014 viene evidenziata recidiva al polmone sx e captazione ad un linfonodo sovraclaveare dx
-l’esame istologico non evidenzia mutazioni classificando il tumore come wild type
-Aprile-Giugno 2015: effettuati 4 cicli di chemio terapia al cisplatino; la successiva tac evidenzia segni di regressione ma come effetto si ha una fortissima anemia.
-Novembre-Dicembre 2015: la tac evidenzia progressione e metastasi cerebrale
-Febbraio 2016: effettuata radioterapia panencefalica
-Febbraio-Aprile 2016 effettuati 3 cicli di chemioterapia al carboplatino.
-l’ultima tac di Aprile non mostra progressione; presente forte anemia ed effetti collaterali che hanno debilitato mio padre, anche a livello psicologico.

Siamo consapevoli della prognosi sfavorevole e dell’aspettativa di vita, pertanto saremmo orientati a sospendere la chemioterapia per passare ad un trattamento con meno effetti collaterali per garantirgli una migliore qualità della vita; vorremmo quindi capire se l’immunoterapia, di cui si leggono notizie sempre più confortanti, può essere una valida alternativa.
Oppure capire se ci sono terapie  meno aggressive ma comunque efficaci.
Grazie per il tempo che potrà dedicarmi.
Cordiali saluti
Andrea

Caro Andrea...

Grazie, innanzitutto, della tua domanda che mi permette di chiarire una questione importante su cui, anche nel web, non si riesce a fare chiarezza.

Il Nivolumab (nome commerciale OPDIVO®) è sicuramente attivo nell’adenocarcinoma polmonare e non solo nel carcinoma squamoso del polmone, come inizialmente ritenuto.  E tale affermazione si basa esattamente sui risultati dello studio che lei cita.  Il problema si è creato perché, inizialmente, i dati più favorevoli erano quelli a carico della variante squamosa del NSCLC (non-small cell-lung-cancer o, in italiano, cancro del polmone non a piccole cellule), ed esclusivamente proprio per questo tipo di tumore il Nivolumab fu approvato dalla Agenzia Europea del Farmaco (EMA).  Solo del tutto recentemente l’EMA (le cui decisioni hanno effetto vincolante anche per l’Italia) ha esteso l’indicazione del farmaco anche agli altri istotipi di NSCLC (incluso quindi l’adenocarcinoma), come lei stesso potrà leggere nel recente Comunicato Stampa diffuso dalla casa produttrice, la Bristol-Mayer-Squibb: “European Commission Approves Expanded Use of Opdivo® (nivolumab) to Include Previously Treated Metastatic Non-Squamous Non-Small Cell Lung Cancer“.  Per inciso, negli Stati Uniti l’uso del Nivolumab anche nell’adenocarcinoma è una realtà consolidata da qualche anno (vai alla pagina).

 In conclusione, non è corretto quanto mi riferisce abbiano detto i suoi oncologi, né nella sostanza né nella prassi medica, come indicato dalle agenzie governative del farmaco più importanti al mondo.  Tuttavia, da qui a dire che sarebbe raccomandabile per suo papà fare un tentativo di trattamento con Nivolumab (unica alternativa seria alla chemioterapia) c’è, come si dice, di mezzo il mare. Suo papà ha una certa età, da quello che mi dice non pare essere in buone condizioni cliniche generali, potrebbe avere una significativa comorbidità e, soprattutto, fare il Nivolumab non è una…”passeggiata”: c’è un’importante tossicità con cui vanno fatti i conti, e la qualità di vita -almeno in una prima fase in cui non si ha ancora l’eventuale beneficio del trattamento-  potrebbe esserne affetta negativamente.
Cordialmente,

direttore-medico-firmaGianfranco Buccheri

 

 

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